Un pensiero ogni tanto: “Un ammasso di macerie”

Foto di Claudio Barolo

Un ammasso di macerie

Sono qui, davanti alle macerie.

L’enorme Caterpillar, sta abbattendo quel qualcosa,

che quando sono venuta al mondo già c’era.

La macchina col suo braccio giallo e potente sta abbattendo di tutto;

pareti, finestre e porte, e calce,

intrisi di vita e densi del respiro di tante persone.

Un getto insistente di acqua, cerca di far cessare la polvere,

ma è dura metterla a tacere, quella nuvola grigia

e a tratti biancastra.

Per alcuni attimi ho temuto per l’uomo all’interno della sua piccola gabbia,

intento a manovrare le leve del grande mostro di ferro, color giallo vivo,

perché, ciò che cade e cade, pare che possa cadere anche su lui, guardato dalla mia prospettiva.

uomini e donne che, in piedi nel grande piazzale adiacente,

ammirano lo scempio,

ed un bambino con i suoi occhi grandi, osserva e teme,

cercando di capire cosa sta succedendo. Chissà di quale risposta si sazi.

Tutto ciò che appare in questi frangenti è devastazione,

che sarà ripagata da qualcosa di nuovo, di bello,

qualcosa che mirerà anche alla cultura, per tutti coloro che potranno goderne.

È una sorta di legge, come un vecchio che chiude le porte alla vita,

per lasciare il suo passo ad un bimbo.

Così tutto va…

Mentre il gigante giallo continua imperterrito a compiere il suo lavoro,

e noi restiamo spettatori di dolorose macerie

che cederanno il loro spazio, a qualcosa di nuovo,

anche se oggi, qui, è difficile immaginarlo.