Poppi, sono “ammalati” gli incunaboli della Biblioteca Rilliana

Al lavoro una equipe di esperti per salvare il patrimonio librario secolare
POPPI: Non è ancora un S.O.S. ma come si sa, prevenire è meglio che curare, prima che appunto la situazione diventi più complicata. In potenziale pericolo ci sono gli antichi incunaboli della Biblioteca Rilliana di Poppi, ubicata nelle sale dell’antico Castello dei Conti Guidi. “La nostra biblioteca – dice il responsabile Roberto Salvi – possiede un importantissimo fondo di circa mille incunaboli”. Si tratta di circa mille preziosissime unità, che costituiscono una delle maggiori raccolte italiane.
Per rinfrescarci la memoria ecco su questo termine un po’ misterioso che cosa si può trovare in Rete con la insostituibile guida di Wikipedia: “Con il termine incunabolo si definisce un documento stampato con la tecnologia dei caratteri mobili e realizzato tra la metà del XV secolo e l’anno 1500. Il termine deriva dal latino incunabulum (plurale incunabula), che significa “in culla”, e venne coniato da Bernard von Mallinkrodt, allora decano della cattedrale di Münster, nel 1639 quando in un suo testo celebrativo della stampa, definì gli anni che vanno dal 1455 (anno in cui venne inventata la stampa a caratteri mobili) al 1501 come “prima typographiae incunabola”. Il termine restò in uso nei secoli successivi e divenne termine tecnico in tutte le lingue europee.
“Ebbene, i nostri incunaboli oggi sono ammalati. Non ancora gravemente, pare, ma febbricitanti sì. Sono infatti affetti da un’infestazione di insetti xilofagi (appartenenti alla famiglia del tarlo)”.
Per evitare l’aggravarsi del problema la Biblioteca Rilliana ha interpellato l’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario di Roma, il quale, anche grazie ai buoni uffici di Don Ubaldo Cortoni, bibliotecario camaldolese, dopo pochi giorni ha inviato a Poppi tre esperti patologi del libro (che potete vedere al lavoro nelle foto allegate).
“A questo punto – prosegue Salvi – concluso l’esame visivo dei testi e i minuziosi prelievi a campione operati dagli esperti, non ci resta che aspettare i risultati delle analisi, e poi sopratutto le indicazioni sul cosa fare per mettere al sicuro i nostri preziosi libri per i secoli a venire”.
Unione dei Comuni Montani del Casentino – Ufficio Stampa