Prendete una cucina, metteteci una famiglia con la vocazione all’ironia e aggiungeteci uno smartphone, mescolate con una buona connessione a internet e, da ultimo, insaporite con un pizzico di condivisione degli amici. Otterrete la ricetta di una potenziale sit-comedy all’italiana che percorre la rete in lungo e in largo sull’autostrada dei social network.
È questo il caso de “Il Mi Babbo Marco”.
Una pagina nata per caso e per puro gioco in una casa qualsiasi in Casentino dove vive una famiglia come tante: babbo Marco, mamma Rita e le figlie Lucia e Katia.
Una famiglia come tante con piccoli “disguidi” e diverbi quotidiani come tanti.
Mi ospitano in casa loro per questa piccola intervista con la cortesia di chi crede che fare dell’autoironia possa curare il “male” dei piccoli e grandi accadimenti negativi in cui chiunque incorre quotidianamente. Così da affrontare la vita con un sorriso e l’immancabile e proverbiale caffè!

«È nato tutto per gioco – racconta Lucia, la figlia maggiore –. Abbiamo girato qualche piccolo video col cellulare e l’abbiamo messo su Facebook, poi da lì l’idea di creare una pagina dedicata da condividere con i nostri amici, come si fa di solito in questi casi».
E la cosa ha preso il largo.
Condivisione dopo condivisione, like dopo like, Lucia e Katia si sono ritrovate a gestire una pagina con 3 milioni di follower con un aumento esponenziale: solo negli ultimi 28 giorni se ne sono aggiunti ben 800.000 e 100.000 visualizzazioni. Tanto che sono state costrette ad aprire un canale su Youtube per far fronte ai limiti che Facebook impone ai video gratuiti.
E anche qui i dati sono di tutto rispetto: 3.200 iscrizioni e video che vantano fino a 40.000 visualizzazioni. Con un record di 89.600 visualizzazioni, 43.000 condivisioni e 9.700 commenti per un unico post. Davvero niente male per un babbo medio casentinese che schiva un po’ le mie domande con un secco: «Cosa tu voi raccontare? Vu ne sapete più voialtri che io!».
Ma sotto sotto si compiace del meritato successo. Tanto che racconta di quella volta che ad Arezzo alla fiera internazionale dei sapori non solo è stato fermato e riconosciuto ma gli hanno chiesto pure la foto, gongolando giustamente.
La simpatia conquista persone di tutta la penisola che evidentemente si rivedono nelle gag proposte e che fanno addirittura il tifo per l’uno piuttosto che l’altro contendente, alla maniera del moderno disquisire virtuale: creando l’hashtag (cioè il cancelletto seguito dalla dicitura che il social di turno mette poi in evidenza). Per esempio #iostoconmarco quando le figlie lo infastidiscono durante le partite.
«Le persone – continua Marco – di solito commentano divertite, ma ovviamente tra tanti non manca quello che arriva addirittura a offendere. Ci accusano di renderci ridicoli solo per fare soldi facili».
«Perché? Ci sono per caso sponsor o altro che vi stanno offrendo soldi?» chiedo.
«Magari – mi rispondono in coro –! Se ci pagassero saremmo tutti i minuti qui a pubblicare video».
Comunque le avventure del signor Marco, di sua moglie Rita e delle figlie Lucia e Katia hanno raggiunto nientemeno che una web-radio di Verona, “Radio Scialla”, che li intervisterà all’interno di un programma che tratta di questo tipo di fenomeno sui social network.
«Io non lo so cosa vu ci trovate di così divertente – continua il “capofamiglia” –, io un faccio niente di strano; io non sono normale, ma son sempre stato così».
E meno male! Allora viva la stravaganza; in fondo la normalità è così noiosa.