Il “Bruscello”… sapore d’altri tempi

Avevo sentito parlare di Belinda e di quella sua madre dispotica e invadente, come doveva essere del resto una madre a quei tempi, attenta più che altro al gruzzoletto che il giovinotto le offriva per prendere in sposa la sua figliola. Ne avevo sentito parlare soprattutto da alcuni abitanti del Casalino, che col bruscello hanno riempito nei tempi quella piazzetta prestevole come la fontana che sgorga acqua di continuo, creando un sottofondo buono e genuino.
Ieri sera, venerdì 24, ho assistito alle prove di questa commedia popolare, che oltre a divertire i presenti li ha riportati indietro nel tempo, a quando le sottane delle nonne pulivano le viuzze del paese.
Si respirava il vento d’altri tempi mentre si svolgevano le prove e gli interpreti cantavano la storia in ottava rima, quel vento che oggi rimpiangiamo tutti, così intenti e costretti ad andar di corsa e a dimenticare quei tempi vivi.
Vorrei fare un applauso affettuoso e onestamente divertito a quei ragazzi che si sono uniti per rendere tutto questo possibile, riportando a galla una tradizione popolare che ci riguarda tutti, perché noi tutti di quella siamo figli.
Si ringraziano: Bernardo Sassoli, allegrotto all’albero; Marco Giovani, Taranzone padre di Randaccio; Marco Betti, Randaccio giovanotto; Lenny Graziani, Brogiona madre di Belinda; Gianni Verdi, Belinda ragazza; Filippo Massaro, Achille Tiraloi; Alberto Marioni, Giulio giovane trappolone; Luca Miani, Lorenzo l’oste e fisarmonicista; Daniele Parachini, Bernardo il notaio; Paolo Innocenti, Geppe zio della Belinda e i rammentatori Franco Cipriani e Moreno Ristori.
Raccomandando a chi leggerà queste righe di andare a godere di una cosa d’altri tempi, fatta di niente eppure di tanto, segnalo che a causa del meteo la camminata a piedi non verrà compiuta, mentre le altre iniziative avranno luogo in ogni caso. Domenica 26, alle ore 16.00, si terrà la presentazione al Casalino, e alle 21.00, a Moggiona, il bruscello riprenderà vita, dando alla vita, almeno per una sera, un sapore d’altri tempi.

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Marina Martinelli nasce nel 1964 e “arranca” tutta la vita alla ricerca della serenità, quel qualcosa che le è stata preclusa molto spesso. La scrittura è per lei una sorta di “stanza” dove si rinchiude volentieri immergendosi in mondi sconosciuti e talvolta leggiadri. Lavora come parrucchiera a Poppi e gestisce il suo salone con una socia. E' madre di due figli che sono per lei il nettare della vita e scrive, scrive ormai da molti anni anche per un Magazine tutto casentinese che si chiama “Casentino Più”. È riuscita a diventare giornalista pubblicista grazie proprio al giornale per cui scrive e questo ha rappresentato per lei un grande traguardo. Al suo attivo ha ben sette libri che sono: “Le brevi novelle della Marina", “L’uomo alla finestra”, “Occhi cattivi”, “Respira la felicità”, “Un filo di perle”, “La sacralità del velo”, “Le mie guerriere, quel bastardo di tumore al seno”. Attualmente sta portando avanti ben due romanzi ed è felice! È sposata con Claudio, uomo dall’eterna pazienza.