Subbiano: in marcia contro la violenza sulle donne

A Subbiano le donne si metteranno in marcia per dire “Basta alla violenza”, a quei soprusi che si sono portati via la dignità di molta parte dell’altra “metà del cielo”, ma anche ucciso e privato della libertà. A promuovere questa marcia per il giorno 25 Novembre è l’Amministrazione comunale di Bibbiena, in particolare l’assessore Nicoletta Bruno.
Il ritrovo è previsto per le ore 10,00 in Piazza Carducci luogo in cui verranno consegnate le magliette rosse ai partecipanti donate da Decathlon di Arezzo. Alle ore 10,15 il corteo partirà per percorrere questo percorso: Via Roma, Sottopasso Cimitero, Sottopasso Io Bimbo, Viale Martiri della libertà e arrivo al Bar Celli dove sarà offerto un piccolo buffet ai partecipanti.

L’Assessore Nicoletta Bruno commenta: “Quella del 25 Novembre è una giornata molto importante che va vissuta e percepita, anche dalle popolazioni locali, come qualcosa di significativo che riguarda la vita quotidiana di tutti. La violenza perpetrata contro il sesso femminile è un segnale di un imbarbarimento dei costumi, ma anche di uno scivolone pericoloso della nostra società verso l’indifferenza, verso il comportamento omertoso nei confronti di gesti e atteggiamenti così devianti. La marcia del 25 Novembre ha questo significato: esserci. Esserci nel denunciare, esserci nell’educare le nuove generazioni, esserci nel trovare strade diverse nel colloquio tra le varie parti della nostra società. Queste strade vorremmo percorrerle tutti insieme, donne e uomini. L’invito è rivolto a tutti”.

Il 25 novembre è stato scelto nel 1999 come Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne dall’Assemblea Generale della Nazioni Unite che ha ufficializzato una data che fu scelta da un gruppo di donne attiviste, riunitesi nell’Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi, tenutosi a Bogotà nel 1981.
Questa data fu scelta in ricordo del brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal, considerate esempio di donne rivoluzionarie per l’impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo (1930-1961), il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell’arretratezza e nel caos per oltre 30 anni.