Una semplice domanda a proposito del cementificio di Rassina

Di Fausto Tenti

Scartabellando nel mio archivio, ho trovato un vecchio comunicato dell’agosto del 2010 con il quale ponevo una serie di domande sulle modalità di funzionamento e soprattutto di controllo dell’impianto d’incenerimento (coincenerimento-cementificio) COLACEM di Castel Focognano (Arezzo). Nel constatare che – naturalmente, come sempre – nessuna delle “entità” giuridiche interpellate a suo tempo si è presa la briga di fornirmi una benchè minima risposta ed essendo passati 7 (sette) anni, ho perso ormai ogni speranza di essere esaudito…

Sono però ottimista di natura, quindi voglio provare ora a fare un’altra domanda, questa volta molto facile e direttamente alla direzione dello stabilimento, che presumo non avrà problema alcuno a rispondere. Il cementificio, che ha la primaria funzione di produrre clinker, per fare ciò gestisce e tratta – con ovvia autorizzazione formale – anche un’enorme quantità e tipologie di rifiuti, per una movimentazione di circa 210.000 t/annue: tra queste, ci sono circa 35.000 t/a di C.D.R. (Combustibile Derivato da Rifiuti – che viene usato in co-incenerimento con il coke – appunto per la produzione del clinker) 25.000 t/a di scaglie di laminazione e stampaggio, 40.000 t/a di gessi chimici da desolforazione, 30.000 t/a di ceneri da combustione di carbone e lignite, 5.000 t/a di ceneri pesanti da incenerimento di rifiuti solidi urbani e assimilati e C.D.R., ecc. ecc…

La domanda è: dove – in quale comune/località – vengono smaltite le migliaia di tonnellate di rifiuti all’anno che naturalmente residuano dal trattamento delle 210.000 t/annue di cui sopra? In quale ambiente sono scaricate? Questo luogo/sito – che deve esistere per forza – è monitorato e controllato anche con carotaggi? Vediamo che succede…

Fausto Tenti
(Segretario Federazione provinciale PRC di Arezzo)