Voci dal Casentino: “Una piccola azienda che pensa in grande”

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“La Divina bruschetta”, quel qualcosa che fa la differenza.

Mi è capitato più volte di chiedermi cosa fosse concretamente “La Divina Bruschetta”, e non nego che il nome mi faceva spaziare a più di una risposta, ma erano tutte lontane dalla realtà. Ben inteso, sapevo che di bruschette si trattava, ma non ne capivo il funzionamento, fino a che per un compleanno di casa mia, svoltosi categoricamente in famiglia, ho voluto provare ad ordinarne quella che mi sembrava la giusta quantità per la serata in questione, e devo dire che si tratta di una vera e propria novità, che interrompe la consuetudine della pur eccellente pizza.

Ho rivolto a Monia Martinelli, che con orgoglio dico che mi è parente e che oltre al cognome siamo legate da una profonda stima reciproca, alcune domande, e lei, come sempre, mi ha risposto in maniera esaustiva.

“La Divina bruschetta” mancava in Casentino, è un lavoro che vi siete inventati?

-La nostra è una piccola azienda che produce bruschette surgelate, di cui la lavorazione è totalmente artigianale. Veniamo dalla ristorazione come tu sai, che abbiamo svolto per tanti anni, durante i quali abbiamo lavorato una tipologia di bruschette simile a queste di adesso. Visto l’interesse riscontrato, abbiamo pensato di prepararne di surgelate per immetterle nel mercato, un mercato diverso, con una distribuzione più ampia. Ci siamo impegnati per farci riconoscere in quanto, come startup, rappresentavamo una novità sul mercato, lievemente penalizzati da un errato preconcetto sui prodotti surgelati, ma pacifico è che se si congela un prodotto di qualità, avremo un prodotto surgelato di qualità, e fortunatamente questo messaggio è stato ben recepito.

Come funziona la vostra azienda?

-Prima di tutto scegliamo le materie prime con un’attenta selezione dei fornitori, poi, una volta arrivate in azienda, vengono ulteriormente controllate e preparate per farcire le bruschette. Successivamente le stesse vengono confezionate e stipate nella cella di stoccaggio, per poi essere distribuite.

Tu e Gilberto lavorate insieme, quali sono le vostre mansioni all’interno della vostra azienda?

-Nello svolgere le nostre mansioni siamo coadiuvati da competenti collaboratoti, con i quali abbiamo instaurato un rapporto di reciproca fiducia e stima. Ovviamente io e mio marito Gilberto, (vero pilastro di questa nostra azienda), siamo sempre in prima linea su ogni fronte: lui si occupa del settore commerciale, dell’amministrazione, della rete clienti, dei fornitori ecc, io invece mi occupo principalmente del personale, della ricerca e sviluppo e dei social. D’abitudine, però, ci confrontiamo sempre per ogni decisione da prendere.

Immagino che anche voi abbiate sofferto i vari disagi di questo periodo Covid?

-Purtroppo questo anno nefasto ha messo in ginocchio tante realtà lavorative e non, e anche noi ne abbiamo inevitabilmente risentito. Pensa che la maggior parte del lavoro riguardava il canale Ho.Re.Ca (ristorante, bar, ecc) e una volta che queste attività sono state chiuse a causa del lockdown, inevitabilmente il nostro mercato ha avuto un arresto considerevole. Però, come suole dirsi, dalle difficoltà nascono le opportunità e anziché abbatterci, ci siamo rimboccati le maniche intensificando la nostra rete di vendita nella grande distribuzione lavorando e sviluppando altre situazioni, dalle quali stiamo ottenendo una risposta soddisfacente anche nel nostro territorio.

C’è un motivo per cui siete a Partina con la vostra sede?

-Partina è un caso, avrebbe potuto essere qualsiasi altro paese casentinese, ma qui abbiamo trovato il capannone che più faceva al caso nostro e ci abbiamo lavorato per renderlo adatto alle nostre necessità, rinnovandolo completamente. Purtroppo il nostro Casentino non è servito bene dalla viabilità, e questo credo che penalizzi un po’ tutte le attività che qui sono presenti.

Raccontami a ruota libera

-“La Divina bruschetta” si chiama così per l’amore che nutro per Dante Alighieri, e allora mi sono appropriata di un pezzettino di lui, omaggiandolo un po’, e poi dico; siamo nella terra di Dante sì o no?

Io e Gilberto avevamo voglia di inventarci qualcosa di nuovo e dopo oltre vent’anni di ristorazione, avevamo bisogno di esprimerci sotto un altro aspetto, pur rimanendo nel mondo del buon cibo e della qualità. Abbiamo tanto valutato il progetto evidenziandone i pro e i contro. Abbiamo perfezionato la ricetta del nostro pane, provando e provando più volte, fino a che non abbiamo trovato la formula eccellente.

Col tempo apporteremo ancora modifiche e accortezze perché siamo lavoratori instancabili, e non ci fermiamo davvero mai, lo siamo stati anche nel periodo di Lockdown a dire il vero, perché crediamo profondamente in quello che facciamo, portando così avanti il nostro sogno.

A questo proposito. Sia io che Gilberto, vogliamo ringraziare nostro figlio Niccolò, le nostre famiglie, alcuni dei nostri più cari amici, i collaboratori con i quali ci confrontiamo costantemente perché è fondamentale ascoltare anche altri pareri per poter crescere.

Il lavoro così come la vita, possono incontrare alti e bassi, ma l’importante è credere sempre in ciò che facciamo e combattere per raggiungere gli obbiettivi desiderati. –

Parlare con Monia Martinelli è stato bello, ho incontrato una donna consapevole e matura, soprattutto innamorata della sua famiglia e del suo lavoro, che svolge insieme al marito Gilberto Lamberti, in via San Francesco 1° di Partina… proprio lì… dove nasce l’ineguagliabile “Divina bruschetta”.

Grazie Monia, e continuate così, mi raccomando!