Bibbiena, uniti per difendere i servizi del nostro ospedale

Carlotta Balzani

Il Comitato Salute Casentinese è qui ad informarvi su alcune novità che sono emerse negli ultimi giorni., ma per prima cosa vorremmo ringraziare tutti quei casentinesi che hanno aderito al nostro nuovo progetto, offrendo disponibilità e contributo alla nostra battaglia per la difesa della salute nel nostro territorio. Ci siamo attivati procedendo con la ricerca di tutta quella documentazione utile a ricostruire l’evoluzione degli eventi, per essere continuamente informati e tenervi informati, per provare a capire come e se la situazione si possa realmente cambiare, ovviamente impegnandoci a elaborare soluzioni alternative e condivise, nell’interesse di noi tutti. Ma veniamo ai fatti. Dal nuovo Pav (piano aria vasta) approvato nel giugno scorso, si sa che l’emergenza chirurgica dell’ospedale di Bibbiena, è ora operante esclusivamente nei giorni feriali in orario 8.00-14.00, un lasso di tempo non solo ristretto, ma destinato a diminuire, considerata la chiusura effettiva a partire da gennaio dell’anno venturo. E pensare che solo qualche mese fa la situazione si prospettava ben differente. Era febbraio quando i Sindaci procedevano a firmare i famigerati patti territoriali, comportando la chiusura del punto nascite di Bibbiena, in cambio, si diceva, di una qualche “autonomia territoriale”. Firmando i patti infatti, si garantiva ai cittadini, citando i punti dello stesso documento, il mantenimento del sistema delle emergenze, il potenziamento del sistema di risposta alle emergenze territoriali e il potenziamento delle attività chirurgiche. L’incoerenza è allarmante e la direzione diametralmente opposta a quella annunciata. La resa dei conti arriverà nel 2017, quando la centralizzazione del nostro plesso chirurgico con quello del San Donato di Arezzo sarà effettiva ventiquattro ore al giorno e sette giorni su sette, impossibilitando un pronto intervento nella vallata. Un’altra complessa questione è quella dell’accorpamento, in cui secondo logiche che non comprendiamo, si prevede che il nostro distretto ospedaliero sia accorpato a quello della Valtiberina, nonostante la catena montuosa ci separi, rendendo di conseguenza scambi e servizi decisamente difficoltosi; senza contare poi le “differenze sociali e culturali” tra i due territori, citate per altro nello stesso rapporto di zoonizzazione, redatto dalla Federsanità ANCI, che prediligeva irragionevolmente questa aggregazione. Lo stesso sindaco Bernardini si è detto contrariato … recentemente, asserendo alla particolarità del nostro territorio, area montana disagiata e quindi bisognosa di un monitoraggio vicino e costante. Anche per questo abbiamo proceduto con la richiesta di confronto con i Rappresentanti della Conferenza dei Sindaci tutti, certi che abbiano a cuore le sorti di questa vicenda che interessa un settore delicatissimo del suo territorio, e fiduciosi di una loro sollecita riposta, ancora non pervenuta. Infine, il comitato invita tutti i cittadini ad un’unità di azione e chiede ai rappresentanti delle istituzioni di maggioranza e minoranza collaborazione a qualunque livello. Le nostre assemblee sono aperte a tutti, politici, cittadini, e chiunque riconosca che non possiamo dopo la maternità farci portare via altri servizi mettendo in grave pericolo la vita di tutti Noi.
Comitato Salute Casentinese