Giro d’Italia: Calla e Consuma nel percorso, peccato per la tappa casentinese

Questa sera è stato reso ufficiale il percorso del giro d’Italia 2017, abbiamo appreso con felicità che è stato confermato l’arrivo a Bagno di Romagna e che abbiamo un passaggio in Casentino.
Le nostre congratulazioni all’amministrazione di Bagno di Romagna che con forza ha voluto e ottenuto questo risultato.
Peccato che gli sforzi fatti per avere una vera e corposa tappa all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi non hanno avuto buon esito.
Nel piatto, infatti, rimanendo invariato l’arrivo a Bagno di Romagna e il passaggio su Santa Sofia, c’era una bellissima tappa che avrebbe attraversato altri luoghi del Parco di altissimo livello culturale come il santuario della Verna, l’Eremo di Camaldoli, passando per Badia Prataglia e la sua foresta biogenetica, insomma sarebbe stata davvero una tappa originale, forse difficile da organizzare ma sicuramente molto stimolante.
Le variabili che entrano in gioco quando delle persone devono fare delle scelte tra molte proposte sono numerose ed imprevedibili, ed è andata così.
Se si ripresenterà l’occasione in futuro non ci tireremo indietro nel riprovare, siamo sicuri che questi eventi sono il vero carburante per il motore del nostro turismo, cerchiamo comunque di fare tesoro di questo passaggio, che comunque parla di luoghi a noi vicini e con i quali abbiamo da inizio legislatura stretto un rapporto di collaborazione importante che sta portando sui nostri territori l’attenzione che attendevamo da molto tempo.
Intanto il comitato organizzatore del Trail Sacred Forests partirà domani per il Portogallo dove è stato invitato con la nazionale di Trail Italiana ad assistere ai Campionati Mondiali e a prendere in consegna il testimone dell’organizzazione dei Campionati che si svolgeranno nel mese di giugno del 2017 a Badia Prataglia e che daranno risalto a tutto il Parco Nazionale, all’interno del quale si svilupperà tutto il percorso.
Finiamo col ricordare un terzo e importantissimo evento che ci sarà nel 2017, e che coinvolgerà i due versanti dell’appennino, ovvero la conclusione (speriamo positiva) del percorso che potrebbe portare all’assegnazione alla riserva integrale di SassoFratino del riconoscimento di Patrimonio Universale dell’Umanità (UNESCO), e sarebbe la prima volta che un sito Italiano risponderebbe al criterio IX che dice testualmente: essere un esempio eccezionale di processi ecologici e biologici in essere nello sviluppo e nell’evoluzione degli ecosistemi terrestri, delle acque dolci, costali e marini e delle comunità di piante ed animali. Anche in questo caso la collaborazione tra i comuni del Parco Nazionale sta facendo la differenza.

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Poppi nel Cuore