Speciale Referendum: il comitato pro-fusione risponde ai sostenitori del “No”

Riceviamo e pubblichiamo il testo con cui il comitato a favore della fusione tra Bibbiena Ortignano-Raggiolo e Chiusi della Verna risponde ai sostenitori del “No” (intervenuti con un comunicato pubblicato in data 11 ottobre 2017 su questo sito):

(La D corrisponde alla domanda che si pone il comitato per il “No” e la R alla risposta dei pro-fusione, ndr)

“1) 23.000.000 DI € PER IL NOSTRO TERRITORIO
D. Ci domandiamo da dove provengono?”

R. Molto semplice e anche molto chiaro: sono LEGGI.

Come potete vedere dalla tabella (studio di fattibilità fornito da ANCI Toscana fonte Ministero dell’Interno) si può facilmente intuire che ai sostenitori del “NO” i conti non tornano perché, non hanno per prima cosa aggiunto la premialità regionale che spetta ai comuni che supereranno i 15.000 abitanti (L.R. 68/2011) e per seconda cosa i molteplici criteri di calcolo usati per l’assegnazione dei contributi statali (numero di comuni, numero di dipendenti, popolazione, kmq di territorio, volume spese correnti). Ricordiamo anche che con l’ultimo decreto Minniti i contributi statali sono stati portati al 50% dei trasferimenti erariali per l’anno 2010. Comunque, parlare di € 16.750.000 come fossero un’elemosina ci sembra ridicolo visto anche quanto stanno spendendo attualmente sul loro territorio gli attuali comuni.

“2) +240% DI INVESTIMENTI PER CHIUSI DELLA VERNA
D. Rispetto a cosa? Con quali riferimenti?”

R. Rispetto alla media degli investimenti realizzati dal comune di Chiusi della Verna nell’ultimo triennio. (dati fonte Ministero dell’Interno: 2013-2014-2015)

“3) REALIZZAZIONE DEL NUOVO PLESSO SCOLASTICO A CHIUSI DELLA VERNA
D. Nuovo plesso scolastico di Chiusi della Verna, E’ NECESSARIO? “

“4) RECUPERO DELL’AREA EX SCUOLA DI CHIUSI DELLA VERNA per la creazione di un centro polifunzionale e di aggregazione anziani

R. Questi due punti possono essere accorpati in uno visto che nella nuova struttura polifunzionale, ecocompatibile e speriamo autonoma per quanto riguarda elettricità e riscaldamento, possono essere previste più opzioni di utilizzo che, come dicono i sostenitori del “NO”, possono permettere di portare lì molti servizi e pensare, vista la vastità dell’area, anche agli anziani e a nuove aule scolastiche all’avanguardia. L’attuale struttura scolastica conforme a tutte le norme di sicurezza, antisismica e soprattutto perché inserita in un ambiente naturalistico deve tornare alla sua originaria destinazione d’uso di ostello con il ripristino del fu centro visita parco nazionale con annesso ufficio informazione turistica.
“5) RIQUALIFICAZIONE DELLA STAZIONE DI CORSALONE e del collegamento pedonale con il paese

R. Crediamo che sia arrivato il momento che l’area ex-Sacci debba far parte di un solo comune che potrà, cosi sì, essere riqualificata visto che un solo amministratore non potrà litigare con se stesso e accampare scuse di sorta accusando l’altro o viceversa. Noi crediamo che, rimanendo così le cose, gli amministratori di due comuni non troveranno mai quello spirito di collaborazione né tanto meno le risorse per tale progetto di recupero. Forse è proprio perché non conosciamo i confini tra il Corsalone e Bibbiena, da sempre sinergici l’un l’altro, che vogliamo la fusione ed eliminare una barriera fittizia che non ha senso di esistere. La bontà di questo progetto non ha bisogno di ulteriori spiegazioni. Sarebbe bene bonificare anche la zona tra la ferrovia e la s.r. 71 all’altezza di Fontechiara occupata da un’ampia distesa di materiale non più utilizzabile (ex Stimet) che si trova per intero nel comune di Chiusi della Verna (ci dispiace per voi questa volta Bibbiena non c’entra niente!).

“6) NUOVE ASFALTATURE E RIQUALIFICAZIONE DELL’ILLUMINAZIONE PUBBLICA DELLE FRAZIONI

R. Nuove tecnologie sia per asfalti che illuminazione, che porteranno un miglioramento delle strade e un risparmio in termini di consumo elettrico. Credete che sia peggiorativo? In quanto alle strade bianche crediamo sia il momento di asfaltare non solo la via di Campi tra Corsalone e Ponte Rosso ma anche quella, questa sì rilevante, tra località Lappola e Sarna che si trova interamente nel comune di Chiusi della Verna.

