“Fuochi Partigiani”: una rievocazione di successo (fotogallery)

Casentino (AR) – Ieri sera, dalle 22:15 alle 23:15, alzando gli occhi verso i crinali dei nostri monti, i casentinesi hanno potuto assistere alla rievocazione dei “Fuochi Partigiani”, una serata commemorativa organizzata dall’ANPI della provincia di Arezzo in collaborazione con le varie sezioni staccate. L’ANPI Casentino, in particolare, si è occupata della nostra valle accendendo dei grossi riflettori in punti strategici dei nostri monti a memoria di quei fuochi che il 25 maggio del 1944 accesero i Partigiani durante la resistenza. In particolare, i potenti riflettori che hanno “illuminato di libertà” la nostra valle sono stati accesi in Pratomagno, a La Beccia della Verna, a Camaldoli, al Passo della Calla e a Monte Pomponi a Pratovecchio Stia. Grande la soddisfazione da parte del presidente Anpi Casentino Roberto Municchi e da parte di tutti i volontari che hanno reso possibile la riuscita di questa importante manifestazione che rievoca i valori di libertà e democrazia per cui i Partigiani hanno lottato.

Ma perché questa rievocazione? In breve, un po’ di storia:

Il 15 maggio del 1944 le autorità nazifasciste dell’epoca emisero un’ordinanza che intimava a chi fosse stato in possesso di armi di consegnarsi entro 10 giorni. Chi si fosse consegnato alle autorità avrebbe avuto salva la vita. Lo scopo dell’ordinanza era quello di disarmare la Resistenza dei Partigiani che lottava per la libertà. Ma i Partigiani non si arresero e anzi, alla scadenza dell’ultimatum, anziché consegnarsi, accesero tantissimi fuochi sui crinali dei monti per dimostrare che non solo non si sarebbero arresi, ma che la lotta per la libertà sarebbe continuata più forte di prima. La manifestazione di ieri, 25 maggio 2023,  ha  voluto rievocare proprio quel gesto simbolico, ma coraggioso di 79 anni prima.

Video di Leonardo Pironi e Claudio Barolo

 

Christian Bigiarini - Direttore Responsabile
Christian Bigiarini - Direttore Responsabile
Christian Bigiarini è nato a Roma nel 1971, ma scrive a Ponte a Poppi, in Casentino, dove vive. Sposato con Veronica, babbo di Umberto, direttore del periodico Casentinopiù dal 2013, è anche “scrittore”, giornalista, tabaccaio, “ciclista”, "padelista" e “tennista”: quasi tutto rigorosamente tra virgolette.

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