Una lettera di ringraziamento ai carabinieri di Bibbiena

Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera giunta in redazione

Gentile Direttore,

le scrivo per raccontarle una piccola disavventura che ci è occorsa e che, però, si è risolta felicemente.
Ieri mattina (26.09.2021) io, mia figlia Silvia e mia nipote Nadia di due anni stavamo percorrendo la E45 provenienti da Arezzo e diretti alla Verna. Dentro alla galleria, in prossimità della Madonnuccia, l’auto si è improvvisamente ed inaspettatamente fermata. Premetto che io soffro di claustrofobia ed in quel tratto – pur essendo in superstrada – si scorreva in un’unica corsia. Io ho detto (non per far ridere chi mi conosce, ma perché lo penso veramente): “Non voglio morire così giovane!”. Ebbene, per i credenti ognuno ha un angelo custode; per gli antichi romani gli angeli erano due, ma noi stamani ne abbiamo incontrati addirittura sei! Dopo non molto tempo che eravamo chiusi in macchina, e dopo aver fatto varie telefonate, un’auto ci si è affiancata e si è fermata. Si è quindi avvicinato un giovane uomo che dopo averci tranquillizzato ci ha aiutato in ogni modo, con una semplicità e sensibilità rare, a risolvere la situazione.
Ad aiutarci è stato un carabiniere della Stazione di Bibbiena in abiti civili, Luca Pagliaro, e un suo amico, Franco Casali, che ci hanno subito rincuorato e, nonostante il pericolo, hanno spinto, aiutati dalle loro compagne, la macchina fuori dalla galleria. Al loro arrivo è seguito quello di una pattuglia della polizia di Sansepolcro che ha aiutato loro e noi a rimetterci in strada.
La concitazione è stata tanta, ma, il motivo che mi ha spinto a prendere carta e penna e a scrivere di getto questi pensieri sono stati la dimostrazione di solidarietà, la sensibilità e la disponibilità che queste persone, per noi perfetti sconosciuti, ci hanno dimostrato.
Grazie di cuore
Maddalena, Silvia e Nadia