“Quarantenando”: quando i sentimenti vanno oltre

Abbiamo cominciato a parlare per caso del centro Tangram di Rassina io e Stefania, una delle storiche operatrici, e proprio parlando di lavoro, Stefania mi ha raccontato che lunedì 25 maggio il centro ha riaperto.

Nel raccontarmi questa esperienza Stefania ha toccato dei punti che mi hanno commosso e fatto tanto riflettere, sì perché non deve essere stato facile far capire ai ragazzi del centro diurno come far proprie le normative di sicurezza necessarie in questo periodo particolare.

-La settimana prima della riapertura, – mi diceva, – tutti noi, personale e ospiti del centro, abbiamo dovuto fare il tampone e l’esame sierologico per una ancor maggior sicurezza, e i ragazzi ci hanno sorpreso perché sono stati bravissimi e consapevoli.

Il momento più particolare, –  ha continuato, – è stato quando sono arrivati nel piazzale del centro e ci hanno rivisto dopo tanto tempo. Non eravamo propriamente noi, ma una sorta di marziani: vestiti, inguantati e con tanto di visierina. Soltanto i nostri occhi potevano sorridere, e lo abbiamo fatto tutte con il cuore.

A dir la verità il primo impatto è stato un po’ buffo, ma poi l’emozione ha coperto tutte le altre sensazioni, quell’emozione che ha annullato totalmente la paura del virus, facendoci riflettere sul fatto che è vero che i sentimenti vanno oltre!

Ho avuto la netta convinzione che i ragazzi si siano sentiti di ritornare a “casa”, purtroppo non tutti, perché alcuni non potevano ricevere il tampone per ovvie ragioni, però è stato comunque un inizio. Piano, piano ritorneranno tutti e noi non vediamo l’ora. –

Stefania oramai racconta a ruota libera… – Ad una ragazza che continuamente vuole essere abbracciata abbiamo spiegato che per un po’ di tempo non potremmo farlo, non fisicamente almeno, possiamo però abbracciare noi stessi e lasciare andare il pensiero ad abbracciare gli altri. Lei ha capito benissimo, e adesso lo fa. Devo dire che anche con le mascherine se la cavano bene, più di tante persone che non si dicono disabili.

Anche le loro famiglie –  continua a raccontare, – sono state meravigliose. In tempo di isolamento sociale si sono reinventate per i loro congiunti facendo di tutto per farli essere sereni affinché la mancanza dei loro amici non fosse poi tanto pesante, e anche adesso che abbiamo riaperto, ci sono venuti incontro in tutto e per tutto, comprendendo le difficoltà che incontriamo per salvaguardare la nostra e la loro salute.

Indubbiamente questo periodo di stallo non è stato facile, soprattutto per chi fatica di più a comprenderne i perché. Questo tempo ha sospeso molte attività e spento tanti sorrisi, ma di certo non ha scalfito la voglia di stare insieme, il desiderio di viverci, perché il vaccino migliore è custodito all’interno del cuore, e nel cuore dei nostri ragazzi ce ne è un’infinità. –

Adesso hanno ripreso le loro quotidianità, le loro stanze sono sicuramente un po’ vuote perché ancora mancano alcuni amici e non rimangono a pranzo perché diventerebbe tutto più complicato, ma come dice questa donna che insieme ad altri si prende cura di loro: – è solamente una questione di tempo! –

Abbiamo parlato del centro diurno Tangram di Rassina perché ho incontrato un’operatrice di quel centro, ma per informazione dico che anche il Pesciolino rosso di Pratovecchio ha riaperto con gli stessi criteri. I centri sono gestiti dall’Unione dei Comuni Montani del Casentino.

In bocca al lupo ragazzi, riprendetevi i vostri spazi, i vostri abbracci persi fatti col pensiero, tirate fuori i vostri sorrisi migliori e conservateli per gli amici che ancora devono tornare… noi ne godremo in qualche modo!

A presto dalla vostra amica Marina e un grazie particolare a Stefania!

 

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Marina Martinelli
Marina Martinelli nasce a San Piero in Frassino nel dicembre 1964. Oggi vive e lavora a Poppi con la sua famiglia, condivide un salone di parrucchieria col marito Claudio Barolo e ha due figli che ritiene i suoi “gioielli”, Lenny di 31 anni e Claudia di 13. La sua più grande passione è la scrittura, infatti Marina ha pubblicato 3 libri, due, di brevi storie che raccontano le problematiche di tutti i giorni, raccontate in maniera tale che possano dare un messaggio anche ai ragazzi più piccoli. I libri di novelle si intitolano: “Le brevi novelle della Marina” e “L’uomo alla finestra”. A settembre di quest’anno ha pubblicato il suo primo romanzo dal titolo “Occhi cattivi”, una storia che lancia un messaggio forte e purtroppo attuale, infatti il libro parla di abusi ai minori. Marina collabora da anni con Casentino Più, un magazine locale casentinese che l’ha aiutata ad allenare la sua scrittura, dal quale trae grande soddisfazione.