Videosorveglianza esterna e privacy

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Davvero è sempre possibile installare delle telecamere esterne per aumentare la sicurezza della propria abitazione? Scopriamolo in questo articolo.

Non tutti sanno che l’installazione di telecamere per la videosorveglianza è sempre disciplinata da alcuni regolamenti specifici, che sono pensati per tutelare il diritto alla privacy dei cittadini. A tal proposito, il famoso GDPR o General Data Protection Regulation, pubblicato il 4 maggio 2016 sulla Gazzetta Ufficiale Europea, si occupa proprio di rendere chiari questi processi ed evitare di incorrere in sanzioni penali molto importanti. In linea generale, queste regolamentazioni si concentrano sull’uso delle cosiddette telecamere intelligenti, che sono in grado non solo di acquisire dati ma anche di analizzare ed elaborare i soggetti ripresi.

Gli adempimenti previsti sono nello specifico due: il primo è relativo all’area pubblica o privata inquadrata, il secondo è l’informativa sulla privacy grazie al cartello “area videosorvegliata”.

Alla luce di ciò, quando si acquista un kit (in questo articolo ce ne sono diversi di qualità), a monte deve esserci stato uno studio specifico per quanto concerne inquadratura e studio di obblighi e normative vigenti.

Per esempio, se la telecamera viene disposta in modo da inquadrare un’area specifica e delimitata, come può essere l’ingresso di un condominio o della villa, l’impianto dovrà essere puntato solo verso le porzioni di proprietà. Ciò significa che non si potranno riprendere indistintamente tutti coloro che passano per strada di fronte il portone, perché il provvedimento è molto chiaro: i passanti non devono essere identificabili.

Ma vediamo più nello specifico i presupposti da rispettare per poter installare videocamere di sorveglianza esterne.

Presupposti da rispettare

C’è un principio fondamentale che detta tutte le regole del GDPR: la libertà dei cittadini.

Tutti devono essere liberi di poter circolare negli spazi pubblici senza rischiare che la loro privacy venga intaccata. Allo stesso tempo, bisogna anche mettersi in sicurezza, perciò il sistema di allarme e sorveglianza diventa essenziale allo scopo. Come viene evidenziato dal provvedimento generale dell’aprile 2010 del Garante Italiano, l’attività di controllo ha subito ulteriori misure stringenti.

L’installazione di dispositivi di videosorveglianza è consentita solo se vengono rispettati presupposti e principi di: necessità, finalità, liceità e proporzionalità. Ciò vuol dire che il controllo dello spazio esterno tramite registrazioni video è lecito solo se funzionale all’obiettivo. Per esempio, un ente pubblico ha come funzione quella istituzionale, mentre un privato deve rispettare alcuni obblighi di legge ed evitare intercettazioni di comunicazioni e conversazioni, secondo il codice penale.

Per quanto concerne invece quello di necessità, allora il limite dell’utilizzo circoscrive l’impiego delle telecamere, evitando che l’obiettivo venga raggiunto con altre modalità.

Altrettanto importante è minimizzare i dati, gestire le fasi di trattamento e accertarsi che le informazioni ottenute siano pertinenti e non eccedenti allo scopo.

Il requisito di finalità invece sottolinea la necessità di impiegare le videocamere solo per il controllo dell’area privata o della propria attività, quindi non solo esclusivamente per sicurezza pubblica, perché quest’ultimo scopo è adibito alle autorità pertinenti giudiziarie e amministrative.

A ciò si aggiunge infine il requisito di proporzionalità che limita l’installazione di telecamere atte alla videosorveglianza solo quando altre misure si siano rivelate insufficienti o impossibili da mettere a terra.

Ciò significa che non potrete adottarle se, per esempio, l’impianto scelto è solo meno costoso di altre modalità.

Installazione e sicurezza

Sapevate che non è necessario ottenere il consenso scritto dei soggetti ripresi dalle telecamere prima della vera e propria installazione? Ciò però vale solo e soltanto se vengono rispettate le normative e gli obblighi sanciti dal Garante della Privacy, e i presupposti che abbiamo citato in precedenza.

Bisogna in ogni caso apporre un cartello informativo, praticamente un template indicato dal Garante, che permette di avvertire tutti i cittadini che stanno entrando in un’area controllata tramite sistema di videosorveglianza. In più, questo strumento dovrà essere ben chiaro e non nascosto, perché chiunque deve poter essere a conoscenza di dove inizia e dove finisce la copertura delle telecamere.

Da non dimenticare anche l’importanza di citare eventuale invio di materiale alle autorità giudiziarie e amministrative, per finalità di sicurezza. A questo, poi, va aggiunto anche il tempo di conservazione delle riprese ottenute, in base allo scopo per cui avrete installato l’impianto.

Tutto ciò ha come finalità sempre la garanzia della privacy per tutti i cittadini dal un lato, e la possibilità di autotutelarsi dall’altro, per chi è possessore di un esercizio commerciale o possiede una villa o una casa che vuole proteggere dai ladri.