Patrimoni Educanti, dall’evento di Stia si va verso un patto educativo territoriale per la gestione del patrimonio culturale locale

Una giornata importante quella di sabato scorso alle Officine Capodarno di Stia, dove l’evento dedicato ai Patrimoni Educanti ha coniugato cultura ed educazione nella gestione del patrimonio culturale locale, quale premessa per lo sviluppo stesso del territorio. Tanti i presenti, dagli esperti del tema alle istituzioni che hanno dato il via ai lavori introducendo l’evento. Ad aprire la manifestazione è stato il sindaco di Pratovecchio Stia Nicolò Caleri, seguito dal presidente della Provincia di Arezzo Alessandro Polcri e dalla presidente dell’Unione dei Comuni Montani del Casentino Eleonora Ducci.
 
Una serie di azioni, accompagnate da incontri, forum, messa a punto di documenti, hanno sostanziato il processo finalizzato alla creazione di un patto educativo territoriale che sarà articolato attraverso anche una serie di accordi da parte delle costituende comunità patrimoniali. Veri e propri presidi patrimoniali educanti organizzati intorno ad alcune tematiche del “patrimonio vivente”. Un tema strategico sarà inoltre sicuramente rappresentato, dall’orientamento per il quale è in fase di chiusura uno specifico protocollo d’intesa (#S.T.O. in Casentino) con una serie di soggetti locali. Questo, unito alle opportunità formative, in grado di coniugare tradizione e innovazione, sarà al centro delle azioni future che il territorio dovrà essere in grado di proporre e sostenere nel tempo.
 
Alla scala locale fa eco il contesto regionale per il quale è stata presentata un’indagine esplorativa che ha consentito di rilevare lo stato dell’arte di una decina di territori attualmente attivi su tematiche similari. La creazione di un coordinamento regionale, intorno alle tematiche del patrimonio immateriale, si prefigura come un possibile nuovo obiettivo anche per accompagnare la stessa Regione Toscana nella revisione dell’attuale legge quadro della cultura.
 
A livello nazionale, infine, è significativa la collaborazione in essere con alcune regioni già attive su questi argomenti, ad iniziare dalla Lombardia che ha già sviluppato un solido sistema di governance e il contatto con il direttore dell’Istituto Centrale del Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura che ha seguito l’intera giornata.
 
Durante il convegno, infine, è stato ricavato uno specifico spazio anche alle “Pratiche, conoscenze, sapori e testimonianze dal Territorio”. Oltre alla degustazione dei prodotti e dei piatti locali (in collaborazione con il progetto Meet Appennino) anch’essi a pieno titolo patrimoni da salvaguardare, sono stati oggetto di attenzione, attraverso piccole esposizioni e incontri con i protagonisti, alcune delle produzioni tradizionali locali: dal tessuto casentino al ferro battuto; dalla pietra lavorata al legno; dai mulini ad acqua al merletto di Sansepolcro.
 
“Una giornata intensa, fatta di scambi e confronti a scala regionale e nazionale. Una tappa importante da cui ripartire per portare a termine e consolidare quanto fatto in questi anni, con l’obiettivo di tutela il patrimonio culturale locale” ha commentato la presidente dell’Unione dei Comuni Montani del Casentino Eleonora Ducci.

 

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