Voci dal Casentino: “Biodistretto Casentino”, per chi ama il biologico

Avevo fatto una promessa a tutti coloro che sono interessati al Bio, ed eccomi qua, anche se devo dire che l’argomento è talmente vasto che dovrei fare delle vere e proprie “puntate” per raccontare tutto ciò che racchiude questa realtà. Per farmi un’idea più dettagliata ho intervistato Ilaria Camprincoli, vicepresidente dell’associazione, la quale non ha deluso affatto le mie aspettative.

Che cosa significa Biodistretto, raccontami il vostro intento, il vostro significato.

-Il Biodistretto è una sorta di area geografica dove c’è una prevalenza di agricoltura e quindi di agricoltura biologica, in cui, tutti coloro che ci lavorano attorno, ne sono interessati, e questi sono proprio quelli che stringono una sorta di patto di associazione per lo sviluppo del territorio, e quindi, per incrementare l’agricoltura biologica, e anche per “smuovere” qualcosa di più ecosostenibile.

Noi in verità, siamo nati anni fa, oggi esiste una legge regionale che ha definito il distretto Biologico e stiamo lavorando per essere riconosciuti tali. Di Biodistretti ne esistono diversi e sono nati grazie a una forte spinta delle istituzioni, mentre nel nostro caso, siamo partiti proprio dal basso.

Siamo inseriti in un censimento di ben 32 Biodistretti italiani costituiti, e ce ne sono molti altri in via di costruzione, e anche nel mondo ne stanno nascendo molti. S’intende Distretto Bio, un territorio dove esiste il sistema produttivo agricolo che applica prevalentemente il metodo Biologico nel rispetto della sostenibilità ambientale. –

Da dove nasce l’idea, e sostanzialmente cosa rappresentate?

-L’idea è nata fra i produttori un po’ più attivi locali, che da anni lavorano in agricoltura biologica e che partecipano al Gruppo di acquisto solidale, prendendo spunti da vari tipi di distretti. Abbiamo preso in esame varie possibilità e alla fine ci siamo resi conto che il Biodistretto sarebbe stata davvero una buona idea e dopo vari confronti, lo abbiamo costituito nell’ ormai lontano 2014. Quindi, dall’idea di poche persone questo progetto si è ben sviluppato negli anni.

All’inizio non è stato facile perché comprende sì gli agricoltori, ma anche allevatori, artigiani, coloro che si occupano di trasformazione, associazioni varie e singoli cittadini che hanno interesse a portare avanti questa nostra idea. –

Quanti siete e che ruolo avete per le aziende casentinesi?

-Siamo circa una trentina di soci, abbiamo al nostro interno aziende agricole, abbiamo strutture ricettive, in particolar modo agriturismi e artigiani, le associazioni con scopi simili al nostro e i singoli cittadini che aderiscono individualmente. –

Mi sembra di capire che determinate categorie possono tenervi come punto di riferimento?

-Sì, le aziende agricole, gli operatori del settore turistico che hanno legami col territorio e con l’agricoltura in generale, le guide ambientali ecc. Potrebbe associarsi al Biodistretto anche un’attività di ristorazione e per fare un esempio, un ristoratore che voglia promuovere i prodotti locali, oppure l’artigianato che rispetti dei “crismi” di sostenibilità nel proprio lavoro. –

Avete una sede fisica?

-La nostra associazione non ha una vera e propria sede, ma facciamo riferimento al negozio di “Altromercato” che si trova a Bibbiena, gestito dall’associazione “popoli di frontiera”, che ha una parte di articoli di commercio equo e solidale e una parte ospita i prodotti delle aziende agricole del Biodistretto. All’interno del negozio ci sono prodotti a lunga scadenza tipo: farine varie, conserve, olii, vino e altro, prodotti che possiamo trovare presso le stesse aziende che li producono, in alcuni negozi della vallata, o presso il mercato contadino di Ponte a Poppi, per ben due sabati al mese. –

Sostanzialmente siete un’associazione, o per meglio dire?

-Siamo un’associazione che può vantare di aver costruito una rete locale dove negli anni si è creata una bella e considerevole sinergia fra produttori e varie realtà lavorative, e di tutto questo siamo davvero fieri. Si tratta sostanzialmente di una bella collaborazione per lo sviluppo economico. –

Raccontaci a ruota libera le vostre aspettative…

-Che dire, quando ci chiedono quale possa essere il nostro prodotto tipico locale noi rispondiamo; tutti! Perché possiamo vantarci davvero di tanti ottimi prodotti. Il nostro Casentino, la nostra terra è ricca di prodotti squisiti, alcuni veramente eccellenti che provengono da indietro nel tempo, come le farine, gli straordinari mieli, gli olii e via così, in un’infinità di prodotti che ci rendono fieri della nostra realtà Bio.

Chiunque si senta in accordo con le nostre finalità può associarsi e contribuire al progetto. La nostra aspettativa è quella di continuare a crescere, di continuare ad avere idee sempre nuove e sempre ecosostenibili, e di continuare all’infinito affinché la nostra “rete” possa essere davvero importante, come promette di essere per tutti. –

Adesso ho sicuramente le idee più chiare, e soprattutto, a parte prodotti di eccellente qualità, ho ben chiaro il fatto che tante aziende del nostro territorio si possono appoggiare al Biodistretto, se non altro per condividerne l’eccellenza. Grazie Ilaria, ci vediamo al mercato contadino di Ponte a Poppi.