“Resistenza Artistica”, perché l’arte si può anche abbracciare fra sé…

Psicologia e Arte,

Una mostra ricca di tre artisti.

“Resistenza artistica” è una collettiva di pittura e scultura che riunisce tre artisti molto diversi tra loro; Alan Bigiarini, Andrea Vitali e Matteo Giovani. Sono artisti versatili e per niente “asciutti” nel loro sapersi esprimere, anzi, sanno dare spazio completo alla fantasia di chi gli poggia gli occhi addosso. Ho posto a tutti e tre alcune domande per non lasciar fuori il pensiero di nessuno, perché conta il pensiero di tutti, figuriamoci di tre personaggi così affascinanti ognuno nel proprio genere, e a dir la verità, mi sono divertita un sacco ascoltandoli perché è insito in ognuno di loro, un mondo davvero particolare…

Alan Bigiarini

Trovo che le mostre realizzate da più forme d’arte, siano le più affascinanti. Raccontaci della vostra.

-La collettiva artistica racchiude più opere e ovviamente, più artisti, uno dei quali sono io, e ne sono davvero molto fiero. – Racconta Alan. –  – Lavoriamo con stili molto diversi, ma forse di simile abbiamo lo stato d’animo con cui creiamo ed interpretiamo le nostre opere. Io personalmente propongo “il materico”, Matteo propone figure molto simboliche e particolari, e Andrea Vitali che è il più esperto e sicuramente il più completo del nostro terzetto, si esprime sia con la pittura che con la scultura, dentro la quale racchiude un vero senso poetico. –

Come vi siete incontrati, cosa esponete e di chi è stata l’idea?

-Beh, io e Vitali oltre ad essere amici abbiamo già esposto insieme in passato, invece Matteo Giovani è una new entry, ma anche con lui avevo già collaborato tanti anni fa ad un evento che si tenne ad Arezzo, e proprio in quella circostanza, ci eravamo ripromessi di fare qualcosa insieme prima o poi. –

Troveremo le opere esposte presso “il Caffè Le Stanze” di Poppi. In che periodo sarete presenti con la mostra?

-“Resistenza artistica” sarà presente al “Caffè Le Stanze” dal giorno 8 dicembre fino al 7 gennaio, e il vernissage o inaugurazione, che dir si voglia, si terrà proprio il primo giorno della mostra, che sarà appunto l’8 dicembre, intorno alle ore 17.00. –

Quindi la mente di questa mostra sostanzialmente chi è dei tre?

-La mente di questo progetto è Andrea Vitali, colui che ha anche avuto l’idea per il nome, ovvero “Resistenza Artistica”, nome che vuole simboleggiare e sottolineare la forza dell’arte che non si arrende mai nonostante tutto, e che riesce anche ad unire stili artistici diversi. –

Invitaci ad andare a visitare questa nuova mostra raccontandoci cosa vi troveremo…

-“Il Caffè le stanze” ha il grande merito di aver riportato un normale bar allo splendore di un tempo, questo bar non è solo un’attività commerciale ma un luogo d’incontro, di cultura ed eleganza, situato nel bel centro storico di Poppi, proprio sotto le logge, ed è arredato deliziosamente da Marco Cardini, figlio dei titolari del bar stesso. Comunque, la particolarità di “Resistenza artistica” sarà anche la presenza, durante il Vernissage, del dottor Francesco Ridolfi, che parlerà ai presenti dell’aspetto psicologico delle opere esposte e di noi tre artisti che le abbiamo create. L’intervento di Ridolfi sarà estremamente interessante, in quanto le opere saranno come dire; messe a nudo. Per questo abbiamo chiamato l’evento “Psicologia e Arte” e andrà in scena il giorno 8 dicembre, come dicevo pocanzi, intorno alle ore 18.00, e, in base alla capienza dei presenti verrà svolta in uno oppure in due turni. Io personalmente – – continua Alan – – ho cominciato a creare i miei quadri quando mio padre se ne è andato, in quei giorni dovevo tenere la testa impegnata dentro qualcosa, per restare integro. Susseguentemente però mi sono imbattuto nella genialità del mio Idolo; Gino De Dominicis, grande artista marchigiano, colui che mi ha fatto appassionare dell’arte contemporanea, ma l’incontro che mi ha letteralmente trascinato dentro questo mondo è stato con il Maestro Alberto Burri, ed è stato ammirando le sue opere che ho sentito il bisogno di rendere anche mio quel metodo, quello stile. È stato proprio da questo incontro che ho cominciato a provare materiali su materiali fino ad incontrare il mio, quello che più mi si addice, quello che più mi appartiene. I miei quadri sono tutti ispirati alla mia prima collezione; “Stop War”, contro la guerra appunto. Infatti in ogni mia opera c’è sempre un proiettile o un’esplosione che sono un po’ la mia firma. Comunque è stato bello lavorare con i miei due “colleghi” di avventura, perché sono persone che stimo profondamente. –

Matteo Giovani

In sostanza, in cosa consiste la tua forma d’arte?

-Io parto sempre da uno sfondo bianco – – ci racconta Matteo – – può essere di carta o anche di legno verniciato. Solitamente immagino il soggetto principale dell’opera in questione e comincio a disegnare. Con pennarelli neri traccio linee ben marcate, come se dovessi delineare dei perimetri, e quasi sempre, aggiungo un tocco di rosso perché quando poi guardo il lavoro alla fine, mi “riempie” di più. Più che altro mi piace disegnare figure femminili. –

Come hai scoperto di aver dentro questo amore, questo bisogno di creare?

