Giorgio Trevisan zittisce (a modo suo) le malelingue di Strada in Casentino

Riceviamo, e pubblichiamo, la facezia che ci ha inviato Giorgio Trevisan dal titolo “Le baruffe ghiozzotte” liberamente tratto dalla commedia goldoniana “Le baruffe chiozzotte” e ispirata, ovviamente, a un fatto realmente accaduto.

“Creature, cossa diséu de sto tempo?” “Uomini e donne, cosa ne dite su cosa sta accadendo in questi giorni?”

“Creature, cossa diséu de sto tempo?” è la prima battuta di Lucietta, una delle protagoniste dalla nota commedia di Carlo Goldoni “Le Baruffe Chiozzotte”. E calza a pennello con questa nota. Volutamente sarcastica. Poco poco ironica. Uno sfizio che ogni tanto mi concedo per dire la mia su “sto tempo”! “Creature (uomini e donne) cosa ne dite su cosa sta accadendo in questi giorni?”.
E’ ACCADUTO
Settimane fa – qualcuno mi ha confidato che sia accaduto proprio il giorno 24 maggio in piena assonanza con il “mormorio del Piave” – uno sconosciuto quanto buontempone signore o signora di Castel San Niccolò avvezzo/a alla “maldicenza” non ha potuto trattenersi dall’espletare i suoi propri bisogni corporali in pubblica via. In assenza degli imperiali vespasiani approfittando dell’oscurità di un crocicchio adatto al caso, questa “creatura” ha pensato bene di dare un proprio corposo contributo alla fertilità del sacro suolo del nostro Comune. E ha pensato bene di darlo con il metodo classico usato in natura. Quello a “dispersione”.
Il nero liquame ha pervaso, come spesso accade, le falde più prodonde delle nostre sorgenti, recando acqua amara che prepotenti vasi comunicanti hanno reso inarrestabile!
E il “cosa diséu de sto tempo?” è la giusta domanda che mi sono posto anch’io dopo essermi accorto che tra i borghi della valle del Solano girava una tipica fola paesana. Un racconto fregnaccia di cappa e spada, dove se non c’era scappato il morto poco c’era mancato!
Nelle botteghe, nei bar e tra i pochi banchi del mercato, nelle piazze e nelle strade si raccontava a bassa voce che quel venerdì 24 maggio di vigilia elettorale, a tarda ora – ma alcuni parlavano delle prime ore del sabato con vincolo “silenzio di riflessione” – a Strada vi era stata una tremenda Baruffa! Una vera e propria zuffa da “strada” tra due esponenti di spicco del Partito Democratico locale per cause ancora tutte da accertare.
E nel racconto degli uni si diceva che i due se l’erano date di santa ragione. Botte da orbi! Sì botte da orbi al punto che era dovuta intervenire anche la benemerita “Nei secoli fedele”. Era intervenuta addirittura l’Arma dei Carabinieri! Da Bibbiena sostenevano i più informati. No da Arezzo dicevano altri dalle orecchie lunghe!
E il piatto succulento non era passato inosservato a quelli dell’altra sponda che quella notte del mormorio del Piave (Il Piave mormorava… il 24 maggio) iniziarono un brusio sempre più assordante tanto da farlo diventare nel breve arco dei giorni una fanfara dei bersaglieri.

E la bubola, la frottola, la cazzata (per dirla con “sto tempo” della Lucietta del Goldoni!) si era propalata in men che non si dica in tutta la Valle del Solano.
Le “Baruffe Chiozzotte“ con la “C” di Chioggia (VE), che si erano insaporite con la “G” di Ghiozzo tipico pesce d’acqua dolce del nostro “fiume” Solano.

Ed ecco a voi le BARUFFE GHIOZZOTTE!
Premessa che potrebbe essere anche non vera. Ma chissà!
Pare che qualche occhiuto/a ghiozzo/a militante in sponda avversa con l’usuale metodo di informazione/comunicazione ancestrale ad alzo zero abbia messo in giro una vera e propria cianata che ha invaso tutto il Paese. Pare!
“Gente, la sapete l’ultima? Il Trevisan e il Mariottini (il Maso), se le sono date di santa ragione!”. “Icchè – rispondeva il totofacente guardiano del faro che aveva rizzato l’orecchia per l’occasione – che l’è successo? Si son picchiati? Ma chii-ee? il Trevisan quel coso del PD? e Maso? Ma daje, non è possbile…”. “Ma come no! Li ho visti coi mi occhi! Botte da orbi! Li son do(v)uti intervenire anche i Carabinieri per separarli…”
La goduria dei ghiozzi militanti della sponda avversa al sentire un tale racconto deve essere stata simile a quella del riccio in calore che si fa la “su’ ” riccia dopo mesi di letargo! E quel 24 maggio 2019, vigilia di elezioni, deve aver nutrito baccanali dal Borgo a Cetica, da Garliano a La Selva, da Prato a Strada. Una sottile atmosfera di estasi sinusoidale deve aver percorso l’intero aere del nostro Comune in quel piovoso giorno di questo strano maggio odoroso!

