Un’anima per due – Quando incontriamo un cane che non conosciamo

Il tema che vorrei affrontare con voi questa settimana è molto interessante, perché ci invita a fare una cosa molto bella, ovvero a “metterci nei panni altrui”. E l’altro in questo caso è il cane.

In fondo, se ci pensate bene, questo animale meraviglioso ci insegna ogni giorno a vivere sotto la pelle di chi ci sta difronte, ci allena ad un esercizio virtuoso che è quello dell’empatia (questa sconosciuta!)

Ma torniamo al nostro vero sconosciuto, il cane non nostro. Un incontro che può avvenire spesso nella nostra vita quotidiana.

Il cane è l’amico migliore dell’uomo; almeno quello che nella storia dell’evoluzione, è stato più vicino alla nostra specie. Ma non comunica come noi.

Spesso ciò che noi giudichiamo come un approccio carino, da lui potrebbe essere interpretato in maniera contraria.

Per questo diventa essenziale conoscere alcune regole di base per poterlo avvicinare e magari accarezzare.

Io direi che la prima cosa da non fare è andare verso il cane e piegarsi verso di lui; questo infatti potrebbe essere interpretato dal cane come un possibile pericolo.

Dovremmo invece imparare ad avvicinarsi piano e con tranquillitàchiedere al proprietario del cane se si può accarezzare e se la risposta è affermativa, inginocchiarsi – in modo da non tenere una postura eretta e imponente, che può essere considerata minacciosa – e chiamare il cane.

Lasciamo a lui la scelta di avvicinarsi o no.

Una volta che il cane decide di avvicinarsi si avvicina, lo si può accarezzare mettendo le mani in basso sul collo e preferibilmente non sulla testa. Se il cane invece indietreggia, lasciamolo andare senza tentare nuovi e inopportuni approcci.

Il guinzaglio complica le cose, soprattutto se un cane è pauroso, in quanto le sue possibilità di movimento ed è consapevole di non avere vie di fuga.

Se avete con voi i vostri figli piccoli gli accorgimenti devono essere ancora più importanti. Il correre verso il cane urlando, buttarsi su di lui, abbracciarlo, possono essere interpretati dal cane come delle possibili minacce. Per questo è buona prassi insegnare subito ai bambini il giusto modo di approcciarsi con loro, soprattutto se non fanno parte della nostra cerchia familiare.

Vi vorrei però riportare anche un terzo caso, ovvero un cane che potremmo incontrare in modo fortuito in una passeggiata. I segnali da tenere presenti sono sempre quelli che vi ho indicato.

Quindi rimanere calmi, non guardarlo direttamente negli occhi, non urlar per nessun motivo, non correre per non stimolare il cane ad inseguirci, non voltarsi di spalle al cane, ma cercare di mantenervi di lato, allontanarsi lentamente, camminando di lato al cane e tenendoci a debita distanza da lui.

Forse pochi di voi lo sapranno, m il 93% della comunicazione umana è non verbale. Ecco, con il cane dobbiamo allenare ancora di più la nostra propensione ad utilizzare questo tipo di comunicazione e a farla interagire in modo produttivo con quella del nostro amico a quattro zampe.

 

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Cristiano Cangini
Cristiano Cangini è istruttore e addestratore cinofilo e, come dice la sua compagna Alessandra, ormai “più cane che uomo”. Tiene percorsi di educazione o rieducazione comportamentale del cane, consulenza pre-post adozione, sport e discipline cinofile, attività ludiche o ricreative. Affascinato dal mondo del fiuto del cane si è specializzato in Odorologia Forense e Ricerca Sostanze. Segue l’addestramento e le attività speciali di ricerca, mantrailing e tutto quello che riguarda l’attività olfattiva del cane, corsi per cuccioli, addestramento, socializzazione e comunicazione del cane.