L’Amministrazione sostiene di aver trovato una soluzione al problema di San Lorenzo.

Noi ci chiediamo come sia possibile che un edificio di pregio all’ingresso del centro storico, con un chiostro stupendo e un orto/giardino davanti a una delle principali scuole del Casentino possa rappresentare un problema!

Perché i 450.000 euro stanziati oggi per il chiostro e il tetto non sono stati stanziati tanti anni fa, creando spazi dove anche gli studenti potessero trovare un punto di aggregazione?

Ancora prima di pensare un progetto di valorizzazione serio e coerente con la storia e il carattere del luogo perché non ci si è impegnati a garantire almeno il presidio e la sopravvivenza del chiostro e del giardino in tutti questi anni? Non si sa forse che la buona pratica della manutenzione preventiva costa di meno che il recupero delle situazioni ammalorate?

Un buco nero per il passato e che cosa per il futuro?

Si legge che verranno messi a disposizione 1.650.000 euro per un intervento complessivo di 678 mq, destinato alla realizzazione di 10 mini alloggi popolari, localizzati al piano terreno e primo negli spazi che si affacciano sul chiostro.
E alla destinazione pubblica cosa resta?
Vagnoli non ricorda che San Lorenzo era stato acquistato per finalità culturali e per la fruizione pubblica? Eppure l’aveva scritto nel programma 2014 e pure approvato con la Deliberazione n°30 del 12 giugno 2014. Questa è la sua visione di sviluppo e valorizzazione del territorio?

A nostro avviso non esiste il problema San Lorenzo.
Esiste la grande opportunità di valorizzarlo come punto di attrazione principale all’interno di un’azione capillare che vada a toccare tutto il territorio.
Le risorse destinate ad edilizia popolare potrebbero essere dirottate in altri edifici comunali non utilizzati. In questo modo avremmo un numero ben maggiore di alloggi, diffusi, con costi contenuti di recupero o di semplice manutenzione.

Invece, grazie alle entrate straordinarie (alienazioni immobiliari e oneri di urbanizzazione), alle risorse di bilancio (mutuo già contratto) e al bonus art (contributi privati) potremo riportare in vita il complesso conventuale.

San Lorenzo è per noi il museo, il centro di esposizioni temporanee e permanenti, lo spazio per le associazioni, lo spazio amministrativo, congressuale e direzionale, il luogo di socializzazione e di studio per i giovani e gli studenti, il faro che evidenzia e valorizza le diverse anime e iniziative che il territorio esprime. Tutte queste funzioni saranno sapientemente distribuite nei tre livelli esistenti, e il giardino monastico sarà riprodotto.

San Lorenzo è la porta d’ingresso a Bibbiena, il luogo dove la città si mostra e si racconta, il luogo dove andare con il sole e con la pioggia, il posto per imparare e per incontrarsi.

Quello che scegliamo oggi per San Lorenzo definirà quello che Bibbiena sarà tra trent’anni.

Comunicato stampa Lista Civica Gianni Galastri