160 anni dell’Unità d’Italia, 7 anni dell’Isola che non c’è, la nostra Italia dei diritti

bibbiena

Oggi vorrei festeggiare i 160 importantissimi anni dell’Unità d’Italia ed insieme i sette anni del centro diurno di Bibbiena per festeggiare l’Italia dei diritti dei più fragili. Il nostro Paese può oggi proteggere i più deboli perché è unito, può portare i suoi figli ai medesimi blocchi di partenza anche se sono nati in famiglie svantaggiate. Io stesso vengo da una famiglia di operai, ma io e mio fratello ci siamo laureati e abbiamo fatto la nostra strada come gli altri”.

Con queste parole il Sindaco di Bibbiena Filippo Vagnoli vuole entrare nel merito di due festeggiamenti importanti, l’uno nazionale, l’altro locale, per parlare del tema dei diritti e di quanto questo tema sia importante per l’amministrazione di Bibbiena.

Il Sindaco continua: “Senza l’unità, l’Italia non sarebbe entrata nell’età moderna. L’Italia divisa non ci avrebbe concesso portare al centro della nostra azione amministrativa e politica i diritti dei più fragili. Ecco perché è importante commemorare questa data. Ma questa data per noi è anche Isola che non c’è, è la volontà di realizzare sul territorio un progetto di cui andiamo fieri e che va a sostegno di ragazzi più deboli e famiglie. Credo che questo luogo di sogno e magia, di aiuto e sostegno, di costruzione del futuro dei pari, sia il più bell’esempio della forza del nostro paese. In quel luogo non si sostengono soltanto dei percorsi personali, ma si aiuta un territorio ad avvicinarsi ai temi dell’aiuto e della solidarietà. Siamo un unico popolo sotto una grande bandiera che è quella che parla di pari opportunità e appunto di diritti”.

Il Sindaco di Bibbiena a proposito di diritti cita alcune iniziative attivate dall’amministrazione per le fasce più deboli della società: “Il nostro investimento per il sociale non ha mai cambiato direzione, né tantomeno diminuito i fondi per aiutare le famiglie in difficoltà, le famiglie con ragazzi diversamente abili e gli anziani non autosufficienti. Bibbiena è stato, inoltre, l’unico comune della provincia a richiedere il finanziamento per recepire alcune case private sfitte da adibire ad alloggi di edilizia residenziale. Il finanziamento ricevuto dalla Regione Toscana è stato di 800 mila euro che sono andate direttamente al privato che ha poi predisposto dei lavori di adeguamento, dettati dal disciplinare sulle case popolari. Questi 9 nuovi alloggi sono diventati di proprietà del comune e saranno assegnati, secondo la graduatoria rinnovata di recente, ad altrettante famiglie del comune. Bibbiena ha così a disposizione 86 alloggi popolari tutti occupati”.

Vagnoli conclude: “Ne abbiamo fatta di strada come Italia. Oggi in piena pandemia credo che quando si parla di fragilità si parla della priorità di proteggere i nostri anziani, coloro che hanno costruito questo paese, coloro ai quali dobbiamo il nostro appoggio e la nostra protezione. Ripartiamo dunque in fretta con i vaccini”.