Tutto il mondo è paese: una casentinese a New York!

Di Eleonora Magnanelli

Hello casentinesi,

avete presente il detto: “Tutto il mondo è paese”? Ecco, oggi più che mai questo mi sembra il più veritiero di tutti i detti. Ci ho riflettuto perché la domanda che viene posta più spesso nelle ultime settimane è: ma in America la situazione com’è?

La risposta è sempre la stessa: come da voi. Possiamo infatti essere su continenti diversi, ma in questo momento il mondo è davvero “paese”: il Covid-19, o come lo chiama il presidente Donald Trump il nemico invisibile, ha cambiato anche le vite quotidiane degli americani. Stiamo tutti a casa, non ci si abbraccia, non ci stringe le mani. Facciamo la per entrare al supermercato, abbiamo mascherine e guanti e l’umore è quello che è.

Quando avevo iniziato a scrivere questo articolo definivo la situazione come tranquilla: era inizio marzo. Voi avevate l’ordine di stare nelle vostre case, il governo aveva già fatto passi importanti in quello che noi qui definiamo “social distancing”. Noi al contrario ancora uscivamo, lavoravamo, prendevamo i mezzi pubblici.  Eppure sotto sotto – specialmente noi italiani –  già avevamo fatto i conti con la realtà: il vostro presente era il nostro futuro.  Non era una questione di se il virus fosse arrivato ma quando.

La mia quarantena è ufficialmente iniziata poi il sabato 14 marzo, l’avviso di stare a casa è invece arrivato il lunedì successivo. Non un ordine  in verità, più un consiglio e un suggerimento per il bene comune.

Nessun emendamento del governo, nessuna autocertificazione, niente multe o controlli a tappeto per noi. Solo la richiesta di stare lontani gli uni dagli altri almeno 6 feet, di uscire solo per fare la spesa o sport (ma niente sport a squadra) e lavorare da casa per chi avesse potuto. (6 milioni di persone, in tutti gli Stati Uniti, chiaramente non possono purtroppo, visto che hanno richiesto la disoccupazione in nemmeno una settimana).

I bar e le discoteche sono stati i primi luoghi a chiudere. Dopo una settimana sono stati fatti chiudere tutti i negozi non considerati essenziali, come barbieri, estetisti, centri commerciali e correlati. Tra questi anche i negozi di armi – più o meno per due settimane – fino a quando il governo federale, stretto dal pressing delle cause legale arrivate dalle lobby delle armi, li ha riconosciuti essenziali e i governatori dei vari stati hanno ricominciato piano, ognuno con i suoi tempi, a riaprili.  Anche questa è America.

Quello che non sembra America invece è vedere New York City deserta.

Chi tra di voi ha avuto la fortuna di visitare questa pazza e magnifica città farebbe difficoltà a riconoscerla. Chi l’ha vissuta sa che specialmente l’isola di Manhattan è un vero e proprio cuore pulsante. Le sue arterie le avenue all’ora di punta della sera con le sue code rosse di fanali, la sua linfa vitale i grandi schermi accessi giorno e notte di Time Square.

Nemmeno l’11 settembre o l’uragano Sandy nel 2011 erano riusciti a fermare e abbassare il volume della città che non dorme mai.

Le luci no però: quelle non si sono spente. Sono ancora lì a scintillare per i passanti che non ci sono. A ricordarci che prima o poi torneremo ad uscire e a fare parte di quell’oceano di gente (8 milioni di abitanti) che è NYC.

Eppure ci consoliamo con la consapevolezza che anche a chilometri di distanza siamo in questo momento difficoltà tutti insieme: e insieme si può superare qualsiasi cosa!

 E visto che abbiamo tutti un po’ più di tempo a disposizione:

  1. A questo link potete vedere in tempo reale Time Square e altre iconiche locations di NYC.
  2. Per mettervi di buon umore e iniziare già a immaginare il vostro prossimo viaggio a New York potete invece affidarvi a Kiara (@kiariladyboss Instagram) – un’imprenditrice italiana a NYC – godendovi le migliori foto sul sito della sua agenzia NewYorkCity4all a questo link .
  3. Se avete invece voglia di camminare tra i cinque quartieri di Manhattan vi lascio al duo italiano più forte della città, formato dal mio caro amico Dario Viti (@dariovitinyc) e l’ormai famoso Piero Armenti de Il mio viaggio a New York. I loro bellissimi video sono su YouTube qui.
Foto di @Kiariladyboss | Newyorkcity4all