Voci dal casentino: “Lettera ad Aida” agosto 2020

Lettera ad Aida

Ciao piccolina, tu non sai neppure della mia esistenza, e probabilmente, neppure lo saprai mai. Io però so tanto di te, perché vedi Aida, io ti conosco attraverso i racconti del tuo babbo, che non contenendo la gioia di averti, molto spesso apre i rubinetti del cuore e sfocia in un mare d’amore. Sì piccina, tuo babbo è un tipo così. Lui sa cantare donandoci intonazioni sublimi, sa recitare e perciò si sdoppia in personaggi molteplici, ma c’è una prerogativa per la quale ha pochi eguali; quella dell’essere padre, il tuo. Attraverso i suoi racconti io ti ho sentita, respirata, ho guardato le impronte dei tuoi piedini sulla sabbia, e ti ho vista infilata tutta quanta dentro a un grande cappello. Grazie a questi suoi racconti, In qualche modo sei stata anche mia, in qualche modo lo sei. Quando sarai grande imparerai tanta gente, gente di tutti i colori, di tutti i sapori. Da loro ti sentirai amata, cercata, tradita, ti sentirai vissuta, ma ci saranno soltanto due persone che se anche sbaglieranno qualcosa, sarà a fin di bene, e queste persone saranno tua mamma e tuo babbo. Loro due sono belli davvero: mamma ha una cascata di capelli bellissimi, – indomabili – come dice babbo, pieni di onde e sfumature, la cosa però che si lascia guardare ancor più volentieri in lei, è il sorriso. Tua mamma ha un sorriso timido, che si dona senza avarizia, ma anche senza sfacciataggine. Di solito si mette da una parte e osserva il mondo che le si proietta d’intorno, ed impara per poi ridonarlo a te, che stai crescendo bellissima anche per questo. Non si conoscono così tante cose di mamma, se non quelle che ci racconta il babbo, quelle cose che lasciano trasparire tutto l’amore che prova per lei, la stima, il rispetto, la tenerezza. Insomma, cara piccola Aida, come ti ho già detto sei una bambina fortunata ad avere sti due! Col babbo qualche mese fa, prima che ci abbiano vietati gli abbracci, abbiamo parlato di un libro, un libro che se nascesse straboccherebbe di te, dei racconti che lui fa, che ci dona più volte alla settimana. Si tratta di stralci di vita quotidiana che però lui sa cogliere dalle cose più semplici che svolgete vivendo, adocchiando tutto quanto con la sua sensibilità, perché, ancor prima che con lo sguardo, lui sa catturare con la pelle. Credo che ne verrebbe fuori qualcosa di bello, di insolito, qualcosa che ti renderebbe orgogliosa e che ti si appiccicherebbe addosso come un tatuaggio indelebile, in più tanti altri padri potrebbero prendere qualche spunto, così, senza alcuna vanità o pretesa, si parla semplicemente di spunti bambina. Un pochino t’invidio piccola amica, perché io che sono grande e potrei essere la mamma di tuo babbo, darei non so che cosa per ritrovare uno scritto che parla di me, uno scritto compiuto da mio padre che ormai non c’è più, e che di certo non troverò mai. Lui certamente mi amava in altri modi, sono io che trovo il modo di tuo babbo assolutamente superiore, e quando sarai grande, intorno all’età adolescenziale, se sarai arrabbiata con lui per questo suo modo di raccontarti, vienimi a cercare, saprò spiegarti bene il valore che ha racchiuso in sé, perché si tratta di uno scrigno pieno di tesori, di quelli che nessuna bottega potrà mai vantare. Nel frattempo, mentre il babbo s’informa, continuo a seguirti tramite lui e i suoi racconti, continuo a saperti crescere meravigliosa ogni giorno di più, anche perché figlia di tua mamma e di lui, e a volerti un gran bene. Vedi Aida, in qualche modo mi sei infilata dentro, in qualche modo mi hai inondata. Io di te ho pianto e riso, gioito e pensato, proprio per questo ringrazio babbo che ti osserva e respira come pochi altri padri san fare. Sei figlia di un qualcosa di raro piccola amica, e io che di sentimenti me ne intendo, ti cercherò ogni volta e ogni volta asciugherò questi miei occhi che a sentirti raccontare, si bagnano sempre un pochino.

Per adesso ti saluto e…ti voglio bene piccola amica. Grazie di cuore.  Tata Marina

14-12-2021

Eccolo, è arrivato, è perfetto e bellissimo, “Babbo raccontami ancora” è fra le mie dita e posso leggerlo e annusarlo e posso infilarmi nell’anima, tutto l’amore di cui è pregno. Il libro di Gregori Bartolucci è finalmente entrato nelle case della gente a portarvi sorrisi, pensieri e tanta, tanta tenerezza. I suoi racconti sono intrisi di vita, quella vera, quella quotidiana che tanto è difficile per tutti. Ma con questo libro pieno zeppo di brevi storie ci alleggeriremo e gioiremo, perché trasuda di quell’amore magico che un giovane uomo “assapora” per la prima volta nella vita, e cioè, quello rivolto alla straordinarietà dell’essere padre. L’ho letto tutto d’un fiato, e ho pianto, e ho riso e mi sono arricchita, per questo voglio dir grazie a questa coppia di “bricconcelli” che tanto combinano insieme, ma soprattutto voglio consigliare a tutti coloro che leggeranno questa lettera nata un anno e mezzo fa, di aver voglia di infilarsi dentro a queste righe che fanno ballare il cuore e inumidire gli occhi.

“Babbo raccontami ancora” uscirà nelle librerie e su tutte le piattaforme; Amazon e altre, il 13 gennaio, oggi lo si può acquistare tramite il Link che andrò a segnalarvi. Buona lettura!

Babbo, raccontami ancora…

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Marina Martinelli
Marina Martinelli nasce a San Piero in Frassino nel dicembre del 1964. Oggi vive e lavora a Poppi, dove condivide un salone di parrucchieria col marito. Ha due figli che sono la sua vita e la scrittura è la sua più grande passione, infatti ha pubblicato due libri di novelle e tre romanzi. A primavera uscirà il suo sesto romanzo che sarà macchiato di giallo. Da anni collabora con la rivista casentinese CasentinoPiù.