Un grande successo per la prima edizione dello “Gnamo Festival”

Di Alberto Marioni

Nel dialetto Casentinese, “Gnamo” significa “andiamo”. Andiamo a far vedere a tutti che ci siamo anche noi. E’ un’esortazione simile all’inglese “let’s go”, che si addice perfettamente ai ragazzi della nostra vallata, che spesso non hanno la possibilità materiale di manifestare lo spirito d’iniziativa ed il talento che li contraddistinguono.

Stavolta non c’è stato spazio per i rimpianti: lo “Gnamo Festival” dello scorso 14 Settembre è stato un successo, che ha permesso al Palagio Fiorentino di Stia di essere un teatro dove musica, cultura ed entusiasmo hanno dato vita ad uno splendido spettacolo. La buona riuscita dell’evento è un fatto sorprendente se si considera che è stato ideato ed organizzato nel giro di appena un mese, ma la sinergia tra numerosi ragazzi (tra cui Filippo  Colongo, Beatrice Brami, Luca Panoni, Lapo Rossi, Erika Goretti e Arianna Benini, Nicola Vangelisti), la curatrice della mostra Federica Del Grazia l’associazione Turistica Pro Stia, il Sindaco di Pratovecchio Stia Nicolò Caleri ed il consigliere comunale Luca Grisolini ha prodotto un risultato straordinario.
Le parole di Grisolini sull’iniziativa confermano quanto detto: “L’amministrazione comunale è rimasta molto soddisfatta di come si è sviluppato l’evento, perché la nostra idea era quella di mettere alla prova i giovani affidando loro la totalità dell’organizzazione dello “Gnamo”. Ci aspettiamo per l’anno prossimo di costruire qualcosa di più grande che vada sempre nella stessa direzione, valorizzando la nostra gioventù e dando vita ad altri progetti legati al Casentino”.
Il Festival ha avuto la caratteristica di essere polivalente, lasciando spazio a forme eterogenee di creatività. Per quanto riguarda le varie espressioni artistiche, la Limonaia del Palagio è stata sede espositiva di tantissime opere di numerosi under 40 residenti nel territorio e nel resto della provincia di Arezzo, comprendendo lavori di scultura, pittura, fumetti, moda e cinematografia: gli autori presenti sono stati Licia Baldini, Sara Brezzi, Gherardo “Fiskio” Cappucci, Manuel e Giuseppe Gabrielli, Matteo Mozzanti, Jacopo Naccarato, Ylenia Orlandi, Samuele Portera, Silvia Rossi e Sara Senesi.
Il Padiglione delle Terme, invece, nel pomeriggio ha assunto il ruolo di vero e proprio laboratorio, con il collettivo de i “Cani mangia colla” che ha realizzato una serie di creazioni inerenti al cambiamento climatico: in particolare un murales su MDF di 170×170 che ha comportato ben 8 ore di lavoro.
Dalle ore 19 il clima di festa è divenuto travolgente, in quanto gli organizzatori hanno dato avvio al concerto.
Si sono alternati sul palco alcuni gruppi estremamente validi: ad aprire le danze sono stati i VAM, una band composta da quattro ragazzi bibbienesi nati nel 2000, che hanno suonato alcune cover di famosi brani punk, rock ed indie.
Successivamente è stato il turno dei MAKI, che hanno dato inizio da poco tempo alla loro avventura musicale: le loro canzoni si ispirano a quelle dei grandi cantautori italiani in una versione innovativa, in cui il classico ed il moderno si fondono perfettamente.
A seguire, il pubblico è stato inebriato dall’entusiasmo contagioso dei Sexypenta e del loro frontman Luca Cinquanta, che con il suo “rock agricolo” goliardico e coinvolgente ha fatto cantare a squarciagola un paio di generazioni di abitanti del Casentino e non solo. Il “Penta” ha poi lasciato tra gli applausi la scena ai “Calimani”, folk/pop band Aretina che ha presentato il suo album “Calimani fantastici e dove trovarli”, nel quale vengono affrontate le tematiche della quotidianità con leggerezza ed ironia. Il complesso che si è esibito più tardi proviene da Prato e si chiama “Maree”, ed ha proposto un rock aggressivo ed impattante, capace di graffiare l’emotività di chi ascolta.
Gli ultimi ospiti sono stati veri e propri artisti di fama nazionale, ossia  Edda, ex cantante dei ritmo tribale che è tornato alla ribalta iniziando una seconda vita da solista, e la coppia formata da Paolo Benvegnu’ e Marco Parente, che hanno presentato l’esclusivo tour “Lettere al mondo- un agguato a colpi di grazie”.
L’evento è stato concluso da Silviu Spiridon, con lo pseudonimo di Dj Silviu Ionut, che sotto le note della sua musica Goa Trance ha accompagnato il Palagio al degno epilogo di una splendida serata.
Lo “Gnamo Festival” è l’ennesima conferma del fatto che i giovani Casentinesi hanno coraggio. Tale forza d’animo è dimostrata dal carisma, dalla creatività e dall’attaccamento al territorio che in ogni occasione utile non manca, e lascia attonito chi non crede nel potenziale della nostra vallata. Chi è passato da Stia lo scorso Sabato ha potuto toccare con mano lo spirito di squadra degli organizzatori, che montavano luci, disegnavano e coloravano scatole decorative di cartone, attaccavano quadri salendo su improbabili scalei, e soprattutto mantenevano sempre il sorriso stampato sulle labbra. L’euforia è stato il motore dell’iniziativa: si è respirato aria fresca, pulita, aria che fa bene. Che fa apprezzare ancor più un territorio che spesso è bistrattato, criticato, offeso, ma non da chi era presente a suonare, a mostrare il suo lato artistico o a cantare sotto al palco: noi siamo innamorati, e adoriamo dimostrarlo.
Ci auguriamo che il Festival possa essere riproposto anche nei prossimi anni, per stupire ancora.
Non fate scherzi, suvvia. Anzi… ‘gnamo!