Ospedale del Casentino, il reparto Covid e la carenza di personale

Foto di Carlo Gabrielli

Nei giorni scorsi il Movimento “Salviamo l’Ospedale e i servizi del territorio” si è incontrato con il dr. Filippo Vagnoli, in veste sia di Sindaco sia di Presidente del Distretto Sanitario Casentino, per un confronto sulla situazione attuale della sanità casentinese.

In merito alla notizia della creazione di un reparto per cure intermedie dedicato ai malati Covid nell’Ospedale del Casentino, aperto il 7 gennaio, vista l’emergenza in atto e il gran numero di ricoveri degli ultimi giorni, per senso di responsabilità accettiamo questa decisione, come già hanno fatto i Sindaci del Casentino. Per ragioni etiche l’Ospedale e gli operatori hanno risposto come sempre sacrificando vita e famiglia e preparando il suddetto reparto in solo 48 ore. Il reparto consiste in 12 letti ed è perlopiù gestito dal personale medico del reparto di Medicina ed infermieristico della Medicina e della Chirurgia senza ulteriori risorse aggiuntive e, nei primi 19 giorni, ha visto una rotazione posti letto tale da permettere l’accoglienza di molti pazienti. Il reparto di Medicina ha quindi necessariamente ridotto il numero di letti, dovendo ospitare anche il reparto di Chirurgia, e sta comunque cercando di garantire una sufficiente capacità di accoglienza per ricoveri in Medicina Interna. Già durante la prima pandemia l’Ospedale del Casentino aveva rappresentato una riserva essenziale per i ricoveri di pazienti anche provenienti da Arezzo quando non trovavano adeguata risposta al San Donato per carenza di posti letto.

Il carico di lavoro del reparto Covid, a cui sono dedicati un medico, un infermiere e un OO.SS., si è aggiunto, per il personale dedicato, alla gestione dell’attività di medicina interna che già da alcuni anni presenta un organico ridotto, creando non poche difficoltà. Con un personale al limite, infatti, eventuali improvvise assenze renderebbero ancora più difficile, se non impossibile, garantire i turni in reparto e negli ambulatori, rischiando così la chiusura di servizi preziosi, anzi, essenziali per la comunità, stante la tipologia di popolazione e l’elevato numero di ricoveri e di visite ambulatoriali garantite ogni anno.

I posti letto Covid vanno senza dubbio a discapito di tutti gli altri ricoveri e interventi, quindi importante è verificare quali siano le liste di attesa per gli interventi chirurgici e per le varie prestazioni specialistiche. Cercheremo di controllare il più assiduamente possibile affinché i servizi ospedalieri ordinari continuino a funzionare nel modo migliore possibile e che, passato questo periodo d’urgenza, tutto torni alla situazione pre-Covid, non dimenticando l’urgenza di ricoprire i posti ancora vacanti di personale medico, infermieristico e non solo, facendo pressioni presso la Direzione USL e la Regione Toscana.

Il Casentino ha bisogno dei servizi sanitari essenziali e di un ospedale che funzioni, notizia positiva in questo senso è che dal 18 gennaio, dopo vari incontri tenuti anche dal Movimento, si è insediato ufficialmente il Distretto Sanitario del Casentino, scorporato da Arezzo e dalla Valtiberina. Adesso sarà possibile avere una rappresentanza diretta sui tavoli regionali con i vertici Asl sui problemi inerenti la nostra vallata, tornando quindi alla sanità di prossimità, cioè una sanità attuata per venire incontro alle reali esigenze dei cittadini. Dovranno essere nominati tutti gli organismi e un passaggio molto importante sarà l’assunzione del personale amministrativo necessario per far sì che questo Distretto funzioni. Auspichiamo quindi che tale personale venga assunto in forma stabile.

Infine, saremo vigili sulla realizzazione nell’ala del vecchio plesso delle cure intermedie e della Casa della Salute, i cui finanziamenti sono già previsti ed i lavori non dovrebbero andare oltre il 2026.

Comunicato Stampa Movimento Salviamo l’Ospedale