Avevo sentito parlare di Belinda e di quella sua madre dispotica e invadente, come doveva essere del resto una madre a quei tempi, attenta più che altro al gruzzoletto che il giovinotto le offriva per prendere in sposa la sua figliola. Ne avevo sentito parlare soprattutto da alcuni abitanti del Casalino, che col bruscello hanno riempito nei tempi quella piazzetta prestevole come la fontana che sgorga acqua di continuo, creando un sottofondo buono e genuino.
Ieri sera, venerdì 24, ho assistito alle prove di questa commedia popolare, che oltre a divertire i presenti li ha riportati indietro nel tempo, a quando le sottane delle nonne pulivano le viuzze del paese.
Si respirava il vento d’altri tempi mentre si svolgevano le prove e gli interpreti cantavano la storia in ottava rima, quel vento che oggi rimpiangiamo tutti, così intenti e costretti ad andar di corsa e a dimenticare quei tempi vivi.
Vorrei fare un applauso affettuoso e onestamente divertito a quei ragazzi che si sono uniti per rendere tutto questo possibile, riportando a galla una tradizione popolare che ci riguarda tutti, perché noi tutti di quella siamo figli.
Si ringraziano: Bernardo Sassoli, allegrotto all’albero; Marco Giovani, Taranzone padre di Randaccio; Marco Betti, Randaccio giovanotto; Lenny Graziani, Brogiona madre di Belinda; Gianni Verdi, Belinda ragazza; Filippo Massaro, Achille Tiraloi; Alberto Marioni, Giulio giovane trappolone; Luca Miani, Lorenzo l’oste e fisarmonicista; Daniele Parachini, Bernardo il notaio; Paolo Innocenti, Geppe zio della Belinda e i rammentatori Franco Cipriani e Moreno Ristori.
Raccomandando a chi leggerà queste righe di andare a godere di una cosa d’altri tempi, fatta di niente eppure di tanto, segnalo che a causa del meteo la camminata a piedi non verrà compiuta, mentre le altre iniziative avranno luogo in ogni caso. Domenica 26, alle ore 16.00, si terrà la presentazione al Casalino, e alle 21.00, a Moggiona, il bruscello riprenderà vita, dando alla vita, almeno per una sera, un sapore d’altri tempi.

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