Marco Geremia e la “Rete Lenford”: una carica importante per uno di noi

E’ con immenso orgoglio che vi andrò a raccontare che il nuovo segretario, con carica di tesoriere dell’associazione “Rete Lenford”, sia Marco Geremia, avvocato del Foro di Perugia e attivo e stimato collega di scrittura del magazine Casentinopiù.

Marco Geremia è prima di tutto un caro amico, sempre pronto a raccogliere sfoghi e problematiche varie, ed è in primis come donna che lo stimo profondamente, e dopo come collega di scrittura. Non racconterò di questa associazione cercando fra le pieghe della legge, non ne sarei assolutamente in grado, ma ho ben capito a livello di persona, nonché amica di Marco, quanta importanza detenga questa associazione, per cui terrò conto del valore insito in essa.

“Rete Lenford” è un Network di giuristi, professionisti, studiosi di questioni LGBTI, e studenti che affiancano avvocatura nella sua attività.

L’associazione prende il nome da Harvey Lenford, attivista giamaicano impegnato in favore dei diritti delle persone omosessuali e sieropositive. Lenford venne ucciso nel 2005 perché omosessuale. “Rete Lenford” lotta contro la discriminazione per orientamento sessuale e identità di genere dal 2007 e offre la sua tutela giudiziaria, occupandosi anche di formazione e divulgazione, prendendo parte a progetti Nazionali ed Internazionali.

Da oltre dieci anni si batte orgogliosamente per i diritti delle persone LGBTI, raggiungendo obiettivi incredibili, ed ha tutta l’intenzione di continuare a farlo.

Mi racconta Marco, con la sua calma e signorilità, che ciò che più conta è che le persone omosessuali abbiano pieni diritti, tra i quali anche il diritto fondamentale di vivere una relazione di coppia al riparo da ogni discriminazione, e proprio a fronte di questo hanno messo a disposizione attività di assistenza. La campagna di “affermazione civile” del diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso è l’esempio più eclatante della partecipazione degli avvocati alla innovazione del sistema giuridico, e LGBTI è una sigla utilizzata come termine collettivo in riferimento a persone che amano i partener dello stesso sesso, alle persone bisessuali, transgender o intersessuali.

Ecco che l’assemblea generale dei soci e socie di avvocatura per i diritti LGBTI di “Rete Lenford” in forma telematica, ha rinnovato le cariche statutarie eleggendo i nuovi componenti del consiglio esecutivo che guiderà l’associazione per i prossimi tre anni, e tra gli avvocati facenti parte di tale consiglio, spicca il nome di Marco Geremia, nella carica di segretario con funzioni di tesoriere.

Che dire: questa associazione si occupa di questioni a dir poco delicate, combatte per diritti che non dovrebbero aver bisogno di alcun combattimento, ma penso che talvolta l’essere umano sia fragile e per tanto fragile diventi la sua comprensione. Io, da parte mia, appoggio “Rete Lenford” con tutta me stessa, perché rientra nel mio modo di pensare che la cosa più bella della vita sia l’amore in tutte le sue sfaccettature, e proprio non riesco a dare importanza a chi ama chi, ma all’amore inteso come essenza. E al mio amico e collega di scrittura Marco Geremia voglio dire di continuare così… io sono e resto fiera di essergli amica.

 

 

 

 

 

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Marina Martinelli
Marina Martinelli nasce a San Piero in Frassino nel dicembre 1964. Oggi vive e lavora a Poppi con la sua famiglia, condivide un salone di parrucchieria col marito Claudio Barolo e ha due figli che ritiene i suoi “gioielli”, Lenny di 31 anni e Claudia di 13. La sua più grande passione è la scrittura, infatti Marina ha pubblicato 3 libri, due, di brevi storie che raccontano le problematiche di tutti i giorni, raccontate in maniera tale che possano dare un messaggio anche ai ragazzi più piccoli. I libri di novelle si intitolano: “Le brevi novelle della Marina” e “L’uomo alla finestra”. A settembre di quest’anno ha pubblicato il suo primo romanzo dal titolo “Occhi cattivi”, una storia che lancia un messaggio forte e purtroppo attuale, infatti il libro parla di abusi ai minori. Marina collabora da anni con Casentino Più, un magazine locale casentinese che l’ha aiutata ad allenare la sua scrittura, dal quale trae grande soddisfazione.