La Romagna toscana, alle radici di un’appartenenza

Il Parco nazionale delle Foreste casentinesi tra “Identità e territorio”
Un incontro con il filosofo Rocco Ronchi
  Da sempre “terra di mezzo” – tra Granducato e Stato Pontificio prima, tra Romagna e Toscana poi –  Santa Sofia, ospiterà sabato alle 16, presso il teatro Mentore, un confronto su “Identità e territorio” in relazione all’area geografica ricompresa nel parco nazionale Foreste casentinesi, monte Falterona e Campigna. 
 Il concetto di Romagna toscana racchiude un comprensorio vasto a cavallo dell’Appennino. Sprovvisto di confini naturali, vanta profonda identità storica e forte senso di appartenenza dei suoi abitanti. 
 Tre sono le province – Forlì-Cesena, Firenze e Arezzo – e tantissime sono le declinazioni linguistiche che si trovano nell’arco di pochi chilometri, anche all’interno dello stesso spartiacque. 
 A dare mordente all’appuntamento sarà anche la presenza una delle figure più interessanti della riflessione filosofica conteporanea, Rocco Ronchi, che affronterà il tema “Il senso e il valore dell’identità”.
 Padrone di casa sarà Luca Santini, presidente dell’area protetta, che parlerà dei valori ambientali di questo territorio. 
 Seguirà l’intervento di Alessandro Brezzi, storico della cultura casentinese e della Romagna toscana, direttore per molti anni della antica biblioteca Rilli-Vettori di Poppi. Parlerà della cultura comune tra le due valli.
 Chiuderà il pomeriggio il contributo dell’architetto Renzo Tani – studioso di storia territoriale e insediamenti rurali – trattando di urbanistica e architettura nell’Alto Bidente  
 Modera il professor Oscar Bandini, già consigliere del Parco, autore di libri di successo come “La valle del Rabbi” e “L’alto Bidente e le sue valli. Itinerari a piedi nella Romagna toscana” (Maggioli editore).
 “La suddivisione amministrativa delle tre province ha apparentemente separato territori i cui abitanti avevano elaborato nel corso dei secoli comuni strategie per estrarre dalla montagna preziose risorse necessarie alla sopravvivenza. La stessa straordinaria natura aveva alimentato un ricchissimi immaginario fatto di storie, stili di vita, tradizioni e spiritualità.  Uno degli scopi del Parco è proprio quello di non disperdere il retaggio culturale – modi di pensare, rapportarsi agli altri e alla natura – che ci hanno consegnato le tantissime generazioni che hanno vissuto queste terre”. Luca Santini, presidente parco nazionale Foreste casentinesi.
 All’apertura e alla conclusione del convegno il Trio Iftode, formato da musicisti dalla solida formazione. Eseguirà – violino e pianoforte – brani della tradizione.
 
 U.s. Parco nazionale Foreste casentinesi, monte Falterona e Campigna