Un angelo casentinese…

Daniela Granieri

Presso la cartolibreria LINA GIORGI di Ponte a Poppi è stato presentato il libro “IL QUINTO ANGELO”, erano presenti Daniela Granieri di Soci e Riccardo Jevola di Firenze, due dei quattro autori. Davanti ad un folto pubblico molto interessato è stato illustrato questo originale romanzo scritto da quattro autori, fra loro inizialmente sconosciuti, ma che si sono in qualche modo “incrociati” sui social in Internet. Il romanzo è originale perché non vi è solo una voce narrante, come in quasi tutti i libri, ma sono in quattro a narrare, in prima persona, incarnando ognuno un personaggio. Poi, insieme, sono stati la voce narrante de “Il Quinto Angelo” di cui al titolo. Non è un libro religioso, ma le divinità sono prese a prestito, in modo comunque molto rispettoso, per un discorso etico, per il quale si desidera il bene universale comune, il bene vincitore sul male sempre ed in ogni dove.
I personaggi degli autori sono i protagonisti di varie avventure in mezzo all’umanità, ivi giunti inviati da un Maestro superiore. Le vicende dei protagonisti fra gli umani sono agrodolci ed accattivanti, insolite, originali ed eccentriche. Questa che segue è una frase di un breve brano letto durante la presentazione che può dare un’idea dello stile fresco e dinamico del libro. È la frase con cui il Maestro spiega che cosa sia la libertà ad un Angelo che deve scendere fra gli umani: «Il colombo stava bene con me…, stava bene con te…, ma alla fine ha scelto di volare via…Verso la LIBERTA’! Ricordalo quando sarai in mezzo agli uomini. La Libertà è ciò che a loro manca di più quando stanno bene, perché “restare in un posto” sarebbe “non andare in un altro posto”. Non è nella natura essere liberi, ma è nelle loro menti!» Come a dire che la libertà non è nella fisicità, ma è frutto e desiderio della ragione e della cultura. Insomma una storia interessante, scritta in modo originale, che può essere definita, con un gergo di moda a New York, del genere: “zest comedy thriller. Cioè un commedia thriller saporita. Il libro è già negli scaffali delle librerie più importanti di molte grandi città.

CONDIVIDI
Articolo precedenteI volti di Chiara ed Enrica, all’ExpArt di Bibbiena
Prossimo articoloCastel San Niccolò, una mostra celebra i 60 anni di attività di “Pasticcio”
Eugenio Milizia
Eugenio Milizia è nato a Serravalle di Bibbiena nel 1948, dopo la seconda elementare è emigrato con la famiglia a Roma. Qui ha studiato e lavorato fino al 2000. Si è laureato presso l’Università La Sapienza in Ingegneria, specializzato in “Informatica industriale – Safeware”. È stato Dirigente delle Ferrovie dello Stato fino al 1993, dirigendone il settore Ricerca & Sviluppo e avviando importanti progetti computerizzati per le Stazioni e per le linee Alta Velocità. Poi come consulente ha lavorato nell’industria ferroviaria ALSTOM a Bologna fino al 2010, contribuendo alla costruzione delle linee AV Roma-Napoli e Bologna-Firenze. Ha avuto incarichi di formazione professionale, scrivendo tre testi di grande diffusione nel ferroviario: “Elettronica Digitale e Microprocessori”, “Dizionario ferroviario” e “Progetti di Impianti ferroviari” (in uso nelle Facoltà di Ingegneria). Dal 2010 è in pensione ed è tornato ad abitare nella casa natale di Serravalle. Qui in Casentino da scrittore tecnico si è trasformato in scrittore di brevi racconti, di saggi e romanzi, fra i quali “I volontari ospedalieri di AR” e “Il Castello di Poppi s’è bruciato…”. È Giornalista pubblicista, ha collaborato con Casentino 2000 e dal 2015 collabora con Casentino Più.