Casentino, crisi dei pediatri: le associazioni dei genitori si appellano alle istituzioni regionali

  • La proposta di intervenire subito per far rimanere in Toscana i nuovi pediatri

La concomitanza di alcuni articoli sul tema e la revisione in atto dei criteri di accreditamento alle scuole mediche, con il rischio di una diminuzione dei contratti annuali di formazione specialistica per nuovi pediatri, hanno spinto i rappresentanti delle associazioni dei genitori della Consulta tecnico-scientifica, organo consultivo della Rete pediatrica regionale, coordinata dall’Ospedale Pediatrico Meyer, a rivolgere un accorato appello a tutte le istituzioni interessate. Negli ultimi anni in Italia si assiste infatti al calo del numero dei pediatri. In Toscana la situazione non è migliore, soprattutto per l’assistenza territoriale dove i 430 pediatri di famiglia devono seguire in media più di mille bambini a testa. Inoltre, ogni anno, vanno in pensione circa 50 pediatri contro i 37 che escono dalle Università toscane. Ma la situazione peggiora ulteriormente nelle zone collinari e montane, soprattutto nella Toscana Sud-Est che copre il 50% del territorio regionale e raccoglie il 25% della popolazione.
Andrea Fiori di Arezzo, presidente dell’associazione “Cuore di Bimbo”, uno dei tre rappresentanti, ci spiega meglio la loro azione: “Soprattutto nelle zone extraurbane, come il Casentino e la Valtiberina, i problemi rischiano di amplificarsi. Agli organi della Rete Pediatrica, nella riunione di fine giugno, abbiamo chiesto un’accelerazione al completamento dei percorsi pediatrici che interessano il passaggio fra ospedale e territorio, con un maggior coinvolgimento dei pediatri di famiglia nel trattamento dei piccoli pazienti cronici, in costante aumento, e per la gestione degli accessi ai pronti soccorsi, spesso eccessivamente ingolfati, anche per casi lievi. Ai direttori delle tre scuole di specializzazione universitarie toscane (Firenze, Pisa e Siena) abbiamo invece chiesto uno sforzo per uniformare i percorsi formativi, enfatizzando le rispettive peculiarità, per dar modo a tutti i futuri pediatri di formarsi in rete, dai presidi territoriali fino al Meyer. La risposta è stata confortante visto che i direttori stavano già intensificando i contatti fra di loro proprio per cementare la collaborazione”. “Infine – prosegue Fiori – siamo stati ricevuti dalla terza Commissione Sanità della Regione Toscana a cui abbiamo chiesto un intervento per incrementare il numero di nuovi pediatri da formare in Toscana, finanziando contratti aggiuntivi regionali, con clausole che in caso di assunzione favoriscano il permanere dei nuovi pediatri nel nostro sistema sanitario. Inoltre, finanziare quattro borse di studio annuali permetterebbe di dare un forte segnale a tutti della volontà di intervenire con forza in ambito pediatrico”.
“Siamo contenti che il Presidente della Commissione Scaramelli – conclude Fiori – ci ha confermato l’attenzione e l’interesse prioritario verso la tutela del mondo dei bambini, tema che verrà approfondito proprio nella riunione del 19 luglio. Siamo quindi fiduciosi, la Toscana è sicuramente una regione all’avanguardia in ambito socio sanitario, cercheremo di aiutare ed essere di stimolo perché in ambito pediatrico diventi un’eccellenza nazionale”.

Comunicato stampa

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