Una Croce per il Casentino

La spedizione dei volontari sul Monte Tramignone per installare la Croce

Inaugurazione al Tramignone domenica 13 agosto

Il 13 agosto del 1950 sul Monte Tramignone, fra Badia Prataglia e l’Eremo di Camaldoli, fu inaugurata, dalle autorità ecclesiastiche e dall’On. Amintore Fanfani, una grande Croce di legno a protezione dei boschi e dei territori dell’Alto Casentino.
Quella era l’epoca sia dei “rimboschimenti” delle parti brulle dell’alto Casentino, sia dei cosiddetti “piantinai” per produrre alberi che sarebbero poi serviti per tali attività nel corso del tempo.
Erano iniziative previste dai “Piani Fanfani” in Casentino nell’immediato dopo guerra, utili per promuoverne lo sviluppo e la ripresa economica dopo la tragedia della guerra.
Nel tempo la Croce fu gravemente danneggiata dai fulmini, tanto da essere completamente abbattuta. Ne fu rimessa una nuova che fu nuovamente folgorata e distrutta, rimanendo solo la fossa di fondazione e la targa commemorativa.
Gli abitanti della zona di Serravalle, sotto il Monte Tramignone, non si sono mai rassegnati a questa perdita, per cui già dal 1986 iniziarono le escursioni ed i rilievi sul posto per progettare una nuova Croce, questa volta metallica, del tipo di quella del Pratomagno.


L’idea era quella di realizzare una croce in ferro a traliccio con una altezza totale di circa 21 metri e larga di 2,00 metri, con una scala interna per poter arrivare fino al braccio orizzontale di circa 10 metri.
Vennero fatte le indagini geologiche, i calcoli strutturali ed una progettazione completa di calcoli e disegni. Ne venne formulato anche il costo e la fattibilità con il contributo di volontari per determinate opere.
Nonostante il notevole impegno di diverse persone per realizzare un’opera metallica permanente, non è stato possibile vincere gli ostacoli burocratici per posare la Croce così progettata.
Ancora una volta si è dimostrato, a questo mondo, che il buon senso non riesce ad avere la meglio sulla burocrazia utile solo a se stessa. Sebbene l’ innegabile importanza religiosa dell’opera, la burocrazia cieca e sorda degli uomini ignavi ha vietato, con nessuna motivazione logica, che si potesse elevare verso il cielo dell’Alto Casentino la Croce così concepita!
Constatata l’impossibilità di erigere il manufatto metallico, fu allora deciso di realizzarlo in legno. E così, finalmente, il 17 giugno scorso 6 volontari dell’Alto Casentino (Luciano Parri, Luciano…, Claudio…, Macche, Paolo…. , uno di Pian del ponte) accompagnati da un giornalista di Casentino Più (Eugenio Milizia), hanno trasportato ed installato la Croce sul Monte Tramignone.
Il 13 agosto 2017 effettuerà la benedizione di questa croce (ore 10,30) il padre camaldolese Don Ugo, da sempre molto legato alla comunità di Serravalle. E’ prevista la partecipazione del Presidente del Parco, l’Assessore regionale Vincenzo Ceccarelli, un rappresentante della Forestale, nonché Giuseppe Fanfani, il nipote di Amintore Giuseppe Fanfani.

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Eugenio Milizia
Eugenio Milizia è nato a Serravalle di Bibbiena nel 1948, dopo la seconda elementare è emigrato con la famiglia a Roma. Qui ha studiato e lavorato fino al 2000. Si è laureato presso l’Università La Sapienza in Ingegneria, specializzato in “Informatica industriale – Safeware”. È stato Dirigente delle Ferrovie dello Stato fino al 1993, dirigendone il settore Ricerca & Sviluppo e avviando importanti progetti computerizzati per le Stazioni e per le linee Alta Velocità. Poi come consulente ha lavorato nell’industria ferroviaria ALSTOM a Bologna fino al 2010, contribuendo alla costruzione delle linee AV Roma-Napoli e Bologna-Firenze. Ha avuto incarichi di formazione professionale, scrivendo tre testi di grande diffusione nel ferroviario: “Elettronica Digitale e Microprocessori”, “Dizionario ferroviario” e “Progetti di Impianti ferroviari” (in uso nelle Facoltà di Ingegneria). Dal 2010 è in pensione ed è tornato ad abitare nella casa natale di Serravalle. Qui in Casentino da scrittore tecnico si è trasformato in scrittore di brevi racconti, di saggi e romanzi, fra i quali “I volontari ospedalieri di AR” e “Il Castello di Poppi s’è bruciato…”. È Giornalista pubblicista, ha collaborato con Casentino 2000 e dal 2015 collabora con Casentino Più.