Sei corde… nel cuore: a Poppi piccole chitarre crescono

Quando penso alla mia collega Serena Meloni, insegnante di chitarra all’Istituto Comprensivo di Poppi, mi viene sempre in mente un verso di “Amico Fragile” di Fabrizio De Andrè: “Pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra”… il suo strumento è un’estensione di lei, una cassa di risonanza delle sue emozioni. E, come lo avverto io, lo avvertono anche e soprattutto i suoi studenti, che la seguono con passione e con risultati straordinari, come abbiamo potuto tutti ascoltare durante il concerto “Sei Corde al Castello”, sabato 28 maggio al Castello di Poppi. Un evento che si colloca progetto nell’ambito della Rete Arti Arezzo e che ha coinvolto le classi di chitarra dell’IC Poppi e del Liceo Musicale Petrarca di Arezzo.

I ragazzi ci hanno saputo incantare ed emozionare, ma la cosa che mi ha colpito di più è stato lo sguardo che quelli di Poppi (3A, 2D e 1A), tenevano incollato sulla loro insegnante. La fiducia, l’incoraggiamento, la forza che ne traevano.

Come ho spesso modo di dirle, non saprei distinguere una chitarra da un prosciutto di Parma, ma so distinguere un insegnante innamorato di se stesso, da uno innamorato del proprio lavoro. Serena è un’artista vera, ma possiede quell’arte generosa che è condivisione e dono, capacità di attrarre e appassionare. Ecco, queste poche righe sono il mio personale ringraziamento a lei, a nome mio, dei “nostri” ragazzi e delle loro famiglie. Non tutti i suoi allievi continueranno gli studi in ambito musicale, ma tutti, quando prenderanno in mano una chitarra, sorrideranno al ricordo di una persona davvero eccezionale.

Federica Cenni
Federica Cenni
Nata nell'anno bisestile 1976, vive all'ombra del Castello di Romena e lavora all'ombra di quello di Poppi. Zoologa, dopo il Dottorato di Ricerca in Etologia, abbandona senza rimpianti l'Università per specializzarsi nell'insegnamento della Matematica. Dal 2016 insegna Matematica e Scienze all'Istituto Comprensivo di Poppi. E' ritenuta una persona stravagante, ma, come dice Thoreau, l'"extra-vaganza" dipende solo dall'ampiezza dei confini che decidiamo di superare.

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