-Il bisogno di creare è sempre stato dentro di me, da bambino e da adolescente creavo tanto con le lego, e anche adesso che sono adulto mi esprimo anche con la musica, infatti nel tempo ho prodotto vari album e ho portato la musica in tanti locali, poi, come per magia, circa cinque anni fa, ho iniziato con la creazione delle mie opere, e tutto è iniziato assolutamente per caso. Devi sapere che ho un’attività in proprio, e nei momenti fermi, tra un cliente e l’altro, trovo il modo di scaricare le varie tensioni esprimendomi così. Io sono un eterno irrequieto e il mio cervello è sempre in movimento, alla ricerca di qualcosa. –

Da quanto tempo riesci a tirar fuori le tue opere e, c’è stato un momento particolare che ti ha acceso questa lampadina?

-Come dicevo pocanzi, tutto è successo per caso, ed è iniziato a causa della mia costante ricerca di chissà che cosa, adoro annaspare dentro di me, e quasi sempre quando lo faccio inciampo in qualcosa che poi mi da soddisfazione e mi fa stare bene.-

Cosa ti aspetti da questa mostra?

Con questa mostra spero di farmi apprezzare come artista e spero che il tempo che mi, e ci viene donato da coloro che verranno a godere delle opere, sia quantomeno appagante.

Donaci il tuo stato d’animo…

Ci tengo a dire che collaborare con Alan e Andrea mi fa sentire bene, perché oltre ad essere artisti puri, sono anche due persone straordinarie che è piacevole frequentare. Vi aspetto quindi al “Caffè le Stanze”, alla nostra “Resistenza Artistica”. –   

Andrea Vitali

So che l’idea di questa mostra sostanzialmente è la tua. Come l’hai avuta e perché?

-Cara Marina – – si spiega Andrea – – non sono sicuro di essere il promotore della mostra, o almeno non è stato soltanto il frutto del mio pensiero, ma dell’incontro di diversi pensieri. Una mattina parlando con Alan, poco dopo la chiusura della mostra che facemmo al castello di Poppi, e quindi prima della pandemia, scoprimmo che per entrambi era importante mantener vivo il cammino di “Resistenza Artistica”, e dopo pochi giorni i titolari del “Caffè le Stanze” ci proposero di allestire la mostra presso di loro, per cui era già nell’aria questa mostra, nell’energia delle persone… –

Tre artisti che si fondono in un’unica esposizione, quale ne sarà la positività?

-Credo nell’arte e nella sua totale bellezza e nelle persone che si adoperano per rappresentarla. Siamo tre artisti con sensibilità diverse ma non divergenti, anzi, le nostre creazioni convergono, per la loro maggioranza in assemblaggi e usi differenti dei materiali che le compongono. A dire il vero, sono le tematiche che le uniscono. –

Ti ritengo “Un cavallo di razza” a livello di arte. Cosa ne pensi di questo mio credo?

-Sono lusingato dalla tua considerazione, ma i cavalli di razza sono ben altri, sono i maestri da cui io cerco di ispirarmi, sono: Picasso, De Chirico, Modigliani, Michelangelo, Burri. Io cerco di annaspare nella marea, mentre loro vi navigano. –

Quando crei, in quali mondi t’infili?

-Le mie opere sono frutto della mia fantasia, della poesia che è in circolo dentro di me. Cerco sempre di rappresentare l’umanità, la sofferenza, la gioia raggiunta o ritrovata, sono un “SognAttore” sensibile e riservato, in quello che creo amplifico quello che sono, i miei stati d’animo, e tutto quello che mi circonda. Non cerco consensi unanimi, ma critiche costruttive che mi aiutino a condividere l’esistenza. –

Donami il senso di questa esposizione…

-Rispondo con una citazione di un grande maestro Bertolt Brecht: “Un’opera d’arte non insegna soltanto a guardare nella maniera giusta, cioè a fondo, compiutamente e con piacere il particolare oggetto che raffigura, ma anche altri oggetti. Insegna in assoluto l’arte di osservare”. L’arte ha il potere di rivolgersi a tutti gli uomini perché tutti gli uomini sono in grado di guardare e giudicare un’opera d’arte, perché in tutti è racchiuso un certo senso artistico. –

Che dire; eccoli qua… tre uomini, tre artisti, tre meravigliose entità che ancor prima di ammirarne le opere mi hanno fatto rabbrividire, portandomi, ognuno a suo modo, dentro ai fili intrecciati del loro sentire, all’interno più profondo delle loro anime artistiche, dove vivono, si esprimono e sono!

Grazie, ma grazie davvero ragazzi!

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Marina Martinelli
Marina Martinelli nasce a San Piero in Frassino nel dicembre del 1964. Oggi vive e lavora a Poppi, dove condivide un salone di parrucchieria col marito. Ha due figli che sono la sua vita e la scrittura è la sua più grande passione, infatti ha pubblicato due libri di novelle e tre romanzi. A primavera uscirà il suo sesto romanzo che sarà macchiato di giallo. Da anni collabora con la rivista casentinese CasentinoPiù.