Il Club Fotografico Avis Bibbiena (www.facebook.com/clubfotgraficoavis) e la FIAF, Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (www.fiaf.net) hanno annunciato i vincitori dell’edizione 2019 di “Crediamo ai tuoi occhi”, il concorso italiano, giunto alla 13esima edizione, dedicato alla promozione editoriale di lavori fotografici di autori emergenti.

Nella sezione percorsi, che aveva l’obiettivo di premiare il miglior progetto fotografico conferendogli visibilità e diffusione, il premio per il Miglior Autore è stato assegnato a Daniele Vita con l’opera “La Settimana Santa in Sicilia”, un viaggio in immagini che ha inizio nel 2010 a Trapani e che rappresenta la Settimana Santa come “un grande palcoscenico che mette in scena la finzione con la rappresentazione e la sua contraddizione, la realtà della vita.”

Del suo lavoro, Daniele Vita ha detto: “[…] La settimana santa si concentra in pochissimi giorni e in questi anni ho percorso migliaia di chilometri in tempi molto serrati, utilizzando quasi sempre la mia automobile come letto, per arrivare il prima possibile all’inizio di un evento religioso. Al termine del primo anno mi trovai con delle immagini buone di Trapani, poiché la mia fotografia è molto istintiva, la mia mente avvertì il bisogno di comprendere meglio e quindi raggiunsi nuovamente i Misteri l’anno successivo. Trovai che le foto editate erano tutte riconducibili ad un’unica “Vara”, proprio quella che poi ho seguito per tutti gli anni: questo mi ha regalato doni come ricevere il bacio di Pasqua o portare anche se per poco la Vara, segni di forte riconoscenza e appartenenza ad una comunità. Ricevere questi doni è stato come riscattare mio padre, ho sentito per tanti anni i suoi discorsi sulla Sicilia, le persone lasciate adolescenti e nella sua mente rimaste tali, luoghi ormai crollati ma raccontati come il posto più bello del mondo, ho sentito il suo dolore di migrante andato via lasciare la sua terra e ad ogni ritorno la ferita di non essere più riconosciuto e di luoghi crollati come ferite dell’anima.[…]”.

Daniele Vita ha vinto la pubblicazione editoriale gratuita del suo lavoro in un volume della collana monografica FIAF e l’allestimento di una mostra presso il CIFA, il Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena (www.centrofotografia.org).

Il lavoro 2° classificato nella sezione percorsi è stato quello di Umberto Verdoliva con l’opera “Il tempo degli attimi”, un viaggio nella memoria dell’Autore che ha non solo lo scopo di “memoria” ma anche quello di coinvolgere trasferendo impulsi e sensazioni intime, irreali, personali.

Umberto Verdoliva spiega così la sua opera: “Sedimentare un liquido in fisica significa attendere il depositarsi sul fondo di piccole particelle per depurarlo. Lo stesso processo in fotografia lo mette in atto il tempo, depura gli attimi colti con una fotocamera, li ripulisce dalla spinta dell’istinto e li elabora poi in funzione di un racconto. Fotografare a “memoria” può risultare un esercizio molto difficile, quasi impossibile, fotografare ciò che vedi è un atto, viceversa, immediato mosso da motivazioni più o meno impellenti, ma lasciar sedimentare nel tempo la fotografia vuol dire trasformarla nella sua essenza, modificarla per attribuirle significati diversi. C’è tale concetto alla base di questo lavoro, ho lasciato alterare dal tempo le immagini, tenendole chiuse per anni in un cassetto, in cui solo ora, portate alla luce, intravedo il mio filo conduttore. Uno sguardo che prende improvvisamente una direzione diversa da ciò che sentivo nel momento della “registrazione” dove solo la rielaborazione, il dare forma ad un contenuto precedentemente elaborato, può significare.[…]”.

Il lavoro di Umberto Verdoliva verrà pubblicato gratuitamente in versione e-book nella collana Portfolio della casa editrice emuse (www.emusebooks.com/libri/portfolio) e verrà ospitato in una mostra presso il CIFA.

Ulteriori tre premi ex-aequo sono stati assegnati a Federico Arcangeli con l’opera “Pleasure Island”,
Enrico Genovesi con l’opera “Nomadelfia” e Filippo Venturi con l’opera “Eyes Wide Shut”. Anche questi tre lavori verranno esposti presso il CIFA.

Nella sezione autoedizione, dedicata al miglior libro fotografico d’autore in autoedizione, è stato premiato “La periferia alle porte” di Renata Busettini e Max Ferrero, un viaggio fotografico nella cosiddetta “Rust belt”, la cintura di ruggine, un territorio non perfettamente definito che abbraccia la zona nord-est degli Stati Uniti e che porta i segni della crisi economica e demografica.

