Un pensiero al giorno: “Amarezza”

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Amarezza

Quanta amarezza a veder quella folla,

triste e stupida, a osannare “un inutile Dio”.

Quanta amarezza essere ciechi e sordi,

e completamente assuefatti dal menefreghismo.

Guardar quella massa di stupida gente esultare,

dimenticando quello che è stato,

quello che è.

Trovo già disumano non pensare a coloro che vivono,

ma scordare chi è morto,

è addirittura doloroso e meschino,

di quella miseria che spesso è attribuibile

all’essere umano.

Quanta amarezza a veder quella folla,

a saltare, a ridere, a gioire…

potevano farlo, certo che potevano farlo,

nel rispetto del mondo, però.

Lavoriamo ore, e giorni, e poi mesi in condizioni difficili,

e c’è chi ancora nemmeno lavora,

a chi ancora non è consentito, nemmeno in condizioni difficili.

Provo una gran tenerezza per queste teste poco pensanti,

ma ancor di più, per quei cuori aspri e vuoti.

Quanta amarezza a veder quella folla!

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Marina Martinelli
Marina Martinelli nasce a San Piero in Frassino nel dicembre del 1964. Oggi vive e lavora a Poppi, dove condivide un salone di parrucchieria col marito. Ha due figli che sono la sua vita e la scrittura è la sua più grande passione, infatti ha pubblicato due libri di novelle e tre romanzi. A primavera uscirà il suo sesto romanzo che sarà macchiato di giallo. Da anni collabora con la rivista casentinese CasentinoPiù.