“Luce, Mito, Forma”: una mostra al Palazzo Giorgi di Poppi

  • Presso la Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Palazzo Giorgi a Poppi, giovedì 8 dicembre, ore 16, si inaugura la Mostra di pittura e scultura di Andrea Bianchini, Andrea Simoncini e Lorenzo Gallicani, a cura di Gabriella Gentilini.
  • Con il Patrocinio del Comune di Poppi la Mostra sarà visibile. A ingresso libero, nei giorni di venerdì, sabato e domenica dalle ore 15 alle 19.

Eletto Borgo più bello della Toscana, e tra i più belli d’Italia, Poppi non solo ci affascina con le sue vestigia che riportano a Dante ed ai Conti Guidi, ma a tutto il Casentino che rappresenta un luogo di sconfinata bellezza mista ad arte, cultura, storia e le sue foreste, che rappresentano una terra che è essa stessa leggenda.

In un contesto che sempre più si manifesta sensibile alla valorizzazione del territorio  attraverso l’arte, la cultura e le tradizioni, è stata presentata dal Sindaco Carlo Toni, ad autorità e stampa, nella Sala del Cerimoniale del castello dei Conti Guidi, la Mostra: “Luce, Mito, Forma, tre versioni della Natura”.

L’esposizione, voluta ed organizzata dall’Assessore alla promozione del territorio e delle Associazioni, Marco Seri, in collaborazione con l’Assessore alla Cultura, Silvia Vezzosi, sarà visibile a Palazzo Giorgi, in via Cesare Battisti a Poppi, dal prossimo 8 dicembre fino al 31 gennaio del 2023.

“La condivisione di un analogo quanto profondo sentimento – ha relazionato i presenti Gabriella Gentilini, storica dell’Arte, nella sua introduzione alla mostra – unisce i tre artisti completamente diversi e distanti tra loro, sia nelle modalità espressive, sia nel contesto creativo nel quale ciascuno esercita la propria personalità.”

“Il sentimento in questione – ha proseguito la Gentilini – riguarda la natura, tema portante della Mostra, declinato in molteplici aspetti interpretativi che ne colgono essenza, mistero, potenza e fragilità.”

“L’Arte non ha iniziato ad occuparsi soltanto ora del mondo naturale, come oggetto artistico e del rapporto uomo/ambiente – ha precisato Silvia vezzosi, assessore alla Cultura- la Natura è stata da sempre fonte di ispirazione per l’Arte.

>Luce, mito, forma< : un’esposizione suggestiva che ci  sensibilizza alla bellezza del creato ed al suo rispetto, tema fortemente attuale. Tre visioni diverse della Natura rappresentate con un linguaggio espressivo che passa attraverso la pittura, la scultura e l’assemblaggio. L’opera del Maestro Galligani, in particolare, ci ricorda che, la Natura non è un posto da visitare ma è casa nostra”.

Per l’assessore Marco Seri il rapporto uomo e natura è una simbiosi da rigenerare, “… il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna copre un’area di circa 36.000 ettari, equamente divisa fra l’Emilia Romagna e la Toscana, comprendente territori delle province di Forlì-Cesena, Arezzo e Firenze. Foreste millenarie, testimoni del continuo evolversi della natura e impregnate di storia fin dal 1012, quando San Romualdo diede vita all’Ordine dei Monaci Camaldolesi, che per secoli saranno custodi e gestori di questo patrimonio.

Il territorio del Parco è caratterizzato anche dalla presenza di centri abitati, quali Badia Prataglia, Camaldoli, Moggiona, Lierna nel Comune di Poppi, protagonisti del Festival del foliage.

Una mostra che ci consente di valorizzare ed esaltare la Natura che ci circonda!

In particolare ricordo che dal 2017 le faggete del Parco Nazionale e la Riserva Integrale di Sasso Fratino sono entrate a far parte del patrimonio mondiale dell’UNESCO.”

Volendo conoscere in maniera più approfondita i nostri artisti, potremmo dire di Andrea Simoncini che è un pittore di lunga e consolidata esperienza, dai prestigiosi trascorsi espositivi in sedi istituzionali sia italiane che estere.

“Nelle opere di Andrea Simoncini – tende a precisare Gabriella Gentilini – la natura è presenza cosmica. Profondo studioso della storia dell’arte riesce ad elaborare un percorso espressivo assai articolato dove i soggetti e le simbologie di derivazione classica, come nel riferimento alla mitologia greca, a Medea, figlia di Eete, re della Colchide , a Giasone ed agli Argonauti, vogliono rappresentare solo uno spunto di attualità verso tematiche, come l’ambiente, che oggi come ieri ponevano interrogativi in attesa di risposte.”

Lorenzo Galligani vanta invece un corposo bagaglio di studi e di esperienze nel campo della scultura, dagli esordi nel settore del restauro dei mobili e sculture di pregio, alla pratica a fianco di Maestri nella celeberrima bottega dell’Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze.

“Soggetti ed elementi vitali si collocano – sono proprio le sue parole che ne illustrano l’opera – in uno spazio definito, non chiuso ma aperto alla narrazione assumendo una loro autonomia dinamica ed essenziale.”

La realtà e il sentimento, la disciplina e l’impegno, uniti alla padronanza tecnica nell’uso di vari materiali che possono andare dal marmo al bronzo, dal legno alla terracotta o all’alluminio, consentono a Lorenzo Galliani un ampio raggio d’azione e allo stesso tempo una attività divulgativa e didattica che lo ha portato ad insegnare l’arte ed esporre l’arte fiorentina anche all’estero.

Per l’artista Andrea Bianchini basta vedere il suo studio, al chiasso perduto, oggi via dei Coverelli, nei pressi della Basilica di Santo Spirito, in una vecchia stalla di cavalli dove ancora sono ben visibili le ceste in ferro battuto che contenevano il fieno e gli abbeveratoi di graniglia di pietra per gli animali e rendersi conto di quanto l’artista ami la natura e di essa ne faccia parte.

Da sempre impegnato attivamente nella difesa dell’ambiente, riesce ad esaltare attraverso i giochi di luce ed ombre la perfezione e l’assolutezza immanente di un bosco di faggi quale è quello delle foreste casentinesi.

“Andrea Bianchini, – precisa Gabriella Gentilini – affida al tratto prezioso delle sue geometrie  ed ad una singolare, elaboratissima installazione realizzata con tappi di sughero, il suo particolare tributo alle foreste casentinesi.”

“Tre interpretazioni dunque di alto profilo attorno ad una poetica universale. – ha concluso la storica dell’Arte – Tre visioni della natura pervase da un senso di spiritualità che impone riflessione e reca un messaggio, che conferma l’arte strumento di conoscenza e divulgazione, capace di emozionare e di parlare alle coscienze.”

Non ci sono dubbi, certamente “Luce, Mito, Forma” è una mostra che ci permetterà di riflettere su quel patto originale che lega l’uomo alla natura e che contravviene nel tempo.

Un invito a ciascuno di noi ad armonizzarsi con la madre terra che, non a caso, ha scelto le foreste casentinesi come un racconto a più voci, una esperienza espositiva di tre artisti che s’intreccia  in una consapevolezza tra natura, cultura, arte e un territorio che è esso stesso leggenda.

 

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