Nel cuore del parco nazionale delle Foreste Casentinesi, il Gardone si è trasformato in una sorta di “centro benessere” per trote e C.
Con l’aiuto dell’ingegneria naturalistica, infatti, il Consorzio 2 Alto Valdarno e l’Università di Firenze, in località Imposto, sono riusciti a creare un piccolo eden per la fauna ittica, restituendo funzionalità al vivace torrente montano, che in passato era invaso da piante e rami secchi, schiantati dal vento.
In questo punto del fiume, che nasce dal monte Gabrendo per tuffarsi nello Staggia, il legname, che si è via via accumulato, ostacolando la corrente, ha causato profonde erosioni di sponda, danni alle opere idrauliche, distruzione della viabilità di servizio e ha messo in crisi l’intero ecosistema.
Un situazione seria quella che Consorzio 2 Alto Valdarno e Università degli Studi di Firenze, insieme, hanno deciso di affrontare e risolvere con un intervento finanziato dalla Regione Toscana e realizzato con sistemi innovativi ed ecocompatibili,
Le pietre e il legname che soffocavano il Gardone sono stati infatti raccolti, selezionati e impiegati per controllare le erosioni in alveo, stabilizzare le sponde, consolidare il piede dei versanti, scongiurare il pericolo di distruzione delle opere idrauliche ancora presenti e l’isolamento dell’area.
All’interno del torrente è stata ricostruita l’antica morfologia del fiume, con l’inedita e ancora poco conosciuta tecnica dello step-pool, che si è rivelata anche la più adatta a garantire la biodiversità e il benessere degli animali.
Il risultato è stato illustrato, in occasione della Settimana della Bonifica, manifestazione nazionale conclusasi domenica 19 maggio, con una visita guidata e un workshop nel corso del quale il professor Federico Preti dell’Università di Firenze ha illustrato i risultati: eccellenti sul piano tecnico-ingegneristico e biologico. “L’adozione di opere idrauliche convenzionali – ha spiegato il professore – avrebbe impedito alla fauna ittica la possibilità di risalire il corso d’acqua. Le strutture realizzate con lo step-pool, alternando salti e pozze, risultano in perfetta sintonia con la morfologia e l’organizzazione del fiume e hanno caratteristiche gradite alla fauna ittica. I salti, di altezza mai superiore ai 90 cm, sono facilmente superabili mentre le pozze, dove l’acqua è ferma, piacciono in modo particolare ai pesci che, al loro interno possono stanziare: in questo modo la riproduzione ne viene favorita”.

L’operazione salva-Gardone di fatto, oltre a migliorare la sicurezza idraulica, ha permesso di recuperare parte dell’antica viabilità su cui sorgono i ruderi di un vecchio castello e di favorire il naturale ripopolamento del corso d’acqua.
Inaugurando l’intervento Serena Stefani, Presidente del Consorzio, ha commentato: “Ritengo strategico sperimentare l’utilizzo di tecniche meno invasive e rispettose dell’ambiente, per risolvere le problematiche idrauliche del nostro territorio. Ed è questo uno dei punti del programma di governo dell’ente che mi propongo di realizzare nel corso del mio mandato”.

Comunicato stampa
Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno
Arezzo, 20 maggio 2019