“Fino al finire degli anni ’50 era il cuore pulsante della produttività made in USA, il suo soprannome era di ben altra fattura: “Manufactoring belt” o “Factory belt”, la cintura industriale. Poi il lento declino, la delocalizzazione di alcune grandi industrie negli Stati del sud-ovest per sfruttare una mano d’opera dal minor costo e poi, con la stessa cinica imprenditorialità, una successiva dislocazione delle industrie pesanti nei paesi in via di sviluppo. Il declino industriale, iniziato negli anni ’60, provocò effetti molteplici e concatenati: all’industria seguì la crisi dell’indotto, la mancanza di una qualsiasi politica di welfare obbligò alla fuga la popolazione più agiata, le città cominciarono a spopolarsi, i comuni percepirono meno introiti dalle tasse e i servizi primari collassarono, spingendo anche la classe media a emigrare. Chiusero anche molti esercizi commerciali, persino la cultura diventò un lusso di cui si poteva fare a meno, nelle città e nei villaggi spopolati rimasero solo gli ultimi.[..]”.

I vincitori hanno ottenuto la pubblicazione gratuita di 100 copie del libro e l’allestimento di una mostra presso il CIFA.

Nella stessa sezione, ulteriori sei premi ex-aequo sono stati assegnati ad Andrea Angelini con “Cammino portoghese”, all’Associazione Culturale Ezzelino Fotoclub Con “Cento anni dopo…”, a Francesco Ciranna, Martina Gennaretti, Gaia Mattioli e Stefano Schiaffonati Con “Hello hero”, a Vittorio Faggiani Con “Foglia e nuvola”, a Gt Art Photo Agency Con “Feeling home, sentirsi a casa” e ad Alessandro Mazzola Con “Della regola della luce”. Anche questi sei lavori verranno presentati in mostra al CIFA di Bibbiena.

La cerimonia di premiazione del concorso e la presentazione del volume dell’autore vincitore della 13ª edizione della sezione “Percorsi”, del secondo classificato vincitore della pubblicazione in versione e-book e del Miglior Libro Fotografico d’Autore della sezione “Autoedizione” si terrà sabato 21 settembre alle ore 18.30 al teatro Dovizi di Bibbiena, all’interno della manifestazione FotoConfronti, da anni appuntamento imperdibile tra gli eventi italiani in ambito fotografico.

Per maggiori informazioni:
www.centrofotografia.org
www.fiaf.net
www.fotoconfronti.it

Daniele Vita – Biografia
Daniele Vita nasce a Vetralla nel 1975. La sua esperienza fotografica si sviluppa preminentemente e si consolida nel tempo attraverso viaggi di reportage sociale in diversi paesi (tra cui Ecuador, Bulgaria, Algeria e area del Maghreb, ma anche alcune zone del Sud Italia). La sua straordinaria sensibilità alle tematiche sociali più serie riscontrate in questi paesi si unisce ad una capacità particolare di raccogliere nel mondo quotidiano espressioni spontanee di umanità, scampoli di esistenze segnate da un destino non semplice, prospettive non scontate di giovani vite in divenire.
Questa grande capacità di vestirsi di quei mondi con semplicità, rispetto e trasparenza è favorita da soggiorni di convivenza più o meno lunghi nelle terre e nei nuclei familiari di cui ci racconta. Di tali esperienze riesce a offrire testimonianza collaborando con diverse riviste di settore Italiane che lo segnalano per servizi fotografici e reportage prevalentemente a sfondo sociale. Nel 2008 vince il primo premio al Toscana Foto Festival e nel 2009 vince il primo premio Sud est Coop e solidarietà. Sempre nel 2009 è finalista al premio Kiwanis, Portfolio Italia. Nel 2009 e 2010 è finalista al premio Hystrio Occhi di Scena e nel 2011 è finalista al premio Unicef POY 2011. Nel 2012 vince la borsa di studio Giovanni Tedde grazie ad un reportage su Cojimies, un piccolo villaggio ecuadoriano affacciato sull’Oceano Pacifico. Nel 2014 vince il premio Castelnuovo Fotografia. Tra le sue esposizioni personali e collettive, si ricordano le mostre presso la Sala Santa Rita a Roma (2006), a San Pier Scheraggio presso gli Uffizi (Firenze) per i fratelli Alinari (2007), al Fotografia-Festival internazionale di Roma (2008), al Centro italiano per la fotografia d’autore a Bibbiena (2009), al Toscana Foto Festival (2010), al MIA – Milan Image Art Fair (2011) e al Citerna Fotografia (2012), Castelnuovo di porto Fotografia 2015, Rovine, Roma palazzo Altemps 2015, Feeling home, fabbrica del vapore, Milano 2017, Med photo fest, festival internazionale di fotografia del mediterraneo, Siracusa, Caltagirone 2018.

