Ci sono le persone gentili. Cordiali, disponibili. A ben guardare ce ne sono molte in realtà. E poi c’era Stefano, che della gentilezza, della cordialità e della disponibilità aveva fatto un profilo di vita, quasi un marchio di fabbrica.

Ci sono le persone attente, puntuali, professionalmente preparate. E c’era Stefano, che, da sempre, rappresentava un insostituibile punto di riferimento professionale per tutti noi.  Attento, puntuale, capace. Una voce spesso irrinunciabile nella sua, nella nostra professione.

Ci sono le persone oneste. Le vedi dallo sguardo. Le riconosci nelle azioni. E c’era Stefano che l’onestà, anche e soprattutto intellettuale, sapeva declinarla in tutte le sue forme.

Ci sono poi le persone umili, quelle che antepongono sempre il dubbio, anche rispetto alle proprie indiscutibili capacità, e quelle generose, che amano condividere con gli altri le proprie conoscenze, il proprio bagaglio culturale; quelle che amano sviscerare le questioni, approfondirle e che poi trovi sempre alleate e sorridenti, nel piccolo o nel grande problema da risolvere.

Stefano Milli aveva tutto questo. Era tutto questo. Ma era anche molto altro. Era prima di tutto un uomo che svolgeva con enorme passione e attenzione il suo lavoro. Chi, come me, ha avuto il privilegio di farci un lungo percorso di strada insieme, a stretto contatto, sui temi dell’Urbanistica e della Pianificazione del territorio, non poteva non essere contagiato dal suo amore per questo lavoro, dalla sua serietà, dalla voglia continua e costante di mettersi in gioco. Di imparare. Di non lasciare mai nulla al caso. Non viaggiava in superficie Stefano Milli. Scendeva al nocciolo delle cose. E ti chiedeva di farlo. E tu lo facevi. E non importa quanta fatica costasse, quanto lavoro in più. Lo facevi. Perché a tanta passione non c’era altro modo di rispondere che mettendone in campo una dose adeguata.

E c’era il suo amore profondo per queste terre. La sua conoscenza perfetta di meccanismi e regole, la sua grande capacità di usare il buon senso. Il suo sorriso, la sua mano ferma, il suo sguardo sincero.

Te ne vai, lasciandoci la più grande delle testimonianze: fare le cose con amore. Stare dentro le cose. Senza risparmiarsi. E a noi, che oggi siamo tutti un po’ più soli, restano i ricordi preziosi dei momenti, delle settimane, degli anni condivisi con te. Dei confronti, delle discussioni, delle analisi, delle soluzioni. Di un percorso di crescita fatto insieme. Grazie Stefano. Anche solo per questo, ma non solo per questo, ci mancherai.