Poppi, l’Unione e il conflitto di interessi del sindaco

Comunicato stampa Lista Civica Poppi Libera
Riteniamo che continuare a negare l’acclarata inopportunità politica della posizione del Sindaco di Poppi nell’Unione dei Comuni Montani del Casentino, quale dipendente dell’Unione, significa ignorare i principi cardine che regolano l’attività della Pubblica Amministrazione, primi tra tutti l’imparzialità, la trasparenza e il buon andamento: le Unioni dei Comuni, così come istituite dalla L. Regionale sono enti di diritto pubblico le cui funzioni di indirizzo e programmazione si intrecciano in maniera pressoché indissolubile con quella dei comuni che ve ne fanno parte.
Si aggiunga poi lo stato di assoluto scontro tra il presidente all’Unione appena reintegrato ed il Sindaco, oggi pronto a votargli la sfiducia e che ha visto i due trascinarsi in tribunale per ottenere giustizia.
Nè un’ipotetica astensione dai lavori della Giunta, potrebbe risolvere la questione, perché il Sindaco del Comune di Poppi in tal caso avrebbe pieno diritto e dovere di partecipare alle deliberazioni, astenendosi dal partecipare verrebbe meno ad un ruolo ben preciso (di controllo, in questo caso) che l’ordinamento gli attribuisce nell’interesse della collettività che rappresenta, né la propria posizione sarebbe alleggerita attraverso la nomina di un delegato poiché, come tale, egli non potrebbe essere altro che un mandatario con rappresentanza secondo i principi elementari dell’istituto della delega.
Se pertanto il Sindaco di Poppi non assumerà l’unica decisione possibile in questo momento, ossia quella che lo pone al di sopra di ogni sospetto, chiacchiericcio o illazione, cioè ponendosi in aspettativa dall’esercizio dell’attività lavorativa all’Unione dei Comuni, ne faremo le spese tutti ritrovandoci da secondo comune più grande del Casentino, al più inutile comune dell’Unione. Se nell’Unione dei Comuni ci si crede.
Nessuno vuole più assistere allo spettacolo indecoroso del luglio di un anno fa.
Nostro  primario interesse, è infatti quello di far comprendere alla collettività, che la finalità principale dell’azione è quella di ricostituire un equilibrio che è la fonte della legalità degli atti, alla quale nessuna società civile può permettersi di sottrarsi, nemmeno aggrappandosi ad un consenso popolare che certo non ha il potere magico di legalizzare l’illegittimità.
Se viceversa nell’Unione non ci si crede, si cominci davvero a porre le condizioni per questo passaggio.
LISTA CIVICA POPPI LIBERA