Coaching, cos’è e perché sempre più persone vi fanno ricorso

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La valorizzazione delle risorse umane è un concetto sempre più affermato all’interno delle aziende. Basta in effetti guardare le fiction provenienti dagli Stati Uniti per notare come la figura del coach sia ormai parte integrante dei processi aziendali, mirando a tirare fuori il meglio dei singoli componenti di un’impresa, a beneficio collettivo.
Già il termine coach dovrebbe far capire come si tratti di un concetto mutuato dallo sport, ove allo stesso è affidato il compito di mettere la squadra a lui affidata in condizioni di esaltare al massimo il proprio rendimento e porre le basi per l’affermazione finale. Andiamo quindi a cercare di capire meglio cosa sia e il motivo che spinge sempre più persone a farvi ricorso.

Cos’è il coaching?

Per coaching si intende un percorso creativo che vede il conduttore impegnarsi in una relazione con il cliente rivolta a tirare fuori dallo stesso tutto il suo potenziale, troppo spesso limitato da atteggiamenti di sfiducia nelle proprie capacità. Se si tratta di una disciplina relativamente nuova nel nostro Paese, negli Stati Uniti è invece utilizzato da decenni per fare in modo che dal semplice bozzolo possa fuoriuscire la classica farfalla.

Gli ambiti di applicazione

Come abbiamo già ricordato, il coaching ha avuto la sua genesi in ambito prettamente sportivo, trovando la sua prima definizione e teorizzazione all’interno di “The Inner Game of Tennis”, un libro di Timothy Gallwey nel quale si afferma a chiare note come l’avversario più temibile per lo sportivo che intende migliorare le proprie performances non sia quello che si contrappone a lui in una competizione, ma quello ospitato nella sua psiche. Nello stesso testo Gallwey provvede poi a spiegare come basti spingere l’atleta a padroneggiare al meglio le sensazioni interne per aiutarlo a conseguire risultati sensibilmente migliori.
Con il passare del tempo dal tennis, iniziale campo di applicazione, il coaching si è allargato anche ai processi aziendali e, in generale, in qualsiasi campo ove esistano delle persone che necessitano di una spinta per rimettersi in gioco e conseguire una crescita in termini personali.

Perché il coaching è utile alle aziende?

Come abbiamo ricordato, il coaching è estremamente sviluppato negli Stati Uniti, ove rappresenta una figura praticamente immancabile nelle aziende medio grandi. Il motivo che lo sta sospingendo è da individuare nel fatto che un approccio più orientato al conseguimento di obiettivi specifici risulta uno strumento maggiormente efficace nell’ottica di generare cambiamenti reali rispetto ai tradizionali corsi di formazione.
In particolare, è stato Robert Dilts, nel suo testo “Il manuale del Coach” ad elencare le aree in cui viene applicato più frequentemente questo processo. Tra di esse vanno ricordate le seguenti:

  • la generazione di nuove possibilità;
  • operare delle scelte;
  • gestire al meglio il tempo;
  • organizzare le aspettative, proprie o meno;
  • comunicare in modo efficace;
  • apprendere dai propri errori;
  • migliorare i rapporti lavorativi;
  • risolvere i problemi
  • gestire alti e bassi;
  • individuare un punto di equilibrio tra vita privata e professionale.