La ringhiera “artistica” di Bibbiena: che sia l’inizio della valorizzazione del centro storico?

di Luca Tafi (Sel Casentino)

Gli illustri esteti che amministrano il Comune di Bibbiena (ben due architetti in giunta) hanno voluto farci un altro bel regalo per il nuovo anno: un nuovo look per l’ingresso al centro storico!
Una ringhiera in ferro, tipo cancellata industriale o da recinto per animali, sostituisce la precedente siepe di legno e piante sempre verdi, costeggiando l’ultimo tratto del viale Michelangelo che conduce all’ingresso del Centro.
Devono essere le nuove teorie ecologiche, sviluppate innovativamente dalla Giunta comunale di Bibbiena. Così dopo tanta teorizzazione dell’essere la vallata del Parco, della necessità di utilizzare materiali naturali come il legno, a Bibbiena si cambia rotta, c’è una nuova ecologia innovativa, quella del ferro (deve fare tutt’uno con quella dei supermercati rigeneranti).
Non sappiamo chi sia stato il genio che l’ha progettata. Ma noi comuni mortali ed umili cittadini senza laurea in architettura e urbanistica, siamo semplicemente scandalizzati!
Come è possibile che all’ingresso di un centro storico sia posizionata una cancellata di quel genere, una ringhiera da zona industriale e non delle migliori?
Vorremmo chiedere alla vice sindaca, nonché architetta, Francesca Nassini, se quella ringhiera fa parte del progetto di valorizzazione del centro storico, dopo lo spargimento di foto per le sue strade ed un albero di natale in piazza che potrebbe partecipare al concorso di albero più brutto promosso da radio2.
Immaginiamo già le giustificazioni: la strada è competenza della provincia che ha realizzato anche la nuova ringhiera. Non è quindi colpa del comune. A noi risulterebbe che comunque l’installazione l’ha curata direttamente il comune mentre la fornitura sarebbe della provincia.
Comunque ricordiamo che il comune è competente sulle autorizzazioni, tanto più in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico.
Inoltre ricordiamo che le famose province, presupposte soppresse dalle riforme Renzi, in realtà esistono ancora. Solo che non sono più enti eletti dal popolo, ma sono costituite dai comuni, una specie di unione dei comuni, tra cui è presente il Comune di Bibbiena.
Quindi la responsabilità del comune è duplice: come ente competente in materia edilizia e come componente della provincia.
Va detto che la Provincia negli anni scorsi aveva sostituito anche i guardrail lungo la statale dei Mandrioli realizzandoli tutti in legno. Possibile che ora all’ingresso del Centro storico di Bibbiena si sia realizzata una bruttura di tal genere in controtendenza?
Speriamo che i filosofi dell’architettura non vengano a dirci che è stata realizzata per omogeneità con la ringhiera della sovrastante terrazza!
Un appello alla vice sindaca Nassini: almeno fate ricrescere una siepe di piante verdi che copra il tutto e nasconda la vergogna.
Buon anno a tutti i bibbienesi, e che il 17 stavolta porti bene!

Comunicato stampa