Bini: “In Toscana Tari e Acqua tra le più alte in Italia”

Comunicato stampa della candidata alle Elezioni regionali Elisabetta Bini (Lega – Salvini Premier)

“Vorrei una Toscana che torni ad essere vero motore propulsivo dell’Italia grazie a una maggior sinergia tra i mondi della ricerca universitaria, l’imprenditoria e le istituzioni, negli ultimi anni abbiamo perso competitività rispetto alle regioni del Centro Nord. Ad esempio sulla Tari paghiamo la tassa più in alta in Italia, 240 euro contro i 140 del Centro Nord. Che dire sulla gestione dell’acqua privatizzata per renderla più efficiente? L’acquedotto toscano è un colabrodo, perdiamo circa il 40% dell’acqua distribuita e paghiamo in media 611 euro, mentre nella vicina Emila Romagna ne pagano 511. Per quanto riguarda i rifiuti in Toscana esistono 3 Ato sono nati senza coinvolgimento dei Comuni ma per imposizioni regionali, non hanno omogeneità in termini di rifiuti prodotti e gestiscono aree troppo vaste. Questo è uno dei tanti problemi ha portato un risultato di gestione fallimentare nello smaltimento. Esiste un’economia circolare solo se il ciclo rifiuti si chiude con la loro valorizzazione. I costi di conferimento in discarica sono tra i più alti nella media nazionale. La nostra è una delle Regioni più belle peccato che a volte il panorama è deturpato da colline artificiali, che oltre l’impatto visivo saranno siti pericolosi da gestire per lunghi anni. La nostra proposta è di investire nella valorizzazione dei rifiuti in modo da riportare il sistema in equilibrio con beneficio dei cittadini. Dobbiamo uscire dall’assurda retorica di coloro che associano i termo valorizzatori all’inquinamento. In Europa ce ne sono diversi. Uno è a Copenaghen una delle città più green del mondo (in Danimarca l’agricoltura può essere solo biologica), dove sopra di esso ci sono delle piste da sci. Il termo valorizzatore permette di ottenere energia elettrica e se dotato di cogeneratore può produrre il riscaldamento per interi quartieri, e l’energia necessaria per molti cicli produttivi delle aziende. Ovviamente, valorizzare significa anche recuperare quante più materie possibili da reinserire nel ciclo produttivo come materie prime secondarie. La nostra proposta per il servizio idrico si basa su una critica al modello accentratore promosso dal Centrosinistra. E’ fondamentale dare un servizio di prossimità vicino al cittadino garantendo una vocazione pubblica capace di realizzare investimenti sbloccando fondi di bilancio a favore di ammodernamento della distribuzione e una più efficiente depurazione così da salvaguardare maggiormente i nostri fiumi e il nostro mare. L’acqua rimane fonte di vita e va tutelata anche nella prospettiva di un futuro sempre più incerto dal punto di vista ambientale. Una volta scadute le attuali concessioni devono essere i Comuni all’interno della Conferenza territoriale a scegliere il modo migliore di gestione del servizio che oggi è farraginoso e enormemente dispendioso a causa anche della remunerazione dei soci privati. L’acqua come bene comune non può essere difeso solo a parole, occorrono fatti e investimenti concreti.”