Buono, pulito e giusto: le eccellenze del Casentino ad “Oltreterra”

Foto di Luisa Giuntini
Venerdi e sabato, ex filanda di palazzo Giorgi (Albergo della gioventù), Santa Sofia, Forlì.
Come rimettere in moto o generare nuove economie  nei piccoli comuni appenninici, è l’obiettivo che si è posto “Oltreterra”, il progetto delle Condotte  Slow food Forlì – Appennino forlivese, Casentino, Mugello – Levante fiorentino.
Venerdì 6 e sabato 7 novembre a Santa Sofia  “Oltreterra” propone due giorni di discussione e formazione per  fare il punto sul lavoro svolto fin qui e confrontarsi con le esperienze di altri territori.
L’appuntamento, organizzato dalla Condotta Slow food Forlì e Appennino Forlivese, Unione  dei Comuni del Casentino, con il sostegno di Slow food Emilia Romagna e Slow food Toscana,  il patrocino del Comune di Santa Sofia,  e il contributo del Parco delle Foreste Casentinesi e Romagna Acque si intitola infatti  “Nuove economie per la montagna” si concentrerà su tre  argomenti: “Festesagge” ovvero le feste popolari che diventano strumento di promozione dei prodotti del territorio e di chi li produce oltre a educare alla riduzione del rifiuto, la foresta come risorsa, le mense scolastiche.
<La particolare scommessa che il Parco sta portando avanti in questi anni è quella di salvaguardare il patrimonio ambientale coniugando queste misure ad azioni di promozione e sviluppo economico. La collaborazione con Slow food è in questo quadro strategica – dichiara il presidente del Parco nazionale Foreste Casentinesi Luca Santini -. In tale contesto si inseriscono le Festesagge, per la valorizzazione di prodotti di qualità, con attenzione ai valori di sostenibilità ambientale, e il programma delle “Mense a Km zero”, prodotti locali di eccellenza offerti a prezzi competitivi rispetto alle grandi strutture della refezione, rivolti in particolare modo, ai bambini delle scuole>.
 
<Da anni Slow food si occupa di Appennino, gli Stati generali dell’Appennino furono convocati per la prima vota da Slow food Italia proprio in Emilia Romagna nel parco delle Foreste Casentinesi. Da allora abbiamo continuato a percorrere in lungo e in largo la dorsale montuosa un tempo cardine dell’economia agrosilvopastorale italiana e abbiamo conosciuto molti produttori e toccato con mano i loro problemi – commentano Raffaela Donati, presidente di Slow food Emilia Romagna e Raffaella Grana, presidente di Slow food Toscana -. Vorremmo quindi mettere a disposizione delle comunità di montagna i progetti della nostra associazione e la nostra esperienza per far sì che le comunità appenniniche tutte, a cominciare dalle nostre emiliano romagnole e toscane, diventino luoghi di una elaborazione partecipata permanente che contribuisca a lanciare una nuova stagione per gli Appennini>. 
Venerdì, dopo i saluti delle autorità: sindaco di Santa Sofia, presidente del Parco, presidente di Romagna Acque e presidente di Slow Food Emilia Romagna, aprirà i lavori  Sonia Chellini, vicepresidente di Slow Food Italia, che presenterà gli sviluppi del progetto Appennini dopo il recente incontro di Castel del Giudice in Molise, a due anni dagli Stati generali dell’Appennino convocati per la prima volta da Slow food Italia nel Parco nazionale delle Foreste Casentinesi nel 2013.
Interverrà quindi Andrea Rossi  per parlare del progetto “Festesagge” nel Parco. Una importante iniziativa dell’Ecomuseo del Casentino, trasferita anche negli altri Comuni del parco, che mira a portare i prodotti locali e la cultura tradizionale nelle feste popolari che periodicamente si tengono nei Comuni del Parco. Oggi si svolgono diciassette Festesagge negli 11 Comuni del Parco Nazionale che, dal 2015, hanno eliminato la plastica a favore del composta bile o del riutilizzabile e hanno fatto diventare protagonisti delle feste popolari gli agricoltori e le produzioni tipiche dei  propri territori.
