Turista in Casentino fai da te? No auto? Ahiahiahai!

Ve lo ricordate il vecchio slogan pubblicitario dell’Alpitour? Turista fai da te? No Alpitour? Ahiahiahai! Esatto, andava molto di moda qualche anno fa. Anzi, era un vero e proprio tormentone. Bravi, dobbiamo dirlo, i creativi pubblicitari che l’hanno inventato. Tant’è che ancora oggi persiste nella memoria collettiva come una delle pubblicità più riuscite. Ma i tempi sono cambiati e contrariamente a quanto affermava l’Alpitour con il suo slogan, i “turisti fai da te” che non si affidano a un tour operator sono aumentati esponenzialmente. Ecco perché abbiamo preso in prestito il fortunato slogan per il nostro titolo: Turista in Casentino fai da te? No auto? Ahiahiahai!

Perché in Casentino, benché si parli di turismo da decenni, benché molti sforzi (anche questo va detto) siano stati fatti, benché le iniziative dei privati siano lodevoli e ragguardevoli, ancora paghiamo un ritardo fisiologico (che non riusciamo a colmare) nei confronti di realtà simili alla nostra che per quanto riguarda i servizi offerti ai turisti sono anni (per non dire decenni) avanti.

Le bellezze e i luoghi da visitare non ci mancano certo: pievi, castelli, monasteri e santuari, borghi tra i più belli d’Italia, foreste spettacolari, un Parco Nazionale e, fra poco, anche la nuovissima pista ciclabile dell’Arno. Ma i servizi… beh su quelli qualcosa da dire ci sarebbe. E facciamo un esempio su tutti: se oggi (agosto) un turista capita a Poppi (luogo di innegabile bellezza e meta tra le più gettonate del Casentino), e vuole andare per esempio a Camaldoli (altro luogo irrinunciabile per chi visita il Casentino), deve farlo per forza in macchina perché non esiste un collegamento bus diretto Poppi – Camaldoli. Per andare a Camaldoli, bisogna prendere il treno, arrivare a Bibbiena, aspettare la coincidenza con il bus e poi andare a Camaldoli. Totale del tempo impiegato per lo spostamento, 1h e 48 minuti (treno da Ponte a Poppi alle 8:42, anzi bus perché ci sono i lavori, coincidenza per Camaldoli alle 9:48 e arrivo alle 10:30). In pratica, 40 minuti in più del tempo che impiega il Frecciarossa per andare da Arezzo a Roma e lo stesso tempo che impiega per andare da Firenze a Milano. Si è più fortunati se non si ha l’ardire di voler andare a Camaldoli proprio la mattina, ma ci si accontenta di andare il pomeriggio. Ecco, in quel caso, partendo alle 13:41 da Ponte a Poppi, si impiega “solo” un’ora. E attenzione a non perdere quello delle 17:27 per il ritorno, altrimenti bisogna sperare nell’ospitalità dei frati camaldolesi. In ogni caso, che si voglia andare di mattina o che si preferisca il pomeriggio, i bus da Bibbiena sono due. Stessa cosa, più o meno, per i giorni festivi.

Se poi il nostro malcapitato turista volesse andare da Poppi al Santuario della Verna (altra tappa obbligatoria), avrebbe un po’ più di scelta. Non che ci sia un collegamento diretto (figuriamoci!), ma almeno, pur dovendo prendere prima il treno e poi il bus, potrebbe contare su due bus la mattina e ben 4 il pomeriggio. I tempi di percorrenza, in ogni caso, vanno dall’ora e dieci all’ora e 40, a seconda della coincidenza che si riesce a prendere. Ma attenzione! che non pensi il nostro turista di andare con il bus che parte da Bibbiena alle 17:20 perché è soppresso dal 29 luglio al 31 agosto (sic!). Il mese dove, in effetti, di turisti se ne vedono pochi…

In entrambi i casi, che si parli di Camaldoli o della Verna, basta farci un salto una domenica d’estate per rendersi conto dell’invasione di auto che c’è in quei luoghi che, al contrario, dovrebbero essere di pace e di tranquillità.

A Camaldoli, per esempio, la domenica sono costretti a chiudere la strada e a far passare le auto dall’Eremo a causa del troppo afflusso di macchine (lo testimoniano i parcheggi selvaggi in curva che siamo abituati a vedere). Ecco, qualche bus in più, o anche un servizio di navetta per il periodo estivo, eliminerebbe un po’ di traffico automobilistico in un luogo che ne farebbe volentieri a meno.

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Christian Bigiarini - Direttore Responsabile
Christian Bigiarini è nato a Roma nel 1971, ma vive e scrive a Ponte a Poppi (AR) in Casentino. Nel 2005 ha pubblicato la sua prima raccolta di racconti dal titolo “Adesso sono morto”. Nel 2006, a Castelnuovo di Garfagnana ha vinto il premio di narrativa Loris Biagioni con il racconto “La mozione del beep” e nel 2008 ha pubblicato il suo primo romanzo dal titolo “Rosso cuore, nero amore” recensito dal sito recensionelibro.it come uno dei migliori dieci esordi dell’anno. È giornalista pubblicista, dal 2009 collabora stabilmente con il magazine CasentinoPiù e dal 2013 ne è Direttore responsabile. Nel 2011, a Monselice (PD) ha vinto il premio nazionale “Il Poeta e il narratore” con il racconto “Bar Mario”. L’anno successivo, 2012, si è classificato secondo allo stesso concorso con il racconto “5 secondi”. Nel 2012 è uscito il suo secondo romanzo: “O di odio” Onirica Edizioni. “Storie e osterie” (Nicolò Caleri Editore-2013) è la sua terza pubblicazione.