Einaudi a Romena: “Pericolosa organizzazione” (la lettera)

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che ci ha inviato un lettore in merito al concerto di Ludovico Einaudi che si è svolto al Castello di Romena il 27-07-2022.

«Ieri sera io e mia moglie abbiamo partecipato al bellissimo concerto di Ludovico Einaudi nella bellissima cornice del Castello di Romena.
Ecco, la parte musicale dell’evento è l’unica nota positiva della serata, che comunque non ci siamo potuti godere con la massima tranquillità, sicurezza e comodità per quanto vi descrivo successivamente.
Siamo arrivati al Castello circa un’ora prima del concerto e ci siamo resi conto che non c’era la possibilità di stare seduti in tutta sicurezza a godersi il concerto.
La situazione poi è peggiorata con un afflusso di veramente troppe persone; tutti gli spettatori sono stati invitati a “compattarsi” per far entrare le ancora tante persone che non riuscivano ad entrare; gli addetti alla sicurezza parlavano di dover far entrare in quello spazio 1.800 persone!!! Ci siamo fatti sempre più stretti con non poca preoccupazione per l’incolumità fisica di tutti e con un rischio contagio da COVID altissimo;  ma tutto ciò non è bastato far sedere tutti.
Ad un certo punto gli addetti alla sicurezza hanno fatto occupare anche quella piccola striscia nel centro della spazio, che doveva servire a “via di fuga” e si sono posizionati ai lati del pubblico.
La preoccupazione nostra e anche di molti altri spettatori vicini a noi era, cosa sarebbe successo in caso di un evento che ci avesse costretto a uscire il più velocemente possibile da quello spazio.
Purtroppo il concerto lo abbiamo vissuto con non poca preoccupazione unita anche ad una scomodità assurda per la mancanza di spazio “vitale”.
Mi permetto di dire all’organizzazione che avete sicuramente sbagliato i calcoli delle persone da far entrare al Castello; vi siete presi veramente un GROSSO RISCHIO, che avete fatto correre anche ad ognuno di noi, perchè quando il concerto è finito ci siamo resi conto che le vie fuga/uscita erano totalmente insufficienti; non c’erano cartelli luminosi che indicassero le uscite e qualche addetto alla sicurezza (anche di giovane età) non sapeva indicare se le uscite erano una, due o tre e dove fossero. 
Per uscire dal castello, ovvero dall’arco dove c’era il controllo biglietti ci abbiamo messo più di 40 minuti; tant’è che ad un certo punto la calca era tale che siamo tornati indietro e abbiamo aspettato a rimetterci in fila.
Non capisco come sia stato possibile far svolgere un concerto in quel posto con così tante persone, chi l’ha autorizzato?
Se volevate mettere dentro più persone possibili (NON COSI’ TANTE PERO’) avreste almeno dovuto mettere le sedie, rinunciando al distanziamento che cmq non c’è stato, ma mantenendo spazi vivibili, vie di fuga sicure e magari anche ben segnalate.
Un consiglio: per concerti di questo tipo, per garantire comodità e sicurezza al pubblico, continuate ad utilizzare lo spazio intorno alla Pieve, come è già stato fatto anche lo scorso anno.»
Andrea Bartolini

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