Serravalle, 50 anni dall’uccisione del carabinere e Medaglia d’oro Della Sala: il ricordo

L’amministrazione commemora l’appuntato sepolto a Serravalle attraverso il ricordo dei figli e della moglie

L’11 gennaio 1973 l’appuntato dell’Arma dei carabinieri Carmine Della Sala venne barbaramente ucciso da una banda di rapinatori a Pontelagoscuro in provincia di Ferrara dove lavorava e risiedeva con tutta la sua famiglia tre figli e la moglie.

La medaglia d’oro al valor militare e civile oggi riposa nel cimitero montano di Serravalle, luogo da lui amato dove è nata la moglie e dove lui l’ha conosciuta quando era di servizio in Casentino.

Quest’anno, nel piccolo cimitero di Serravalle l’amministrazione ha voluto ricordare il 50esimo anniversario del sacrificio eroico di un uomo che ha fatto fino in fondo il suo dovere, con coraggio e abnegazione e senza paura delle conseguenze, ma lo vuole fare anche raccogliendo la testimonianza dei figli attraverso le parole di Antonella residente a Soci, e titolare insieme al marito Aurelio Chianucci, dell’omonima autoscuola.

Carmine Della Sala nacque ad Atripalda (Avellino) il 7 maggio 1927 e dopo varie sedi nell’Arma dei Carabinieri prestava servizio a Pontelagoscuro da tempo: l’11 gennaio di 50 anni fa, fuori servizio di riposo, venne all’ultimo momento richiamato in servizio per sostituire un collega ammalato. Nel corso di un pattugliamento a Pontelagoscuro notò un’autovettura ferma davanti all’istituto di credito col motore acceso, comprese che poteva trattarsi di una rapina e, dopo aver inviato il collega a chiedere rinforzi, non esitò ad avviarsi verso la banca: colpito dai rapinatori in fuga, si avvinghiò ad uno di loro ma venne trascinato dentro l’auto dei complici e qui dopo averlo percosso selvaggiamente, lo uccisero con altri colpi di pistola e dopo poche centinaia di metri gettarono a terra il suo corpo.
A Serravalle, dove ogni anno si celebra una messa e dove l’Arma organizza una visita alla lapide dell’appuntato, nessuno lo ha mai dimenticato come a Pontelagoscuro, dove gli sono state intitolate le scuole elementari, una via di Ferrara, la caserma sede del Comando Provinciale Carabinieri di Ferrara. Anche la caserma sede del Comando Provinciale Carabinieri di Arezzo è a lui intitolata.

Roberto, Paolo Antonella sono i tre figli di Carmine e ancora oggi vivono nel ricordo luminoso del padre e del suo gesto eroico. All’epoca della tragedia erano piccoli, avevano rispettivamente 12, 8 e 7 anni ma il ricordo è ancora intatto nella loro mente e nei loro cuori.

“La mamma era venuta a scuola quella mattina per avere un colloquio con le insegnanti e la scuola si trovava proprio davanti alla banca. Mia mamma a mio babbo si sono salutati, parlando del pranzo e delle cose semplici della vita. Ricordo che a prenderci non venne lei, perché una vicina, saputo del fatto, ci volle proteggere come poteva”, Antonella inizia così il suo racconto di figlia e oggi di madre che ha cresciuto i suoi tre figli nel ricordo del loro nonno speciale.

Antonella continua: “L’Arma dei Carabinieri per noi è stata una grande famiglia che ci ha aiutato e supportato in tutto. Io e miei tre fratelli siamo cresciuti nel ricordo sempre vivo di un padre che è stato un esempio di coraggio vero, di attaccamento alle istituzioni. Quando si dice fare il proprio dovere fino in fondo, ecco mio padre lo ha fatto, conoscendo le conseguenze. Noi come famiglia siamo iscritti all’Associazione Vittime del Dovere e non siamo soli. Tante famiglie sono come noi, a testimonianza del fatto che ci sono persone che vivono con questa luce dentro e sono una colonna portante della nostra società”.

Anna Maria Cecconi la mamma di Antonella, Roberto e Paolo (che ha poi seguito le orme del padre entrando nell’Arma) è oggi l’ultima custode della medaglia d’oro al valore militare che ogni annoi vertici dell’Arma vengono in Casentino a commemorare. Anna Maria, madre coraggio, è anche la custode della memoria di un piccolo grande uomo che ha voluto che, ancora in vita, sognava i boschi di Serravalle per la sua pensione.

Il Sindaco Filippo Vagnoli commenta: “La nostra comunità si stringe attorno a questa famiglia nel ricordo di un uomo semplice che ha sacrificato la sua vita per tutti noi. Attraverso la sua figura così bella, vorrei ringraziare tutti coloro che ogni giorno, dentro l’Arma dei Carabinieri, ma anche fuori, portano avanti il loro compito con abnegazione, sacrificio, coraggio e onestà. La nostra comunità deve guardare a loro come guide vere e vive per costruire un futuro migliore per tutti”.

Il Sindaco conclude: “Come amministratori proporremo agli istituti comprensivi del territorio un percorso sulla legalità, anche attraverso il consiglio comunale dei ragazzi, con al centro la storia e la vicenda umana di Carmine della Sala”.

 

 

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