Stia: “Sotto una luce diversa”.

 
Al planetario del Parco di Stia – storico Galileo III Officine Galileo  sabato alle 21  “Pianeti di altri Soli”. 
  Da secoli l’umanità si interroga sulla presenza di civiltà aliene: siamo gli unici esseri intelligenti che popolano l’Universo? Già nel Medioevo si è cominciato a ritenere che dovessero esistere altri mondi.
Alcuni di questi, forse, avrebbe ospitato una eventuale forma di vita aliena.
 Oggi, grazie allo sviluppo tecnologico e al progresso scientifico, possiamo cominciare a dare delle risposte a queste domande. La scoperta di numerosi pianeti extrasolari suggerisce che il nostro sistema planetario non è l’unico. Gli “esopianeti” sono un fenomeno comune, almeno nella Via Lattea. Anche se la maggior parte di essi sono corpi celesti giganti, tipicamente delle dimensioni di Giove, che non possono ospitare la vita almeno come noi la conosciamo.
 Tuttavia, esistono sistemi planetari in cui sono stati rivelati oggetti più piccoli, cioè corpi celesti rocciosi che hanno le dimensioni dei pianeti di tipo terrestre.
 Nel corso dei prossimi anni, lo studio ed il perfezionamento di tutta una serie di tecniche e metodi di indagine ‘alternativi’ ci permetteranno di analizzare sempre più in dettaglio le atmosfere planetarie per scoprire se sono presenti tracce di composti chimici, come ad esempio l’anidride carbonica, l’acqua o il metano: indicatori biologici legati all’esistenza di eventuali forme di vita elementare. 
 Forse solo allora potremo affermare di aver trovato una nuova Terra.
 Dei “Pianeti di altri Soli” si parlerà sabato 23 aprile, a partire dalle ore 21, al planetario del Parco nazionale delle Foreste casentinesi, posto in località Stia.
 All’incontro, che si svolgerà sotto la cupola del Planetario, ad opera di Emanuele Boschi e Alessandro Ghiandai, seguirà osservazione del cielo primaverile e del pianeta Giove. Questa avverrà per mezzo di telescopi posti all’esterno della struttura. Condizioni meteo permettendo.
 
 U.s. parco nazionale Foreste casentinesi, monte Falterona e Campigna