Si passerà quindi ad affrontare il tema delle risorse legate  all’ambiente montano. Giuseppe Giovannuzzi, castanicoltore casentinese e Nicoletta Vai, funzionaria del Servizio fitosanitario della Regione Emilia Romagna ci parleranno del castagno e del suo futuro. Antonio Brunori, direttore generale di PEFC Italia che interverrà sulla certificazione dei legnami e la loro importanza per i nuovi mercati. Prosegue gli interventi della mattinata Antonio Mortali, direttore del Consorzio Comunalie parmensi, che porta la sua esperienza sulla gestione multifunzionale del bosco, dalla produzione di legname alla raccolta dei funghi. Nel pomeriggio Massimo Piraccini (Parks.it) interverrà sulla potenza del web nella generazione di nuova economia  turistica ed agricola legata all’Appennino, mentre  Silvio Mini parlerà della collaborazione internazionale creata per la conservazione e valorizzazione dell’imprenditoria legata ai lavori artigianali e artistici.
La giornata proseguirà nel pomeriggio affrontando le  diverse esperienze e problematiche connesse alla fauna selvatica, nell’ottica di trasformare il “problema” in “risorsa”. Alfredo Bresciani, della Comunità Montana del Casentino, interverrà per parlare dell’incidenza che la fauna selvatica ha sulla rinnovazione del bosco; Silvio Barbero, vicepresidente dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, illustrerà il progetto che l’UNISG sta sviluppando con la Facoltà di Medicina Veterinaria di Milano per l’utilizzo di carne di animali selvatici. Aldo Zivieri, dell’omonima macelleria di Monzuno (Bo) parlerà della sua esperienza legata alla commercializzazione di carni locali derivate da animali selvatici abbattuti in selezione. Dopodiché Vito Mazzarone porterà la sua esperienza di faunista toscano della città Metropolitana di Firenze.  Enzo Valbonesi, responsabile del Servizio Parchi e Risorse Forestali della Regione Emilia Romagna, interverrà sul futuro di questa storica risorsa.
 La chiusura della giornata di venerdì sarà tenuta da Maria Luisa Bargossi  responsabile del Servizio territorio rurale e attività faunistico venatorie della Regione Emilia Romagna. Sabato sarà tutto all’insegna del progetto dedicato al rilancio qualitativo delle mense scolastiche. Dopo i saluti di Giuseppe Tolo (fiduciario Slow Food Forlì e Appennino Forlivese) e di Raffaella Grana, presidente Slow Food Toscana, si affronterà il progetto cardine di Oltreterra: le mense agricole. Il primo intervento sarà di Elena Sandrone (Slow Food Educazione) dedicato alla illustrazione di questo primo anno di indagini sulle mense scolastiche dei Comuni del Parco, per poi ascoltare l’esperienza del virtuoso Comune di San Godenzo con il progetto “La scuola senza Zaino” (Sandra Affortunati). Michele Vignali, referente del progetto “Tuttigiorni” parlerà della ristorazione scolastica a filiera corta.
Direttamente da Trieste (Ausl 1 – Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione) Giulio Barocco porterà l’esperienza friulana dei prodotti degli orti scolastici nelle mense delle scuole; mentre subito dopo Matteo Monti, formatore Slow food Italia, presenterà il progetto formativo ideato per tutte le scuole dei Comuni del Parco che hanno aderito al progetto “Pensa che mensa”,  attraverso anche l’esperienza degli orti scolastici.
Gli ultimi due interventi della giornata saranno di Maurizio Mariani, presidente del Consorzio Risteco “Pensare e ripensare il sistema mensa”, l’esperienza virtuosa di Sotral e Risteco, e Mauro Marconi, presidente Cooperativa For.bi – Forlì su “La piattaforma agricola”.
I lavori saranno chiusi da Luca Santini, Presidente del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.
Parteciperà alle giornate di lavoro il Direttore generale Ambiente Difesa del Suolo e della Costa della Regione Emilia Romagna. 
Info e foto sul sito  www.oltreterra.it
Ufficio stampa PN. Foreste casentinesi, monte Falterona e Campigna