Sgarbi riceve il premio Casentino: “Lo dedico a mio padre!”

Sgarbi con l'ultimo numero della rivista Casentino Più

Non lo trattengono il caldo, né la stanchezza del viaggio. Vittorio Sgarbi irrompe spumeggiante e con un pizzico di irriverenza in un Premio Casentino 2017 che arriva alla sua 42esima edizione sempre ricco di personalità e spunti interessanti. Senza freni inibitori, sale sul palco per ricevere il premio d’onore per la Critica d’arte e afferma: «Io qui non ci volevo neanche venire!». Dal tono sarcastico, scherzoso e spesso provocatorio, che caratterizza ormai il personaggio, il Professore mantiene costante il suo intervento dai toni disinvolti e non perde occasione per strappare qualche risata al pubblico. Trasportando la platea in un comizio che oltrepassa il contesto cerimoniale, punta subito il dito contro Marino Biondi, Professore di Storia della critica e della storiografia letteraria presso l’Università di Firenze. Nella circostanza, membro sia della giuria del Premio Casentino che del Premio Viareggio di quest’anno. E colpevole, a suo avviso, di non aver portato tra i finalisti del concorso viareggino, il libro del padre Giuseppe, di 96 anni, Lei mi parla ancora (dedicato alla moglie, nonché madre di Vittorio). Muovendogli, naturalmente, una critica “affettuosa” e amichevole, coglie l’opportunità, lui stesso, per dedicare al genitore il premio che ha appena ricevuto.

La cerimonia, che aveva preso avvio con la Santa Messa presso la Badia di San Fedele alle ore 9.00, ha visto in successione l’assegnazione dei vari premi, fino alle ore 14. Letture di testi e poesie hanno accompagnato la consegna dei riconoscimenti ai vincitori delle sezioni letterarie, interventi e domande hanno arricchito i contributi dei premiati nelle categorie d’onore. Un coinvolgente Tommaso Cerno (direttore della rivista L’Espresso – Premio d’onore per il Giornalismo) ha saputo spaziare nel mondo professionale di oggi, ragionando sul rapporto tra giornalismo e politica, sul valore dell’informazione nella società contemporanea. Francesco D’Episcopo (docente di Filologia moderna della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” – Premio d’onore per la Critica letteraria) ha invece rievocato Francesco Petrarca e la “bellezza” delle connessioni culturali e artistiche che caratterizzavano la vita di molti governanti e signori del periodo che amavano contornarsi di artisti e opere di valore, al contrario dei politici odierni. Tra i tanti, ha ricevuto il premio d’onore anche il ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda (Premio per l’Economia), che non ha potuto partecipare alla premiazione; Eugenio Giani, Presidente del Consiglio regionale della Toscana, che riceve invece quello per l’Attività Culturale.

Al termine delle celebrazioni, Sgarbi si è dedicato a uno spassionato giro per il paesino di Poppi e dintorni; tra chiese, castelli e dipinti vari, ha potuto apprezzare la tela di Lorenzo Lippi “I tre Santi”, da pochi mesi ricollocata nell’oratorio della Madonna contro il Morbo (https://www.casentinopiu.it/poppi-tela-di-lorenzo-lippi-ricollocata-nelloratorio-della-madonna-contro-il-morbo/). In tutto questo, non poteva mancare di certo un’occasione di ristoro. Con un invitante banchetto presso la fattoria Poggio Dante. Momento che ha dedicato agli invitati, ad alcune domande di curiosi e giornalisti e nel quale ha lasciato intendere, insieme al consigliere di Poppi Enrico Lettig (che ha seguito e organizzato l’intera giornata del Professore) e all’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli, la possibilità di creare un progetto valido e meritevole per il territorio del Casentino. Finito il pranzo e salutati i convitati, di nuovo in macchina, di nuovo in viaggio… ma passando prima per i castelli di Porciano e Romena.

A seguire riportiamo, quasi integralmente, il comunicato stampa di Enrico Lettig sulla giornata di ieri:

La volontà di esserci [da parte di Vittorio Sgarbi], nonostante un viaggio che lo ha portato in due giorni dalla Sicilia alla Sardegna, vale un attestato di stima.

I suoi occhi sono quelli di sempre, curiosi come fosse una prima volta. Affascinati da quell’Abbazia (la Badia di San Fedele) con i suoi magnifici tesori che sono per Lui come un museo; pieni di apprezzamento per quella tela di Lorenzo Lippi, “I tre Santi”, recentemente restaurata e ricollocata nell’Oratorio della Madonna del Morbo che ha voluto fortemente visitare. Poi il paesaggio del Casentino, visto da ogni angolatura; il saluto all’amico “Pasticcio”; la disponibilità per tutti ad una stretta di mano, un abbraccio, una foto. Impossibile contenerlo.

Il Casentino acquista da oggi, a tutti gli effetti, Vittorio Sgarbi come cittadino onorario. La sua presenza arricchisce un territorio che egli conosce perfettamente ed al quale può dare quanto ricevere.

Idee e progetti da mettere in campo non mancano. Arriveranno! Perché nella lunga giornata Casentinese di Sgarbi, è anche di questo che si è parlato.

L’ambizione sta oggi nel tradurre ogni sforzo in un sistema economico capace di generare ricchezza, promuovendo quelle risorse di cui il nostro territorio è ricco: arte, sapori, paesaggio. In un due parole, cultura e “Bellezza”.

Vittorio Sgarbi è un valido e capace alleato della “Bellezza”, non vi è pertanto motivo di avere timori. L’unione di questi due fattori sarà una garanzia di successo.

 

Enrico Lettig