NO a Bibbiena come ospedale Covid anche dal “Movimento Salviamo l’Ospedale”

Foto di Carlo Gabrielli

PARTITA ANCHE UNA PETIZIONE POPOLARE  E MARTEDÌ I SINDACI SI RIUNIRANNO IN CONFERENZA PER ESPRIMERSI SU QUESTO TEMA

Politica e società civile insieme ancora una volta per ribadire il loro “no” all’ipotesi di far diventare l’Ospedale del Casentino un presidio covid19.
Già gli scorsi giorni il Sindaco di Bibbiena Filippo Vagnoli era entrato nel merito di una questione che era stata sollevata da più parti. Oggi il suo “no” a questa possibilità viene ribadito anche dalla società civile e in particolare dal Movimento salviamo l’Ospedale.

Le preoccupazioni più grandi del Presidente dell’articolazione sanitaria e dei cittadini riuniti nel comitato, riguarda quei servizi sanitari essenziali di cui stanno usifruendo soprattutto molti anziani.

Il Sindaco Filippo Vagnoli commenta: “La montagna è già sacrificata da una serie di impedimenti strutturali. I servizi che il nostro ospedale offre a questo territorio sono ritenuti essenziali. Se il presidio del Casentino dovesse diventare un ospedale covid19 avremmo un problema ancora più grande di tenuta sociale e soprattutto di diritti ai nostri cittadini più fragili e non lo possiamo permettere”.

Il Movimento, attraverso il Presidente Giovannini, commenta: “Chiediamo che vengano vagliate altre possibilità. Sappiamo per esempio che su Arezzo esistono immobili sanitari non utilizzati che potrebbe essere convertiti in questo momento in reparti covid per dare appoggio e sostegno al San Donato che sta vivendo delle grosse difficoltà”.

Filippo Vagnoli come presidente dell’Articolazione zonale della sanità e il Movimento salviamo l’Ospedale ribadiscono: “Ci opponiamo con forza a questa malaugurata ipotesi poiché distruggerebbe quello che abbiamo ottenuto fino d oggi ma soprattutto metterebbe in ginocchio molte famiglie e persone fragili che già oggi fanno fatica a trovare un appoggio per le loro problematiche di salute. Ci sono altre opportunità, vengano prese in considerazione quelle e non la già fragile struttura della salute in montagna”.

Alcuni cittadini si sono già organizzati con una raccolta firme per unirsi al no di molte istituzioni casentinesi che martedì si riuniranno nel tavolo della conferenza zonale dei sindaci per discutere su questo tema.