La chat ufficiale dei ghiozzi militanti della sponda avversa sembrava impazzita all’agitarsi di dita tarantolate che si impattavano in tasti incapaci di rispondere ad una macabra danza che diventava compulsiva ossessione. “Ma che è successo? Particolari, voglio i particolari… Ma si son picchiati? E i carabinieri? Sono intervenuti anche i carabinieri? Ma dai… che figura. Tutti e due. Ahhhh i Pidioti, tutti uguali, hanno da morire… Raccontate, chi sa racconti… Domani li asfaltiamo, li asfaltiamooooooo…”
Dita forsennate correvano danzanti sulla tastiera degli smartphon e degli IPod. Google, android, apple con qualche raro microsoft a singolar tenzone in una gara da cento metri piani.
“M’han detto che lui…”, “chi lui” chiedeva un eccitato/a battitore di tasti, “lui, il coso, il Trevisan… lui gli si è avventato addoso come un gatto furioso su un cane bastardo…e… bava alla bocca”, “bava alla bocca?” chiedeva incredulo un’altra gelida manina al di là di un Samsung Galaxy A7! “Sì, bava alla bocca, sembrava un indemoniato, l’avreste dovuto vedere”… Emoticon, emoji a non finire! A randa costante.
E giù commenti al fulmicotone al limite del licenzioso. Le più accanite erano le ghiozze militanti della sponda avversa che ce l’avevano a morte con entrambi. Con il Trevisan perchè andava pazzo per i popcorn di marca canadese e il Mariottini/Maso per via della sua passione per i leccalecca US!
Poi un post di un certo signore mise tutti a zittire! “Ora la versione corretta ve la do io! Io ho visto! Io so! Io, io, io sono testimone oculare e orecchiale – usò questo neologismo per darsi maggior tono e importanza e perchè in fin dei conti era lui il tenutario della “verità” – e ora vi racconto quanto è successo! Diffondete il mio racconto ad ogni angolo di via, in ogni piazza, bottega, bar e osteria!”

Le dita impazzite si fermarono all’improvviso come piccoli fuscelli in un mare in bonaccia!
“Il Trevisan e Maso (Mariottini) se le sono davvero date di santa ragione. Botte da orbi! Incredibile E ora vi racconto. C’è stato un diverbio per via di certe idee sulla metafisica iperuranica. Il Trevisan era per la meta, e sosteneva che essa era la “Palingenetica obliterazione dell’ io cosciente che si invera e si infutura nell’archetipo prototipo dell’antropomorfismo universale”! Sic!
Maso assai più pragmatico era per la fisica (lo conoscete com’è Il Mariottini, a volte quel “si” viene del tutto da lui ignorato a favor di una crasi fi(si)ca!). Insomma Maso sosteneva che quelle erano tutte “meta-cazzate”, “meta-farloccate”, meta di una meta senza meta che non aveva alcuna meta!
Per farvela breve i due dopo un’accesa discussione dove sono volati bottoni e piastrine si sono sfidati come usava nei tempi antichi, ma mancando in quel momento i testimoni hanno deciso di usare l’arma bianca prêt-à-porter nella variante antico giappone imperiale.
Danzante rotazione darviscia e… zac! Colpo di mano destra con palma rivolta al cielo per meglio colpire l’addendo dell’avversario.
Avreste dovuto vederli roteare come due aquile reali per poi piombare a mano basso sull’addendo dell’avversario. Uno spettacolo d’altri tempi!
Un volo d’aquile incredibile mai vista dai tempi del Conte Galeotto dei Guidi!
Il primo colpo quello del Mariottini grazie alla sua possente corporatura accompagnato da un sotterraneo mugolio che mi parve simile a quello sentito nelle notti d’estate tra le mura del Castello di Ghianzuolo! Sì, pareva il lamento della Matelda…
RAGAZZI, SI’ ERA LA MATELDAAAAAA: l’ottima birrra artigianale prodotta nel nostro Comune e della quale mi sono reso inconsapevole divulgatore!
Occhio ghiozzi della sponda avversa! La troppa birra dà alla testa e crea farneticazioni che se vengono propalate in malo modo provocano danni.
NON C’È STATA MAI ALCUNA DISCUSSIONE, COLLUTTAZIONE, “PICCHIATURA” TRA LO SCRIVENTE E ROBERTO MARIOTTINI!
E PER DIRLA CON “STO TEMPO”, LA STORIA DELLA BARUFFA, ZUFFA O COME DIR SI VOGLIA E’ STATA UNA GRANDE MINCHIATA INVENTATA AD HOC PER FARE CONFUSIONE.
GRAZIE INNOMINATO E SCONOSCIUTO GHIOZZO DELLA SPONDA AVVERSA PER QUELLA TUA IGNOBILE E PURTROPPO EFFICACE MACCHINA DEL FANGO.
DEDICO A TE E A QUANTI SONO STATI CONSAPEVOLI O INCONSAPEVOLI ECO, RIMBOMBO E SUONO DELLA TUA MALDICENZA UNA CELEBRE OPERA DI ROSSINI, TRATTA dal BARBIERE DI SIVIGLIA NELLA FARSESCA VERSIONE DI ELIO E LE STORIE TESE!
BUON ASCOLTO DOLCEZZA 🙂
LA CALUNNIA
Qui il testo: La calunnia è un venticello, un’auretta assai gentile che insensibile, sottile, leggermente, dolcemente
incomincia a sussurrar. Piano piano, terra terra, sottovoce, sibilando, va scorrendo, va ronzando;
nelle orecchie della gente s’introduce destramentee le teste ed i cervelli
fa stordire e fa gonfiar. Dalla bocca fuori uscendo lo schiamazzo va crescendo prende forza a poco a poco, vola già di loco in loco; sembra il tuono, la tempesta che nel sen della foresta
va fischiando, brontolando e ti fa d’orror gelar. Alla fin trabocca e scoppia, si propaga, si raddoppia e produce un’esplosione come un colpo di cannone, un tremuoto, un temporale, un tumulto generale, che fa l’aria rimbombar. E il meschino calunniato, avvilito, calpestato, sotto il pubblico flagello per gran sorte ha crepar”

Giorgio Trevisan