USD Stia, l’intervallo più lungo

Sono le ore 17 del primo Marzo. Lo Stia ha appena pareggiato 1 a 1 in rimonta contro il Falterona Alto Casentino, ed esce dallo stadio di Castel San Niccolò con qualche rimpianto e la consapevolezza di essere una squadra solida, pronta a tornare alla vittoria già dalla Domenica successiva.

Ma, da quel pomeriggio in poi, non ci sono più state partite.

Né in Casentino, né nel resto dei campionati dilettantistici in Italia. Una settimana più tardi si è fermata anche la serie A, e non solo il calcio: il primo ministro Giuseppe Conte ha dichiarato lo stato d’emergenza nazionale, per frenare l’epidemia del Covid-19.

Oggi il nostro Paese deve vincere una finale. Non sul rettangolo di gioco, non con 11 campioni rivestiti della maglia azzurra, e di una durata ben maggiore dei canonici 90 minuti.

Il dramma del Coronavirus adesso mette per il momento da parte, ma di certo non cancella la splendida stagione disputata dall’USD Stia.

La classifica del girone L della Seconda Categoria Toscana vede la società del paese in cui nasce l’Arno al terzo posto, con 48 punti in 24 partite.

A sei giornate dal termine del campionato, i ragazzi in maglia viola hanno mostrato gara dopo gara di meritare un piazzamento che, se mantenuto, varrebbe l’accesso ai playoff, cioè gli scontri diretti la cui posta in palio è la promozione.

Il gruppo dei calciatori, pur essendo molto giovane, si è rivelato più maturo dell’anno precedente, terminato con una tranquilla salvezza a metà classifica. La continuità di risultati anche al di fuori dello stadio comunale Stefano Milli è frutto di lavoro, talento e soprattutto una passione che ha saputo coinvolgere la tifoseria locale come non avveniva da tempo, e riportando alla memoria i bei ricordi di una società che nella sua storia è stata allenata anche da Maurizio Sarri, ex tecnico del Napoli e del Chelsea, ed attuale allenatore della Juventus.

Il capitano della squadra Stefano Tizzano racconta l’annata con il sorriso e un po’ di nostalgia, rimarcando che i successi ottenuti sul campo non sono stati casuali:

“Abbiamo cambiato e rinforzato la rosa, e c’erano grandi aspettative. La conferma dell’allenatore è stata importante perché già conoscevamo le sue metodologie di allenamento. Lo stop purtroppo ci ha penalizzati perché al momento della sospensione del campionato eravamo in ottima forma dal punto di vista fisico e mentale”.

Stefano sottolinea che i giocatori cercano di restare uniti nonostante al momento non possano condividere sul campo la loro passione per il calcio e la speranza collettiva è quella di riprendere a giocare:

“Il gruppo è molto compatto, compresi i nuovi acquisti molto giovani di gennaio. Ci mandiamo foto per condividere i nostri allenamenti da casa. Vorremmo riprendere il campionato anche se non sarà facile ricominciare dopo una lunga pausa. Personalmente l’idea di tornare in campo in estate non mi creerebbe problemi, soprattutto se saremo accompagnati da un bel pubblico in tribuna”.

Se lo Stia è attualmente nei piani alti della classifica, grandi meriti sono da attribuire all’allenatore Alessandro Regina, che a un anno e mezzo dall’inizio del suo incarico in panchina ha saputo dare un’identità alla squadra, tra importanti suggerimenti tattici ed iniezioni di fiducia ai suoi calciatori.

Il Mister ripercorre la sua esperienza descrivendola come un percorso di crescita che ha coinvolto anche lui in prima persona:

”Si è creata una stima reciproca tra me e i ragazzi fin dal primo giorno: mi hanno dato tanto. I giovani sono maturati e l’organico si è completato con i nuovi innesti. Abbiamo una rosa competitiva e i risultati sono il giusto premio per l’impegno di tutti i ragazzi ed una società che ci ha sempre sostenuti. 

E’ un vero peccato interrompere un programma di lavoro iniziato ad agosto 2018, senza sapere come andrà a finire. Spero che la stagione non sia annullata. Anche giocando a luglio, agosto e settembre, credo che sia giusto terminare questo campionato che ormai è a poche giornate dalla sua conclusione, ed eventualmente iniziare con un po’ di ritardo il prossimo.”

Gli allenamenti a distanza, ai tempi di internet e dei social, non sono un problema: 

”Durante le prime due settimane di quarantena ho mandato un programma specifico. Successivamente, per mancanza di notizie sul ritorno in campo, ci autogestiamo e organizziamo videochiamate su un’app, Zoom.

Per quanto non sia semplice mantenere la tenuta fisica nelle condizioni in cui stiamo vivendo, sono felice della reazione dei ragazzi”.

Anche il Presidente della squadra Paolo Checcacci, con il consueto attaccamento ai colori viola che lo contraddistingue, ha voluto esprimere un pensiero sul dramma dei nostri tempi, con un messaggio carico di speranza:

”Voglio ricordare il mio forte legame con tutta la dirigenza e soprattutto con i ragazzi. Sono un gruppo splendido, composto da giovani pieni di ottimismo e buoni propositi che riescono a riempire sempre il mio cuore di gioventù. Ho un rapporto particolare con quello che noi chiamiamo Calcio: io credo che sia e rimarrà sempre un gioco dove noi partecipiamo con agonismo, grinta ed attaccamento al nostro magnifico paese. A volte si vince, a volte si perde, a volte si impara. In un momento della nostra vita dove sono messe in discussione quasi tutte le nostre certezze, poter contare su una realtà simile ti dà tantissima fiducia per il futuro. Voglio spendere un pensiero per tutti coloro che sono impegnati in questo momento in campo, non quello da gioco ma nel lavoro che svolgono: sono loro i nostri numeri dieci. Auguro a tutti i nostri simpatizzanti giorni felici da passare nuovamente con noi. Forza Stia sempre”.

I giocatori dell’USD Stia adesso sono nelle loro case, come tutti noi.

In fondo le nostre camere sembrano spogliatoi, che dopo i primi quarantacinque minuti accolgono chi proviene dal campo e lì dovrà tornare dopo un thé caldo e le ultime dritte del Mister, per provare a vincere.

L’intervallo è lungo, ma giungerà al termine.

E in quel momento torneremo ad inseguire un sogno con la forma di un pallone e ad abbracciarci dopo un gol.

Il gol più atteso.

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Alberto Marioni
Sono cresciuto a Stia prima di trasferirmi a Firenze, dove ho studiato all’università e oggi lavoro. Ho una laurea in Economia, ma non tratto mai il PIL e lo spread: mi trovo più a mio agio a scrivere sul mio amato Casentino, in cui ho lasciato il cuore. Mi piace il calcio, dalla Champions League ai campi fangosi di periferia, il nuoto in piscina, in mare e nell’Arno, e anche il teatro. Ho scritto qualche monologo e alcuni testi, per lo più comici. Preferisco una risata che fa riflettere a discorsi articolati privi di sostanza: "chi non ride mai non è una persona seria." (Foto di Federico Ghelli)