“7) RISTRUTTURAZIONE DEL CENTRO STORICO DI CHIUSI DELLA VERNA

R. Anche in questo caso ci sembra chiara la bontà dell’opera che dovrà prevedere anche il recupero e la valorizzazione dell’area comprendente i ruderi del Castello, la Podesteria, la Roccia di Adamo e la Chiesa di S. Michele che al momento versano in stato di abbandono. Per quanto riguarda la Vallesanta, come detto nelle assemblee, è prevista innanzitutto l’apertura a Corezzo di uno Sportello Polifunzionale al Cittadino un paio di giorni a settimana (anche a Raggiolo e Serravalle) e come per Compito, La Rocca, Vezzano, Dama, Casenuove, Croce di Sarna, Lappola ecc., e tutte le località del nuovo territorio comunale, se veniste alle nostre assemblee sapreste quali sono i nostri auspici:
• Incentivi per la ristrutturazione di abitazioni nei centri storici in via di spopolamento;
• Incentivi per l’apertura di nuove attività imprenditoriali giovanili;
• Incentivi per il commercio e l’artigianato;
• Incentivi per nuove tecnologie a cittadini e imprese (internet veloce anche nelle zone più disagiate e limitrofe);
• Incentivi per la promozione di attività turistiche (agriturismi, bad & breakfast, ecc.);
• Nuove linee di trasporto pubblico locale in collaborazione con i gestori il servizio;
• Servizi sociali ad anziani e disabili (assistenza domiciliare, trasporti sociali, ecc.);
• Servizi di aggregazione, orientamento e formazione per i giovani;
• Progetti di riqualificazione degli itinerari turistici e percorsi naturalistici su tutto il territorio.

In quanto ai progetti e finanziamenti già in corso nel comune di Chiusi della Verna, questi saranno ereditati e portati avanti anche dal nuovo comune a cui non è preclusa la partecipazione a questi bandi potendosi anzi permettere anche funzionari tecnici preparati allo scopo. Per ciò che riguarda la legge sui piccoli comuni (quelli con meno di 5.000 abitanti), arriveranno circa € 3.000 all’anno per sette anni, una cifra irrisoria per il rilancio del nostro territorio. Precisiamo che ad oggi il GAL non ha ancora redatto la graduatoria con le misure per i contributi, quindi al momento ci risulta difficile che ci possano essere comuni con già dei progetti finanziati da questo ente.

D. “INOLTRE COME E’ POSSIBILE CHE UN COMITATO CITTADINO POSSA SVOLGERE IL RUOLO POLITICO PER PORTARE AVANTI UN PROGRAMMA ELETTORALE. COME RIESCONO A SAPERE CHI NEL CASO DI FUSIONE AMMISTRERA’ IL NUOVO COMUNE? CI DOVRANNO ESSERE EVENTUALI ELEZIONI “DEMOCRATICHE”.

R. Il comitato per il “SI” ha il ruolo di INFORMARE i cittadini sull’opportunità enorme che questa fusione rappresenta per il nostro territorio. Gli amministratori futuri, che infatti non sappiamo chi saranno, potranno avere anche un’altra visione sugli investimenti da fare (le nostre sono idee di ciò che potrebbe essere realizzato in futuro) ma non potranno accampare alibi sulla mancanza di risorse disponibili. Non spariamo bufale come invece qualcuno sta facendo. Non abbiamo un ruolo politico ma di semplici promotori di una CONSULTAZIONE DEMOCRATICA che è il referendum, e che qualcuno ha impedito di fare per oltre due anni. Notiamo come il comitato “APOLITICO” per il “NO” abbia particolarmente a cuore solo la nostra proposta di fusione dimenticandosi di chiamare in causa anche l’amministrazione di Chiusi della Verna che ha a sua volta deliberato una proposta di fusione con i comuni di Chitignano e Castel Focognano. (Deliberazione del Consiglio Comunale di Chiusi della Verna N.1 del 10-01-2016).
Sarà, ma a noi sorge più di un dubbio!

Ci aspettiamo che i componenti di detto comitato dimostrino senso di responsabilità organizzando incontri pubblici con la cittadinanza, mettendoci la faccia come facciamo noi e perché no incontrandoci magari in un dibattito pubblico al fine di meglio chiarire le idee ai nostri concittadini.

Comitato Spontaneo di Cittadini per la fusione dei comuni di Bibbiena, Chiusi della Verna e Ortignano Raggiolo.