Treno del Casentino, la logica perversa di LFI: lamentele e consigli

Tre questioni che pretendono risposte (di C.B.)
Negli ultimi tempi sono molte le segnalazioni che arrivano in redazione relative al treno del Casentino. Molte sono lamentele per i continui ritardi, ma, ultimamente, stanno giungendo anche consigli e idee per migliorare il servizio. Quindi, in un’ottica di collaborazione tre utente ed erogatore del servizio e non per il gusto puro e semplice della critica gratuita, le riassumiamo qui di seguito nella speranza (vana?) che chi di dovere ci legga e ne faccia tesoro per il futuro.
La questione ritardi è ormai endemica in Italia e il Casentino, purtroppo, non fa eccezione. Sulla questione, oltreché segnalarla, altro non possiamo fare. Su altri aspetti, invece, con l’aiuto dei nostri lettori, ci sentiamo di dare qualche consiglio:
1. Informazione: troppo spesso accade che scioperi improvvisi, lavori sulla linea o cambi di orario creino disagi ai passeggeri che non sono adeguatamente informati. Un piccolo foglietto in stazione non è sufficiente. Creare una mailing list di tutti i rivenditori di biglietti sarebbe un buon modo per informare tempestivamente l’utente (e anche piuttosto semplice…).
2. Tecnologia: nei terni di nuova concezione (Elfo, ViValto), nel corridoio centrale c’è un bellissimo display che, a caratteri cubitali ci dice l’ora (la sapevamo già), la temperatura (grazie, ma poco ci interessa), la velocità del treno (va be’…). L’unica cosa che ci interesserebbe sapere, e cioè in quale stazione stiamo arrivando e in quale stazione siamo, il tecnologico display non lo dice. E badate bene che a un turista, soprattutto di sera, con il brutto tempo, che è impossibile leggere all’esterno dove ci si trova, farebbe davvero comodo. Capita sovente, infatti, che il malcapitato di turno non si accorga che è arrivato a destinazione ed è costretto a scendere alla stazione successiva con, immaginiamo, infiniti disagi.
3. Orari: ci piacerebbe conoscere la logica perversa con cui, chi ha sviluppato l’orario del treno del Casentino, ha previsto che il treno che parte da Stia alle 6.17 e arriva ad Arezzo alle 7.26, perda la coincidenza con il Frecciarossa per Roma per, udite udite, 1 solo minuto! Il Frecciarossa per Roma, infatti, parte da Arezzo alle 7.25! Sarebbe bastato partire qualche minuto prima da Stia, o saltare una stazione minore, che gli utenti casentinesi sarebbero potuti partire per Roma tranquillamente. Per altro, proprio il 15 gennaio scorso, in un vertice al Castello di Poppi in cui erano presenti assessori regionali e i sindaci del Casentino, si è parlato di turismo e mobilità sostenibile. Ecco, proprio in quest’ottica, costringere l’utente casentinese che vuole andare a Roma a prendere la macchina fino ad Arezzo non ci sembra un esempio di sostenibilità…
Insomma, tre semplici consigli che, a nostro avviso, dovrebbero essere presi in considerazione. Lfi (o Tft per la precisione) se ci sei batti un colpo!