Umberto Verdoliva – Biografia
Umberto Verdoliva è nato a Castellammare di Stabia (Napoli) nel 1961, risiede a Treviso dal 2003. Si avvicina alla fotografia nel 2006 e da subito la fotografia di strada diventa il suo principale campo di ricerca ed attività. Dal 2008 si iscrive alla FIAF e nel 2010 entra a far parte del collettivo internazionale “ViVo” che lascia nel 2017. Nel 2013 è fondatore di “SPONTANEA” collettivo italiano dedicato alla street photography. Un occhio attento e sensibile attirato dalla umanità e dalla poesia del quotidiano affronta la fotografia con creatività e costanza, catalogando i suoi lavori spesso in serie o in progetti tematici. Città mentale, Prigioniero della privacy, What is a dream? Behind a glass, I’m like you, sono le serie più rappresentative del suo lavoro fotografico incentrato su di una costante attenzione verso ciò che il quotidiano gli riserva, descrivendone attimi e storie. Tra i principali riconoscimenti conseguiti, si segnala: finalista al Sony World International Photography 2009; vincitore del premio portfolio città di Fabriano nel 2010; finalista della 10°edizione del premio CIFA 2013 “Crediamo ai tuoi occhi”; finalista al FOFU photo challenge 2011 e 2013; finalista e premio del pubblico al Miami street photography festival 2014; finalista al streetfoto San Francisco contest 2016; ancora finalista al Miami street photography festival 2016; finalista al FAPA Fine Art Photography Awards nel 2016 e finalista con il libro “An Ordinary Day” all’Indian Photo festival 2017. Espone nel 2013 al palazzo degli Scalzi a Sassoferrato (An) nell’ambito del Face Photo News e nel Febbraio 2016 ad Abano Terme, Villa Roberto Bassi Rathgeb, con la mostra “An ordinary day” curata dal gruppo Mignon di Padova che ne realizza anche il suo primo libro fotografico. Espone come autore invitato al Trevignano Fotografia 2016 e alla settima edizione del BI Foto Fest di Mogoro in Sardegna nel 2017. Nel 2015 è uno dei dieci autori del progetto “VIA” commissionato dal Goethe Institute. Il lavoro sviluppato in un anno, è stato esposto al museo di Trastevere a Roma nel gennaio 2016 e fa parte di una mostra itinerante che collega, attraverso la fotografia di strada, città italiane e tedesche. Ha curato nel 2013 la mostra collettiva “Non in posa” presso il cassero medievale di Prato e nel settembre 2016 la mostra collettiva 100 Attimi-Fotografia di strada presso il museo casa dei Carraresi a Treviso con l’intento di mostrare la crescita della fotografia di strada italiana negli ultimi dieci anni. Cura laboratori, mostre e letture di portfolio, presentazioni, scrive articoli ed approfondimenti, le sue fotografie sono state pubblicate dalle principali riviste di fotografia italiane. Dal Dicembre 2016 collabora con il dipartimento social della FIAF e con la rivista FOTO IT.

Renata Busettini – Biografia
Sono nata a Milano nel 1964 e mi sono trasferita a Torino agli inizi degli anni ‘80. Ho avuto la grande fortuna di viaggiare moltissimo e la fotografia è da sempre stata una mia buona compagna di viaggio. Al ritorno di ogni viaggio, ero carica di nuove esperienze e di tanti rullini di foto ricordo. La mia passione per i viaggi non è cambiata ma il viaggio non è più motivo per scattare. Ora la fotografia è diventata il motivo per viaggiare. E così le immagini ricordo hanno lasciato spazio a progetti fotografici raccontati per immagini e parole. Prediligo la fotografia documentativa e negli ultimi progetti, ho scelto “il ritratto” come strumento di racconto.

Max Ferrero – Biografia
Giornalista dal 1987, ha pubblicato su tutte le maggiori testate italiane e i suoi reportage si sono concentrati e specializzati nell’ambito della ricerca sociale. Servizi fotografici sulla guerra nell’ex Jugoslavia, il Kurdistan iracheno, il Centro America, l’immigrazione extracomunitaria, i nomadi, gli ospedali psichiatrici e le carceri sono stati oggetto di pubblicazioni e mostre. Cofondatore dell’agenzia fotografica Sync-studio di Torino con i fotoreporter Paolo Siccardi e Alberto Ramella, attualmente lavora anche su temi geografici e didattici. Attraverso la sua attività d’insegnante, collabora dal 2009 con il sito di divulgazione fotografica Fotozona curandone gli articoli tecnici e l’aspetto critico. Dal 2011 è professore di fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Novara.

FIAF
Fondata nel 1948 a Torino, la FIAF è un’associazione senza fini di lucro, attenta da sempre alle tendenze e alle istanze culturali della fotografia italiana, che si prefigge lo scopo di divulgare e sostenere la fotografia amatoriale su tutto il territorio nazionale. In oltre sessant’anni di storia la FIAF non ha cambiato il suo originale intento ed oggi annovera circa 5.500 associati e 550 circoli affiliati, per un totale di oltre 40.000 persone coinvolte nelle attività dell’Associazione, accomunate dalla passione per il mondo della fotografia e a cui fornisce molteplici servizi, dai più pratici mirati al sostegno alle organizzazioni a quelli rivolti alla formazione e alla crescita culturale di ogni singolo associato. www.fiaf.net

Comunicato stampa
Fiaf e Cifa
Bibbiena, 1 agosto 2019