SEL Casentino: il nostro NO al referendum

La campagna elettorale impazza. Ci sembra il termine più adeguato per indicare un clima che proprio non ci piace. La Costituzione dovrebbe essere un oggetto gestito con la massima condivisione e trasversalità perché determina le basi della convivenza democratica di una società nel suo complesso. Purtroppo questo referendum è diventato un tutti contro tutti in cui il tema “costituzione” è messo in ombra da tutta una serie di argomenti e tematiche che dovrebbero essere affrontate in altri modi ed in altri contesti.

Ma di questa situazione caotica il primo responsabile è proprio il governo ed il suo presidente. Che, come sua abitudine, ha trasformato il tutto nel pericoloso e fuorviante motto “chi non è con me è contro di me”
E noi siam contro di lui, contro le sue scelte governative, contro la sua politica dei “bonus” (espressione di una cultura da elemosiniere da vecchia DC, ma senza nemmeno quella cultura popolare che almeno parte della vecchia DC aveva), contro i suoi ammiccamenti ai poteri forti, contro le sue battaglie per la delegittimazione dei sindacati, contro le sue politiche di tagli alla sanità, con conseguente subdola progressiva privatizzazione, contro la sua visione della scuola come un’impresa gestita da manager in funzione solo del lavoro e non della formazione di cittadini consapevoli.
Ci sarebbe piaciuto discutere dell’argomento specifico, delle modifiche costituzionali, magari avere la possibilità di giudicare le singole modifiche, in modo da poter dire che cosa condividiamo e che cosa no. Questo non ci è stato dato.
Il pacchetto completo da prendere o lasciare è per noi indigeribile. Non crediamo alle catastrofi. Siamo convinti che gli italiani abbiano gli antidoti per reagire positivamente ad ogni risultato del referendum.
Ma oggi sentiamo il dovere di dire no sia ad un metodo, sia al contenuto della riforma, nonostante le cattive compagnie che il no ci costringe ad avere vicino!
Luca Tafi, SEL Casentino